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marzo 13, 2005

ALTERNATIVA VALE DAL 4 AL 9 PER CENTO IL CANDIDATO DI AN VICINO ALLA VITTORIA

di RENATO MANNHEIMER

L'esclusione di Alessandra Mussolini dalle consultazioni regionali provoca, com’è facilmente intuibile, un vero e proprio sconvolgimento nelle prospettive elettorali, specie nel Lazio. Questa regione - proprio a causa della presenza di Alternativa Sociale - ha finito col diventare negli ultimi giorni il simbolo della generale situazione di incertezza che per tanti versi connota le prossime amministrative. La Mussolini, infatti, ha sempre fatto registrare nei sondaggi una quantità rilevante di intenzioni di voto a suo favore: dal 4% sino a oltre il 9% (una eccellente rassegna di tutti i sondaggi si trova su www.regionali05.it , raggiungibile anche attraverso www.corriere.it ). E’ ragionevole supporre che non tutti costoro la avrebbero davvero scelta al momento di recarsi alle urne. Così come è possibile che una parte dei tanti indecisi che rifiutano oggi di dichiarare il proprio orientamento finisse poi con il preferire Alternativa Sociale. L’esito «vero» della consultazione sembrava dunque dipendere dalla quantità di voti effettivamente ottenuta dalla Mussolini. Se questa fosse stata inferiore a grosso modo il 5%, Storace sarebbe stato confermato governatore. Se viceversa avesse superato questa soglia, tutte le ricerche mostravano Marrazzo come vincitore. L'uscita di scena della Mussolini ha dunque come conseguenza una assai più probabile vittoria del centrodestra. Con una incognita. E’ vero, infatti, che il consenso della Mussolini era basato per la maggior parte su voti sottratti a Storace. Ma una porzione significativa risulta invece provenire da un settore solitamente lontano dalla politica, spesso più propenso di altri a non recarsi alle urne: gli under 30. In particolare da giovani donne, dato che Alternativa Sociale fa registrare, rispetto alle altre forze politiche, la massima percentuale di presenza femminile tra i simpatizzanti. Si tratta, certo, di una quota minoritaria di elettorato, sufficiente tuttavia a determinare la vittoria di una delle due coalizioni maggiori. Come si comporteranno costoro in assenza della loro candidata preferita? Si rifugeranno, come appare più probabile, nella consueta astensione? O uno dei contendenti rimasti riuscirà a conquistare la loro fiducia? Dalla risposta a questi interrogativi dipende l'esito delle elezioni nel Lazio e, in generale, nelle numerose altre regioni che ancora risultano «in bilico».