marzo 8, 2005 CISE/DOXA - IL SOLE-24 ORE / LAZIO, EFFETTO MUSSOLINI, IN TESTA MARRAZZO Il candidato del Centro-sinistra supera Storace, ma la sfida resta apertissima - Calo di Forza Italia, sale Rifondazione Con il Lazio parte una serie di sondaggi che il Sole-24 Ore ha commissionato alla Cise/Doxa per studiare le intenzioni di voto in vista delle elezioni regionali del 3-4 aprile. La ricerca si concentrerà su quattro regioni: oltre al Lazio, Piemonte, Liguria e Puglia. Si tratta, infatti, delle quattro principali amministrazioni dove il voto è ancora incerto. Vincere in ciascuna di queste regioni, per l'uno o per l'altro polo, può significare aggiudicarsi la tornata elettorale sotto l'aspetto politico più generale. Domani pubblicheremo i risultati della Puglia. 
A distanza di un mese dalle elezioni regionali la sfida tra Francesco Storace e Piero Marrazzo nel Lazio appare volgere i favore di quest'ultimo. La sfida resta molto incerta, ma secondo le intenzioni li voto il candidato dell'Unione risulta in testa con il 47,6% di voti, contro il 43,1% del candidato della Cdl. È una distanza esigua, ma significativa. E la si deve in larga misura alla presenza della terza candidata, Alessandra Mussolini. L'effetto Mussolini. Senza la presenza della Mussolini, Storace sarebbe stato difficilmente battibile (anche così non è assolutamente detto che Marrazzo vinca). Le intenzioni di voto danno l'ex di An oltre il 9 percento. Ma quante di queste intenzioni si tradurranno in voti effettivi nel segreto dell'urna? Una quota di coloro che oggi dicono di votarla è probabile che non lo facciano il 3-4 aprile. Infatti, tra tutti i candidati la Mussolini è quella il cui consenso è più 'friabile". Solo il 25% di coloro che dicono di volerla votare considerano assolutamente certa la loro decisione. Per gli altri si tratta di un voto molto probabile o solo probabile. In parte questo si spiega con la natura del suo elettorato. Come si vede dalla tabella 2, la Mussolini raccoglie consensi potenziali soprattutto tra le donne (il 63,5%), tra gli elettori che vivono in comuni non capoluogo (60,3%), con un titolo di studio elementare o di scuola media inferiore (74%), non occupati (67,6%). Un elettorato non solo nettamente diverso da quello degli altri due candidati ma, soprattutto, tendenzialmente volatile e, quindi, suscettibile di cambiare opinione anche all'ultimo momento. Secondo le nostre stime, il voto alla Mussolini dovrebbe attestarsi tra il 4 e il 5%, un risultato che potrebbe essere sufficiente a Marrazzo per vincere. In generale, più basso sarà il voto alla Mussolini, migliori saranno le chance di Storace. Non è un mistero, infatti, che il voto alla Mussolini provenga soprattutto dal Centro-destra: il 58% dei suoi elettori potenziali dice di collocarsi in questa area. Il che, d'altra parte, vuol dire che la Mussolini "pesca" anche in altre aree politiche. Anzi, è la candidata il cui spettro dì attrazione è più elevato. Infatti, mentre solo l'8% di coloro che si collocano nel Centro-sinistra dicono di votare Storace e solo il 6% di coloro che si collocano nel Centro-destra dicono di votare Marrazzo, per la Mussolini dicono di voler votare il 19% di coloro che si collocano nell'area di Centro-sinistra. Alto gradimento per Storace. La presenza della Mussolini ha indebolito Storace. Su questo ci sono pochi dubbi, seppure non al punto da dare per scontata la sua sconfitta. Storace resta un candidato competitivo. È un candidato molto noto: il 95% degli intervistati dice di conoscerlo, contro 1'84% per Marrazzo. E gradito: il giudizio medio su una scala da uno a dieci è 6,9; un po' più basso del giudizio dato a Marrazzo (7,4) ma più alto di quello alla Mussolini (5,8). E, soprattutto, è un giudizio più alto di quello dato all'operato del governo regionale: 5,6. Storace, in altre parole, è riuscito a far leva sulle sue qualità personali per mantenere un consenso che va al di là di quello di cui godono il suo governo e la coalizione alla quale appartiene. I dati della tabella 3 sono molto chiari a questo proposito. Tra Marrazzo da una parte e Storace e la Mussolini dall'altra, una delle differenze più nette è proprio legata alle motivazioni del voto. Più del 50% di coloro che dichiarano la loro intenzione di votare Storace o la Mussolini citano proprio le loro qualità personali come motivo principale per la loro scelta, mentre nel caso dì Marrazzo è la sua appartenenza alla coalizione di Centro-sinistra il fattore prevalente. La conferma viene anche dai dati della tabella 4. Se si votasse oggi per le elezioni politiche nazionali nel Lazio esisterebbe una maggioranza potenziale di Centro-sinistra (il 50,1% contro il 43,2%), ma Storace a livello di elezioni regionali sembra in grado di ridurre il divario tra le due coalizioni. E questo anche perché dimostra di poter intercettare una quota significativa di elettori fuori dai confini della sua coalizione, mentre Marrazzo ha più difficoltà in questo senso. A favore di Marrazzo però giocano altri fattori: la tendenza generale favorevole al Centro-sinistra insieme all"'effetto Mussolini". E all'interno dei voti per l'Unione è Rifondazione che guadagna più di tutti. Forza Italia arretra. Berlusconi aveva ragione a non volere liste personali e ha ancora più ragione a prendere le distanze dal voto regionale. È noto come la stima del voto ai singoli partiti sia altamente aleatoria in un contesto come quello italiano in cui la frammentazione è così elevata. Il Lazio non fa eccezione. Per questo i dati della tabella 5 vanno presi con la giusta cautela: anche in questo caso si tratta di intenzioni 'di voto rilevate a quasi un mese dalla data delle elezioni. Detto ciò, però, alcune considerazioni si possono certamente fare. Ci sono pochi dubbi che Forza Italia risulta essere il partito più in difficoltà. Senza la visibilità di un proprio candidato, né il traino della personalità di Berlusconi, il suo elettorato si disperde in mille rivoli. Sono le liste Marrazzo e Storace a beneficiare in particolare di questa volatilità (An sembra invece non essere danneggiata dalla lista del suo governatore). Va detto che, con ogni probabilità, il dato finale delle urne potrà essere un po' più favorevole a Forza Italia di quanto appaia ora: è molto probabile, infatti, che data la natura del sondaggio, tutta incentrata sulle figure dei candidati-presidenti, le liste a loro collegate beneficino di un effetto di trascinamento. Detto ciò, resta però la netta impressione che, all'interno di una generale difficoltà della coalizione di Centro-destra, Forza Italia sia il partito destinato a perdere più voti. Certamente rispetto alle regionalidi cinque anni fa, ma anche rispetto alle europee del 2004. DI ROBERTO D'ALIMONTE Il Sole 24 Ore 08-03-2005 |