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marzo 17, 2005

DEMOS-EURISKO / CENTROSINISTRA IN VANTAGGIO MA SULLE REGIONALI È GRANDE GELO
Nel maggioritario lo scarto supera gli otto punti. Tra i partiti i migliori trend sono di Rifondazione e Udc
Otto elettori su dieci disinteressati al voto del 3 april

Tra i leader più graditi, scatto di Fassino che affianca Prodi. Salgono anche Rutelli e Bertinotti. Nella Casa delle libertà il giudizio migliore è per Fini, Berlusconi in recupero

In crescita i giudizi positivi sia sul governo sia sull´opposizione. Tra le cause c´è il clima di "distensione" seguito all´uccisione dello 007 in Iraq

Di nuovo in aumento, in marzo rispetto a gennaio, coloro che assegnano all´Unione le maggiori probabilità di vittoria alle politiche 2006

 

L´avvio della campagna per le elezioni regionali non ha modificato in modo significativo gli equilibri elettorali. Il centrosinistra risulta ancora in vantaggio e, agli occhi degli elettori, crescono le sue aspettative di vittoria. Inoltre, il clima di distensione politica, seguito alla liberazione di Giuliana Sgrena e l´uccisione di Nicola Calipari, ha favorito (nei giorni scorsi) una ripresa della fiducia verso i soggetti politici. Sono le principali indicazioni offerte dalla seconda rilevazione dell´Atlante politico, realizzato da Demos-Eurisko per La Repubblica.
Il centrosinistra mantiene un relativo vantaggio sul centrodestra nel voto proporzionale, anche se si è lievemente ridotto il distacco rispetto alla CdL (da 3 a 2 punti). L´Unione aumenta però il vantaggio nelle scelte di coalizione (da 6 a 8 punti). E sono cresciute anche, in parallelo, le aspettative di una vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni politiche. Come si possono spiegare queste tendenze apparentemente contraddittorie?
Le differenze che si registrano fra gli indicatori solo in minima parte possono essere attribuite all´incoerenza degli elettori e al cosiddetto "voto disgiunto", che, espresso da appena il 3% degli intervistati, si distribuisce in misura equivalente fra le due coalizioni. La spiegazione va perciò ricercata altrove. La scelta di partito suscita in generale più incertezze - e più reticenze - della scelta di coalizione. La prima è dichiarata da una quota più limitata di intervistati (70%) rispetto alla scelta di coalizione (84%). Esiste perciò un ampio settore dell´elettorato (14%) che ha un orientamento definito per il voto maggioritario, ma è incerto sul partito. Questa posizione è molto più diffusa fra gli intervistati orientati a votare per l´Unione, mentre è presente in misura marginale fra gli elettori della CdL. Si spiegano così facilmente le differenze che abbiamo rilevato, che non dipendono tanto dalla crescita del centrodestra nel voto proporzionale, quanto dalla maggiore incertezza - rispetto a due mesi fa - degli elettori di centrosinistra nella scelta del partito. Scelta resa più difficile dalle frequenti controversie fra formazioni politiche e leader che fanno riferimento ad aree politiche parzialmente sovrapposte. Questo problema sembra coinvolgere soprattutto i partiti della Federazione dell´Ulivo, che registrano una restrizione del consenso. Per altri partiti dell´Unione - Rifondazione, Verdi e PdCI - si manifesta, invece, una tendenziale crescita delle intenzioni di voto.
Diversi i problemi per la Casa delle Libertà. I partiti che la compongono dispongono di profili più distinti (e spesso distanti), che rendono più agevole la scelta di voto proporzionale per gli elettori. Ma il recupero globale dei consensi per la coalizione appare lento e sicuramente frenato dalle percezioni negative della situazione globale del paese. Otto persone su dieci continuano a dichiararsi insoddisfatte di come vanno le cose in Italia (giudizio ampiamente condiviso dagli elettori della CdL). Un altro segnale negativo, per la coalizione di centrodestra, è rappresentato dalla risalita, nel mercato elettorale, delle quotazioni dell´Unione, che torna a condurre nelle previsioni sul risultato elettorale. Quattro persone su dieci (39%) ritengono che eventuali consultazioni politiche vedrebbero, oggi, il successo del centrosinistra.
Crescono, tuttavia, i giudizi positivi sull´operato del governo e dell´opposizione. Per entrambi si registra un incremento di 4-5 punti, che lascia pressoché inalterato il margine in favore del governo (41%, contro il 37%). Questa tendenza è spiegata da almeno due fattori. In primo luogo, va tenuto in considerazione il particolare mix di emozioni che ha caratterizzato le ultime due settimane: dalla gioia per la liberazione di Giuliana Sgrena al dolore per l´uccisione di Nicola Calipari. E´ abbastanza consueto, in fasi come questa, osservare un crescente "spirito di unità". Non vanno sottovalutati, inoltre, gli effetti del progressivo avvicinamento delle elezioni regionali, che tendono a surriscaldare il clima politico, favorendo il "compattamento" degli elettori attorno alle rispettive coalizioni.
Coerenti con questa chiave di lettura sono le "pagelle" dei principali leader politici. Quasi tutti i personaggi considerati vedono crescere, rispetto a gennaio, il proprio grado di apprezzamento. Anche se l´incremento si realizza, in gran parte, entro i confini dei rispettivi elettorati. Fassino, con una crescita di circa 8 punti, affianca Prodi in vetta alla graduatoria dei personaggi più apprezzati dagli elettori dell´Unione (68%). Nell´elettorato di centrodestra è Fini a riscuotere i maggiori apprezzamenti (83%). Ma Berlusconi risulta oggi meno staccato.
La campagna elettorale in vista delle regionali, nel frattempo, non sembra generare - almeno finora - grande entusiasmo: appena il 17% dichiara di averla seguita con interesse. Ciò non significa che gli elettori sottovalutino l´importanza di tale appuntamento: la maggioranza sembra considerare elevata la posta in palio. Tre persone su quattro pensano che il ruolo del presidente della Regione incida in modo molto o abbastanza importante sulla propria vita (75%). L´importanza dell´azione di governo regionale risulta, nell´opinione dei rispondenti, appena inferiore a quella attribuita al governo nazionale (presidente del Consiglio) e all´amministrazione cittadina (sindaco).

ROBERTO BIORCIO
FABIO BORDIGNON

La Repubblica GIOVEDÌ, 17 MARZO 2005