marzo 18, 2005 IPR / LIGURIA: RECUPERO DI BIASOTTI Il Governatore si avvicina a Burlando e punta sugli indecisi l´ago della bilancia In Liguria rimane in gioco ancora il 15 per cento dei votiSecondo l´analisi di Ipr Marketing per conto di Repubblica si assottiglia il vantaggio di Burlando sul Governatore Il centrosinistra regge, ma la certezza di un trionfo sembra scricchiolare. L´ultimo sondaggio commissionato da Repubblica sembra attestare il recupero di Sandro Biasotti. Il presidente uscente, che nell´ultima rilevazione di Ipr Marketing, accusava un distacco abissale, ora rientra in gioco. Burlando rimane saldamente in testa ma il suo vantaggio si è ridotto a tre punti. Un margine ancora tranquillizzante ma che consente comunque al governatore di giocarsi le sue carte e tentare l´attacco finale. rappresentato, inevitabilmente, dalla caccia agli indecisi. Un quindici per cento di elettori in grado di ribaltare la situazione. Ma soltanto a condizione che Biasotti riesca a convincerne la stragrande maggioranza, almeno il settanta, settantacinque per cento. Impresa tutt´altro che semplice. Ma la rimonta del governatore non è l´unica sorpresa che emerge dal sondaggio. Tra i partiti riemerge Forza Italia, mentre non riescono a sfondare assolutamente le due liste civiche. Gli arancioni sono attestati tra il 3 e il 5 per cento, i sostenitori di Burlando tra l´1 e il 3. Nel centrosinistra frena l´Unione, che però rimane non lontana dal quaranta per cento, accelerano i Verdi. A due settimane dal voto, ultimo sondaggio: il centrosinistra è sempre in vantaggio, ma si va verso un testa a testa  Poiché la legge sulla par condicio non ci consente di poter pubblicare ulteriori dati nelle prossime due settimane di campagna elettorale, le premesse alla lettura critica di questo sondaggio, effettuato da Ipr Marketing per Repubblica, sono basilari per poter interpretare, in modo corretto, il movimento del consenso. Si è dunque "fotografato" lo scenario competitivo nel momento in cui sono state realizzate le interviste, ovvero a poco più di due settimane dal voto; pertanto tali risultati non possono essere letti come una previsione "certa" di ciò che sarà il consenso espresso nelle urne il 3-4 aprile, bensì l´interpretazione corretta risiede nell´analisi del trend e delle probabilità di incremento elettorale che potenzialmente hanno tutti i candidati ed i partiti in campo. Queste stime sono di ausilio nel delineare le "probabilità" di successo dei candidati e delle coalizioni. In Liguria il 15% della popolazione è ancora indeciso su chi votare ed un ulteriore 20% è già certo che si asterrà dal recarsi alle urne. Quindi, qualsiasi movimento elettorale nelle prossime settimane non coinvolgerà il target dei "più politicizzati" ma solo coloro i quali non riescono a sentirsi rappresentati attualmente da nessuno dei candidati e degli schieramenti in campo. 
Quanti sono, dunque, i voti ancora "liberi" e di quanto potranno incrementare o diminuire il consenso i singoli candidati in relazione ai "nuovi voti" in arrivo? Il consenso che si formerà nei prossimi giorni riguarderà non più del 10% degli elettori, in quanto partendo dalla considerazione che il 15% è indeciso, è statisticamente accertato che un indeciso su 3 non si reca alle urne, aggregandosi al già consistente gruppo degli astensionisti. Ragion per cui il potenziale elettorale di incremento dei candidati e dei partiti risiede tutto nella formazione del consenso della rimanente parte del 10% di attuali indecisi che prenderanno posizione soltanto 2-3 giorni prima della scadenza elettorale. Pertanto, le decisioni di questo target potranno influenzare il peso elettorale attuale dei candidati e dei partiti, ma non è scontato che la forza degli indecisi possa stravolgere i pronostici di partenza, anche se, il voto di questi elettori potrà, tendenzialmente, agevolare lo schieramento di centrodestra più che quello del centrosinistra. Infatti, dall´analisi del voto delle ultime tre elezioni, la maggior parte di questo target ha scelto sempre un partito ed un candidato del centrodestra, facendo, dunque, presagire che la probabilità di incremento del consenso è maggiore per il candidato Biasotti che per "lo sfidante" Burlando. Tuttavia, dai risultati del sondaggio Ipr Marketing si evidenzia che il recupero di Biasotti per poter puntare al successo dovrebbe ammontare a circa il 70-80% dell´intero target degli indecisi e, attualmente la soglia degli indecisi che in passato si è schierato con il centrodestra, è ferma al 65%. D´altra parte dal trend degli ultimi mesi si registra che, tra alti e bassi, si sta "stabilizzando" il consenso al centrosinistra ed a Burlando. Proprio questo trend di Burlando, che già in questi mesi ha guadagnato consensi significativi rispetto al momento di partenza, fa ritenere che nelle prossime due settimane si possa registrare un contro-recupero di Biasotti, il cui successo, però, potrà realizzarsi solo se riuscisse ad attirare verso di se sia gli indecisi di destra che quelli di sinistra. L´operazione non è irrealizzabile, ma molto difficile. L´ANALISI La lettura del campione di elettori svela qualche sorpresa come la risalita azzurra e le difficoltà di tutte le liste civiche Miracolo: Forza Italia vola in alto impallidiscono arancioni e CastellanetaProprio quando sembrava che il Governatore Sandro Biasotti avesse praticamente abbandonato il ring della contesa, dopo avere cancellato e recuperato i faccia a faccia e dopo essere un po´ come sfilato via dalla scena mediatica, ecco che il nostro ultimo sondaggio avverte che la battaglia è ancora tutta da giocare, a due settimane e mezzo dal voto. I campioni consultati, omogenei a quelli del 2 febbraio e del 3 marzo riassottigliano la distanza tra Biasotti e Burlando, giunta fino all´abisso percentuale di nove punti e ora ridotta al tre per cento. "Dimagrisce" anche la distanza tra le due coalizioni che omologava il risultato personale dei contendenti e oggi suona tra il tre e il quattro. I valori dei sondaggi sono relativi e ben conosciuti oramai, ma il campionamento di "pezzi" di elettorato offre, comunque, valide possibilità di riflettere e di immaginare un risultato molto atteso. Oltre a Biasotti sembrava desaparecido dalla scena anche il partito "azzurro" di Forza Italia che esiste in questa campagna soprattutto per le iniziative dei singoli candidati e non certo come blocco organizzativo: i suoi leader sono distanti o ben coperti. Ieri c´è stato lo scrollone della supervisita di Berlusconi, ma, guarda caso, essa è avvenuta a Imperia, terra di Scajola. Il leader maximo si è ben guardato di venire a Genova, nella quale non ha mai messo piede neppure in tutto l´importante Anno della Cultura. Ebbene, il sondaggio di Repubblica, in linea con la puntata precedente, non segnala affatto questa scomparsa o, almeno, la difficoltà del partito del presidente e piazza il risultato di Forza Italia in una forchetta che va dal 23 al 26 per cento. Per una formazione dalla quale Biasotti ha preso, per tutta la sua gestione e in campagna elettorale, metri di distanza non sarebbe un´indicazione negativa. Un altro test significativo, correlato con il risultato attribuito a Forza Italia, riguarda le cosidette liste civiche e in particolare quella arancione del presidente Biasotti che oscillerebbe tra il 3 e il 5 per cento, uno score forse non così brillante come quello previsto. Ancora più sotto, al limite della delusione, la lista di Castellaneta, indicata intorno all´1 per cento. E neppure brillante quella capeggiata da Gb Pittaluga, l´uomo sorpresa delle elezioni, passato da Biasotti a Burlando, che lo ha messo in testa alla sua squadra, indicata dall´IPR Marketing tra l´1 e il 3 per cento. Tutto il resto del quadro che chiude la parata dei sondaggi di Repubblica non mostra grandi oscillazioni, ma rivela come la partita sia ancora aperta: a partire dal calcolo degli indecisi che si raggruma intorno al 15 per cento e di coloro che assicurano che non andranno a votare, previsti su un 20 per cento secco. Tra le curiosità che servono a lasciare tutto sul filo del rasoio c´è anche la rilevazione sul trend della fiducia e della conoscenza dei due candidati presidenti con Biasotti che supera ancora Burlando nella notorietà 91 a 85 e nell´apprezzamento, da 59 a 53. Come tutto questo sia teorico o intercetti, in realtà, i segreti movimenti dell´opinione pubblica sbandata di fronte ad una consultazione elettorale così delicata, sospesa tra le grandi pressioni italiane e il localismo ligure, non si può certo sapere oggi. Da ora in avanti la campagna proseguirà senza questi radar molto particolari dei sondaggi, che negli ultimi giorni hanno mostrato una rotta abbastanza concorde: non solo quelli di Repubblica, ma gli altri commissionati da La Stampa e da Il Sole 24 Ore e in precedenza dal Foglio. Sul territorio lo scontro tra i tre candidati alla presidenza e i seicento candidati ai 40 seggi proseguirà con uno sprint che non dovrebbe riservare colpi di scena. Arriveranno altri bigs nazionali, ci sarà anche qualche altro faccia a faccia tra Burlando e Biasotti, in un clima oramai stemperato di confronto. O qualcuno ha un asso nella manica, oppure la battaglia per conquistare la Liguria si può sintetizzare in una volata che vede Burlando in testa e Biasotti che si sta avvicinando. Ovviamente in teoria, come vuole il limite di un sondaggio. (r.c.) |