marzo 16, 2005 PIEPOLI / REGIONALI, POTREBBE FINIRE 10-4 O 9-5 PER L’UNIONE Gli italiani sono convinti che il centrosinistra si aggiudicherà le elezioni del 3 e 4 aprile Conferme quasi certe per Formigoni, Galan, Errani, Martini, Lorenzetti e Bassolino MANCANO meno di venti giorni alle elezioni del 3 e 4 aprile, che porteranno al rinnovo di 14 presidenti di Giunta e di altrettanti consigli Regionali. Si vota soltanto nelle Regioni a statuto ordinario e in Molise non si va alle urne, perché si è votato nel 2001. Il nostro Istituto ha effettuato un’analisi pre-elettorale sulla base di tutte le ricerche pubbliche effettuate in questi giorni: in molte Regioni - come il Lazio, il Piemonte, la Liguria, la Puglia e la Calabria - le informazioni sono sovrabbondanti. Sulle 14 Regioni nelle quali si vota, per un totale di 42 milioni di italiani, 8 hanno giunte uscenti di centrodestra e 6 di centrosinistra. In base alle «sensazioni» degli italiani e ai sondaggi, è possibile che il risultato sia di dieci Regioni per il centrosinistra e di quattro per il centrodestra (Piemonte, Lombardia, Veneto e Puglia), con la rinconferma dei presidenti uscenti. I sondaggi effettuati in Lazio sono stati realizzati prima dell’esclusione delle liste di Alessandra Mussolini. Quindi un’altra ipotesi è di nove Regioni all’Unione a 5 alla Cdl. Vediamo i sondaggi Regione per Regione.
PIEMONTE. Lieve prevalenza del presidente uscente Ghigo sulla sfidante Bresso, con Ghigo «più professionale» e la sfidante più «vicina alla gente» e «più attrattiva».
LIGURIA. Biasotti risulta perdente, come la sua coalizione, anche se è il presidente uscente ad apparire come il «più forte». Burlando è in grado di «generare amicizia».
LOMBARDIA. Il governatore Formigoni è saldamente in sella.
VENETO. Anche il presidente Galan appare difficilmente battibile da un candidato «di bandiera» come Carraro.
EMILIA-ROMAGNA. Errani ha già vinto, per Monaco ci sono scarse possibilità.
TOSCANA. Situazione molto simile all’Emilia-Romagna per il presidente uscente, Martini.
MARCHE. Una piccola Regione che conferma la sua tendenza per il centrosinistra.
UMBRIA. La popolazione non vuole cambiare colore e confermerà l’unico presidente donna, Maria Rita Lorenzetti.
ABRUZZO. Battaglia incerta tra Del Turco e Pace, potrebbe essere assegnata per un pugno di voti al centrosinistra.
LAZIO. Dopo l’esclusione della Mussolini cambia tutto, esito sul filo del rasoio.
CAMPANIA. La più grande Regione del Sud resta fedele a Bassolino.
PUGLIA. Tende lievemente per il centrodestra ma è tra le Regioni incerte. Fitto è connotato da maggiore responsabilità, Vendola è attrattore di energie.
BASILICATA. La gente ha fiducia nel successore di Bubbico: si profila vittoria dell’Unione.
CALABRIA. Loiero potrebbe spuntarla su Abramo, candidato per la Cdl.
di Nicola Piepoli
La Stampa 16 Marzo 2005
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