Nella CdL la paura di un flop alle Regionali è ormai palpabile. Più si avvicina il giorno delle elezioni e più gli esponenti di Centrodestra cercano di sminuire il significato politico della consultazione. Se Gianfranco Fini professa ottimismo: "La Cdl è convinta di vincere le elezioni", Claudio Scajola mette le mani avanti e si mostra molto più cauto del ministro degli Esteri: "Le Regionali non sono la resa definitiva dei conti fra maggioranza e opposizione".
Fini ha comunque voluto svelenire il clima di questi giorni assicurando che "Alleanza Nazionale non presenterà alcun ricorso dopo le elezioni regionali quale che sia il risultato delle urne. Le polemiche dei giorni scorsi - ha ricordato Fini - rischiavano di allontanare i cittadini dalle urne: ha fatto bene il presidente del Consiglio Berlusconi a invitare tutti a votare al di là delle preferenze che verranno espresse perché la politica ha bisogno di partecipazione. Tra i tanti mali che creano disaffezione verso le istituzioni e la politica - ha detto ancora il vicepremier - c'è anche l'uso un po' disinvolto delle aule di giustizia".
Scajola, intanto, allontana qualsiasi ipotesi di dimissioni del premier qualora la CdL perdesse sonorammente il 4 aprile: "Al di là dei risultati, il Governo arriverà al termine della legislatura e attuerà il suo programma. I politici e i candidati devono impiegare tutte le loro forze per parlare agli elettori di programmi e non impantanarsi nelle polemiche''. Il ministro per l'Attuazione del programma di governo ha, poi, aggiunto: ''Dopo aver girato 45 province - conclude - posso dire che i cittadini danno il giusto significato locale a questo appuntamento elettorale, che coinvolge 14 Regioni. Il risultato si misurerà sul voto globale e ci aiuterà a registrare la linea per le politiche del 2006''.
Fabrizio Cicchitto si sofferma, invece, sull'"eccessiva radicalizzazione ed enfatizzazione dello scontro da parte del Centrosinistra". Il vicecoordinatore di Forza Italia se la prende soprattutto con Romano Prodi reo di "radicalizzare lo scontro in prima persona. Cogliamo accenti diversi da parte di altri esponenti però Prodi, Angius e D'Alema stanno realizzando una enfatizzazione dello scontro. C'e' un approccio da parte della sinistra che è quello di non confrontarsi sul terreno politico-programmatico con gli avversari, ma di considerarli dei nemici. Poi - ha concluso Cicchitto - c'e' un elemento che riguarda questa fase, e quindi Berlusconi. Non c'è dubbio che su tutto quello che il governo ha fatto è possibile e legittima una discussione di merito. Però la linea della radicalizzazione - ha concluso - serve ad oscurare il governo che ha fatto una serie di cose".