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marzo 7, 2005

ISTITUTO PIEPOLI / I DUE SCHIERAMENTI 48 A 46%, LEGGERA FLESSIONE DI FORZA ITALIA DOPO L’IMPENNATA DI DICEMBRE Centrosinistra due punti avanti Nelle regioni potrebbe finire 9-5

A un mese di distanza dalle elezioni regionali, assume particolare importanza l’orientamento politico degli italiani, che vede complessivamente in vantaggio il centrosinistra con un 48% sul 46% della Casa delle libertà. Un dato che riporta i due schieramenti alle posizioni dell’ottobre scorso, e annulla di fatto i buoni segnali di ripresa messi in evidenza dal centrodestra durante i mesi scorsi.
Questo leggero arretramento dopo un periodo di crescita riguarda soprattutto Forza Italia, tornata al 20,5% dopo il picco di crescita (22%) del dicembre 2004, quando il presidente del Consiglio aveva annunciato il taglio delle tasse. Sostanzialmente stabili Udc e Lega, mentre Alleanza nazionale si attesta per il secondo mese su un 13%, che costituisce la migliore «intenzione di voto» per il partito guidato da Gianfranco Fini.
Nello schieramento opposto, è soprattutto la Lista Uniti nell’Ulivo (Margherita, Ds, Sdi) a mostrare una costante tendenza positiva, che - unita alla sostanziale stabilità di Verdi e Rifondazione comunista - spiega il buon risultato della coalizione.
Anche per le elezioni di aprile, si evidenzia un vantaggio del centrosinistra. Tra le regioni che in un certo senso si possono definire «assegnabili», sei sono orientate a sinistra (Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Basilicata) e due destra (Lombardia e Veneto). Rimangono sei regioni ancora fortemente incerte: Piemonte, Liguria, Lazio, Abruzzo, Puglia e Calabria. E, a questo punto, il calcolo probabilistico fa prevedere che tre andranno a uno schieramento e tre all’altro.
Prima che la campagna elettorale entri nel vivo, nel mese di febbraio i sentimenti degli italiani sono stati sollecitati in particolare da due eventi di forte impatto emotivo: il rapimento di Giuliana Sgrena e le condizioni di salute di Giovanni Paolo II.
La sorte della giornalista del Manifesto ha appassionato l’opinione pubblica soprattutto nella settimana compresa tra il 14 e il 21, quando è apparso il drammatico video con la sua disperata richiesta di aiuto. In quei giorni ha polarizzato l’attenzione del 52% degli italiani.
Il secondo tema «caldo» è rappresentato dalle malattie del Papa. I due ricoveri al Policlinico Gemelli, l’operazione di tracheotomia e le polemiche intorno alle sue possibili dimissioni hanno appassionato il Paese per ben tre settimane su quattro, ottenendo in media un 30% di costante interesse.
Altro sollecito emotivo è venuto dalla morte di don Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. E, in tema di politica internazionale, si può cogliere l’altalena di emozioni, positive e negative, sul Medio Oriente: prima l’ottimismo suscitato dall’incontro tra Sharon e Abbas, poi la «doccia fredda» per le giovani vittime dell’attentato in Israele davanti a una discoteca.

Nicola Piepol

La Stampa 07 Marzo 2005