marzo 10, 2005 IPR MARKETING / LOMBARDIA, LA LEGA È IL REBUS DI FORMIGONI Sarfatti ok a Lecco e Sondrio, il presidente fa il pieno a LodiSondaggio Repubblica-Ipr Marketing: il governatore resta avanti in otto province su undici, è testa a testa a Mantova A Milano equilibri simili a quelli regionali, con circa venti punti di vantaggio per il candidato della Casa delle libertà Nel capoluogo lombardo gli indecisi sono intorno al 28% Un terzo dell´elettorato resta incerto sul proprio orientamento per il 3-4 aprileDESIDERIA FLACHI Formigoni in testa in otto province su 11, Sarfatti in vantaggio a Sondrio, Mantova e Lecco. Il sondaggio sulle Regionali Ipr Marketing-Repubblica evidenzia la forza del presidente uscente, ma anche l´insidia che per Formigoni può arrivare dall´elettorato leghista, il più tiepido all´interno della Casa delle libertà nei confronti del governatore. Lo sfidante, impegnato nel tentativo di una non facile rimonta, può rallegrarsi per i dati relativi e tre province: a Lecco il 59% voterebbe, infatti, Sarfatti, premiato con percentuali più basse ma comunque vincenti, a Sondrio e Mantova. Nei primi due casi, nei comuni di Lecco e Sondrio, il sindaco è un esponente della Lega e secondo gli osservatori non è un caso che proprio lì Formigoni possa incontrare problemi. L´elettorato del Carroccio è considerato freddo nei confronti di Forza Italia (lo si era già visto alle Provinciali 2004) e ancora di più nei riguardi di Formigoni. È interessante notare come proprio a Lecco il 34% dell´elettorato interpellato si riconosca in un´area di centrodestra, contro un 24% che si colloca nello schieramento di centrosinistra. Non sono queste dichiarazioni di voto, ma di appartenenza a uno schieramento, ma in ogni caso dimostrano un orientamento dei cosiddetti indecisi (in questo caso il 42%) verso il candidato dell´Unione. Discorso simmetrico si può fare per Formigoni a Bergamo e Brescia, dove il presidente uscente è gratificato di consensi nettamente superiori al peso del suo schieramento. Il governatore tocca la punta massima di consenso a Lodi (73%), mentre a Milano il quadro ricalca sostanzialmente quello regionale con circa venti punti di vantaggio per Formigoni. È in ogni caso confermato che al momento circa un terzo dell´elettorato non si riconosca in unalcuna area politica precisa e sia ancora indeciso rispetto al voto del 3-4 aprile. 
L´ANALISI Ora per vincere conta soprattutto farsi vedereANTONIO NOTO* la Repubblica - 10 marzo 2005 Per conoscere ed analizzare il reale valore aggiunto dell´attrazione elettorale dei singoli candidati, non si può prescindere da una valutazione comparata del voto all´interno delle 11 province della Lombardia. Infatti, ci sono aree geografiche che avvantaggiano un candidato piuttosto che l´altro, e questa differente valutazione del consenso potrà influire sulle scelte strategiche della campagna elettorale. Inoltre, c´è da spiegarsi quanto la forza di un candidato all´interno di ogni provincia è il frutto del valore personale o del "capitale" della coalizione derivante dal numero di elettori che si dichiarano "vicino" ad uno dei due maggiori schieramenti, indipendentemente dal candidato di bandiera. Da una prima lettura dei dati dei sondaggi IPR Marketing effettuati per Repubblica appare, per esempio, che se si analizza la "pura" appartenenza politica all´interno delle 11 province, le distanze tra le due coalizioni potrebbero risultare meno marcate rispetto alle intenzioni di voto. Infatti l´elettorato "vicino" al centrodestra ha la prevalenza in 6 province, nelle rimanenti 5 c´è una maggiore presenza di elettori che si autocollocano nel centrosinistra. Però, se dal "conto" delle province si passa all´analisi più significativa del numero di elettori residenti nei singoli territori, si nota che nelle aree in cui l´appartenenza politica al centrodestra è maggiore, risiede ben il 74% dell´elettorato lombardo. Pertanto la forza in questi bacini potrebbe garantire la vittoria finale in tutta la regione. Comunque, non è da sottovalutare anche la folta presenza dei "non schierati", ovvero quel particolare target di elettori non fidelizzati a partiti o schieramenti che può votare in maniera diversa da una elezione all´altra. Attualmente in Lombardia si conta circa un terzo di elettori che si autodefinisce "non vicino" ad alcuno schieramento e che quindi esprimerà il consenso non legato all´appartenenza ideologica ma ad altri fattori come la credibilità del candidato, la fiducia, la valutazione dei progetti o il carisma. Insomma variabili più soggettive che politiche e che, in linea teorica, potrebbero avvantaggiare indistintamente l´uno o l´altro candidato. E´ da notare che tale target è particolarmente concentrato nelle province di Milano, Varese e Brescia in cui supera il 33% della media regionale. Se dal posizionamento ideologico degli elettori si passa all´analisi della formazione del consenso, si evidenziano alcune differenze rispetto al trend precedentemente descritto, segno che in alcune realtà locali il valore aggiunto dei candidati è maggiore rispetto a quanto "portato in dote" dalle proprie coalizioni: infatti il consenso verso Sarfatti aumenta, in relazione alla autocollocazione politica, principalmente nelle province di Lecco, Milano Brescia e Sondrio, mentre il voto a Formigoni si incrementa, nel confronto con il posizionamento ideologico degli elettori, nelle province di Como, Lodi e Mantova. E´ da notare, inoltre, che Sarfatti parte in vantaggio solo nelle province di Lecco, Mantova e Sondrio, le prime due rette da amministrazioni di centrosinistra, la terza dalla Lega, che a Lecco esprime il sindaco. In tutte le altre, la supremazia di Formigoni sembra essere più evidente, anche in quelle province in cui governa "L´Unione". E´ il caso, per esempio, del territorio provinciale di Cremona in cui la preferenza al candidato della Cdl supera, attualmente, il 60%, oppure di Milano in cui il consenso al presidente uscente arriva al 59%. Pertanto, tale movimento elettorale determina un significativo cambiamento di tendenza rispetto allo scenario dell´appartenenza politica degli elettori. Rimane scontato che la presenza di un così alto numero di "non schierati" potrà essere ancora determinante nel catturare nuovo consenso nelle prossime tre settimane di campagna elettorale. *direttore Ipr Marketing
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