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marzo 29, 2005

LA SFIDA / LE QUATTRO CONSULTAZIONI PIÙ «INCERTE»: REGIONI CONTESE, LA PARTITA È SUL FILO

Quattro regioni, quattro storie simili-: un presidente uscente della Cdl che fatica a raccogliere i consensi per essere confermato ma la cui sconfitta non è affatto certa. Questo è il quadro che emerge dalla indagine su Piemonte, Liguria, Lazio e Puglia che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi. In queste regioni, ma anche in altre, la partita si giocherà sul filo di lana, Qualunque risultato è ancora possibile. Non solo esiste un grande equilibrio tra gli schieramenti ma la campagna elettorale sta entrando nel vivo proprio ora. Solo la sera del 4 aprile potremo fare i conti di chi ha vinto e chi ha perso, di quante regioni sia riuscita a conservare la CM e quante siano invece passate ail Unione. Oggi possiamo solo dire che la tendenza generale è favorevole all'Unione anche se non in misura così netta come alcuni si augurano e altri temono. Più delle intenzioni di voto a favore dell'uno o dell'altro candidato questo è il dato più solido che si può ricavare dalle nostre analisi. Ma un conto è il trend e altro conto è il risultato finale.

Nei grafici abbiamo riassunto questa tendenza generale, a livello di coalizioni, utilizzando dati storici relativi alle quattro regioni che abbiamo analizzato. Siamo partiti dalle elezioni regionali dei 2000 (voto maggioritario), in cui i candidati della Cdl erano gli stessi di oggi, e abbiamo incluso il dato delle elezioni della Camera nel 2001 (voto maggioritario) e quello delle europee 2004 (voto proporzionale). Si tratta di consultazioni diverse e di tipi di voto diversi e quindi i dati vanno interpretati tenendo conto che il centro-sinistra va meglio in competizioni maggioritarie e il centro-destra in competizioni proporzionali. Detto ciò si può vedere che proprio le europee del 2004 hanno rappresentato in queste regioni il punto di svolta per il centro-sinistra. Infatti il suo voto proporzionale (dove è meno forte) è, in tutte le regioni, superiore o uguale al suo voto maggioritario (dove è più debole). Il contrario vale per il centro-destra. E'  questo che ci fa dire che esiste una tendenza di voto sfavorevole a questo schieramento. Vedremo se in queste elezioni verrà confermata.

Il perché di questa tendenza negativa per la Cdl sta molto probabilmente, nel clima di sfiducia assai diffuso nel paese e nella delusione maturata nei confronti del governo. 1 dati che abbiamo raccolto nelle quattro regioni non solo convergono tra loro ma convergono anche con i dati raccolti da altri osservatori a livello nazionale. Questi dati descrivono un contesto difficile per la Cdl. Eppure in questo contesto difficile tutti e quattro ì suoi presidenti uscenti sono competitivi riuscendo a raccogliere più consensi della coalizione ne cui appartengono. Perché? Sostanzialmente per due ragioni. La prima sta nelle loro qualità personali. Per gli elettori del centro-destra queste contano molto di più della affiliazione partitica o coalizionale.

Su questo punto la differenza tra candidati di destra e di sinistra è netta: gli elettori di sinistra votano la coalizione, quelli di destra la persona. La personalizzazione della politica favorisce i candidati della Cdl anche quando la loro coalizione perde smalto. Tutt'al più si può dire che nel centrosinistra esiste una differenza Nord-Sud: per Bresso e Burlando la coalizione conta per il 50% o più, per Marrazzo e Vendola  conta molto, meno. Date le caratteristiche dell'elettorato meridionale non è una sorpresa che il voto personale sia più importante al Sud rispetto al Nord non solo per i candidati della Cdl ma anche per quelli dell'Unione. Ciononostante la differenza tra i due elettorati resta, anche se meno marcata.

Alle qualità personali è in qualche misura connesso anche il cosiddetto fattore incumbency, cioè l'essere candidati-presidenti che hanno già governato per cinque anni. Tutti e quattro i candidati della Cdl lo sono. L'incumbency favorisce il voto personale per una serie dì motivi. Tanto per cominciare la notorietà. Tutti i candidati della Cdl risultano essere più conosciuti dei loro avversari. In secondo luogo pesano le risorse istituzionali legate alla carica: i provvedi menti presi per favorire determinate categorie di elettori, la maggiore visibilità, la disponibilità di personale politico da utilizzare nella campagna elettorale. Se un presidente uscente è giudicato positivamente, e questo è il caso di tutti e quattro i candidati della Cdl, questi sono vantaggi che possono fare la differenza in una competizione molto equilibrata. A tutto questo occorre poi aggiungere l'uso dì liste civiche più o meno personalizzate create allo scopo di raggiungere un elettorato più distante dalla propria area politica, dai partiti e dalle coalizioni e/o più deluso. Con la sola eccezione di Ghigo in Piemonte tutti gli altri candidati della Cdl hanno fatto ricorso a questo strumento senza il quale la loro posizione oggi sarebbe molto più difficile: E anche Ghigo lo avrebbe fatto se gli fosse stato concesso da Berlusconi.

Questi sono i fattori che consentono ai candidati della Cdl di neutralizzare gli effetti negativi del quadro nazionale. In fondo le elezioni regionali sono una cosa diversa da una competizione nazionale. L'esito è il risultato dell'interazione tra fattori nazionali da una parte e fattori locali e personali dall'altra: in questa tornata-elettorale i primi favoriscono i candidati della Unione, i secondi quelli della Cdl. Qui c'è un segnale d'allarme per il centro-sinistra in vista delle politiche del 2006. Non basta il riallineamento dell'elettorato a sinistra, che pure c'è stato, per vincere le elezioni. Non basta un clima di diffuso pessimismo, come l'attuale, per rendere la proposta dell'opposizione veramente convincente. Ci sono tanti elettori indecisi, delusi e distanti dalla politica il cui voto può fare la differenza. Tra questi elettori la Cdl ha un vantaggio competitivo a condizione di riuscire a portarli a votare. Per questo l'affluenza alle urne sarà un elemento decisivo sia il 3-4 aprile che il prossimo anno.

Di ROBERTO D'ALIMONTE

Il Sole 24-03-2005