marzo 11, 2005 SONDAGGI / IL GOVERNO E LA MAGGIORANZA PERDONO “APPEAL”Qualche settimana fa, analizzando l’attuale congiuntura politica, avevo sottolineato come l’andamento dei consensi nei confronti dei partiti di governo tra due elezioni politiche prendesse la forma di una curva. Sulla base delle approfondite analisi comparative effettuate da numerosi studiosi, in gran parte dei paesi occidentali, dopo un’iniziale “luna di miele”, i consensi tendono cioè a diminuire progressivamente, ?no a toccare il proprio livello più basso verso la metà del mandato, per poi risalire nel periodo di riavvicinamento alle successive elezioni politiche, arrestandosi pochi punti sotto il livello iniziale. Il periodo che abbiamo appena vissuto coincide quindi con il peggior momento “competitivo” del governo in carica in Italia. Ecco dunque che l’appeal della coalizione di governo deve scontare un calo ?siologico dovuto proprio all’andamento congiunturale, un periodo in cui tutti gli elettorati vicini ai partiti egemoni in Europa mostrano chiari segni di disaffezione e di “smobilitazione”; come hanno ampiamente dimostrato le analisi dei flussi di voto, la vittoria dei partiti di centro sinistra nelle più recenti elezioni sono state alimentate, più che da passaggi di voto provenienti dalla parte avversa, dalla massiccia astensione degli elettori di centrodestra. Questo elemento di disaffezione nei confronti dei partiti al governo emerge, oltre che dalle citate analisi dei flussi “veri”, anche da quelli “virtuali”, nelle dichiarazioni degli elettori, testimoniati dai numerosi sondaggi che tutti i principali istituti di ricerca pubblicano periodicamente su giornali e riviste. Il livello di gradimento del governo italiano, misurato attraverso la percentuale di giudizi positivi, permane da mesi all’interno di una quota compresa tra il 35 ed il 40% degli intervistati. È questo uno degli indicatori, accanto all’ormai noto winner, che generalmente viene preso in considerazione per descrivere il clima politico-elettorale in cui stiamo vivendo. E che ci conferma come la coalizione di centrodestra non stia godendo di una buona salute: la previsione del vincitore è infatti da molti mesi favorevole all’opposizione, mentre il giudizio sull’operato del governo non raccoglie consensi nemmeno da tutti coloro che si dichiarano di centrodestra. C’è però un ulteriore elemento da considerare, che getta una luce inquietante sui potenziali consensi per la coalizione attualmente all’opposizione. Perché se è vero che i giudizi positivi sul governo non sono molto elevati, è ancor più vero che il livello di gradimento per la coalizione avversa fa registrare giudizi ancor meno positivi. Le rilevazioni demoscopiche degli ultimi anni indicano infatti che la quota dei giudizi almeno “sufficienti” sull’operato dell’opposizione è quasi costantemente inferiore, di circa 5 punti, rispetto a quella sul governo, posizionandosi intorno al 30% degli elettori che volta per volta vengono intervistati. Come è possibile allora delineare un clima di opinione che parrebbe favorevole ad un cambiamento elettorale? In parte questo è dovuto, come ho sottolineato più volte, al fatto che gli elettori sembrano privilegiare il “meno peggio”. Come dire: abbiamo provato il governo di centrodestra, che non ci ha dato molte soddisfazioni; non ci resta che provare anche un nuovo governo di centrosinistra, sperando in bene (o, come diceva Montanelli, «turandoci il naso »). Sapendo che da questo centrosinistra, così litigioso, non potremo aspettarci miracoli. C’è però anche un’ulteriore spiegazione a questo inaspettato giudizio, così negativo, per la coalizione all’opposizione, legata al livello di maggior criticità che caratterizza gli elettori di centrosinistra. Mentre cioè gli elettori di centrodestra presentano comunque un consenso verso la propria coalizione abbastanza elevato, dall’altra parte una considerevole percentuale di elettori di centrosinistra tende ad essere più esigente, pregiudizialmente più critica verso la neonata Unione. E molti tra questi, nelle loro “pagelle”, formulano un voto di leggera insufficienza (un 5) nei confronti dell’operato del centrosinistra. Come dire: io sto dalla tua parte, ma prima di darti la sufficienza mi aspetto qualcosa di più rispetto a ciò che stai facendo, mi aspetto che tu riesca a sfruttare meglio i molti errori, o le debolezze, che il governo sta commettendo. Non basta essere contro Berlusconi. Occorrono proposte forti, unitarie e condivisibili. Insomma, non si aspettano certo un “laboratorio” come quello veneziano. di PAOLO NATALE EUROPA, 10.03.2005 |