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marzo 4, 2005

IPR MARKETING / IL PAREGGIO DEL PIEMONTE
I candidati sono attestati entrambi su una "forchetta" che oscilla tra il 48 e il 50 per cento - Centrosinistra in testa con l´1,5%. I radicali valgono il 2,5%

Si va compensando tra i due poli l´effetto voto disgiunto che riguarda Margherita e Udc

 
MARCO TRABUCCO

Tutto è ancora da giocare, in Piemonte, a un mese dalle elezioni: sono alla pari i candidati presidenti, Enzo Ghigo e Mercedes Bresso accreditati tutti e due di una «forchetta» tra il 48 e il 50 per cento. E molto vicine sono ormai le due coalizioni con la Casa delle Libertà in rimonta (47,5 per cento, un punto in più rispetto a un mese fa) sull´Unione che invece perde consensi (48,5, contro il 51,5 di fine gennaio).
Un dato, quello delle coalizioni, che si riflette anche sulle percentuali dei partiti: a sinistra sono in calo Rifondazione Comunista (accreditata del 6,5 per cento, un punto in meno rispetto a gennaio e addirittura 1,5 rispetto ai primi di dicembre) e Ds (16,5 per cento contro il 17 di un mese fa e il 19 per cento di dicembre). Risale invece di mezzo punto la Margherita (12,5 per cento) e cala lievemente la lista Uniti per Bresso che con il 4,5 per cento si propone comunque come quarta forza della coalizione. Stabili Comunisti Italia (2 per cento) Verdi (3 per cento), mentre in lieve calo (mezzo punto a testa) sono Lista Di Pietro (1 per cento), Sdi (1,5) e Udeur (0,5).
Sull´altro fronte in netta risalita è Forza Italia che sale al 24 per cento, due punti in più rispetto a un mese fa. In lieve rialzo anche le azioni di An (8,5, a fine gennaio era all´8) che supera la Lega calata in un mese dal 10 all´8 per cento. L´Udc è al 5,5 (mezzo punto in più) il Nuovo Psi all´1 per cento (mezzo punto in meno). È normale comunque, spiegano gli autori del sondaggio, che avvicinandosi la data delle elezioni i partiti più estremi e più caratterizzati ideologicamente (Lega e Rifondazione, ma anche Ds) calino nelle percentuali: il quanto il loro elettorato è il più «fedele» e risponde da subito alle domande degli intervistatori. Mentre l´elettore moderato decide in genere più tardi a chi dare la propria preferenza. a conferma di ciò da dicembre a oggi è molto diminuito il numero di chi ancora si dichiara indeciso e non sceglie: vicino al 30 per centro a dicembre è passato al 23 a gennaio e oggi è attestato a un quasi fisiologico 19 per cento.
Un altro dato interessante è l´incidenza del voto disgiunto sull´esito elettorale: la consultazione regionale permette infatti di votare un partito di centrodestra è il candidato del centrosinistra. E viceversa. A perdere questo confronto, ma di poco, è Mercedes Bresso: il 10 per cento degli elettori della Margherita infatti dice che voterà il partito di Rutelli e Prodi nel proporzionale, ma Ghigo come presidente. In termini assoluti significa quasi l´1,5 per cento del totale dei voti. Un gap che può incidere pesantemente su una sfida tanto incerta. E sceglieranno Ghigo anche il 25 per cento dei simpatizzanti per Di Pietro, il 30 per cento di quelli dell´Udeur e il 5 per cento dei Verdi. Quota solo in parte compensata dagli elettori dei partiti centrodestra che scelgono Bresso: il 3 per cento di quelli di Forza Italia, il 7,5 per cento di quelli della Lega, il 15 per cento dell´Udc.
Infine dopo le lunghe discussioni e le inutili trattative dei due schieramenti per un´alleanza con i Radicali delle scorse settimane, il peso dei seguaci di Pannella (che non si presenteranno alle elezioni) viene in parte ridimensionato dal sondaggio: il 2,5 per cento che avrebbero ottenuto in Piemonte infatti, secondo lo studio si ripartirà tra Casa delle Libertà (due quinti) e Unione (il restante 60 per cento). L´elettorato radicale, spiegano gli autori, è tra i meno fedeli: difficile trovare elettori che abbiano scelto quel partito per tre consultazioni consecutive. E proprio per questo quasi mai segue le indicazioni dei leader, che si tratti di Marco Pannella o di Emma Bonino.
Il sondaggio sull´elezione del consiglio e del presidente della regione Piemonte è stato effettuato da Ipr Marketing- Dipartimento Opinione (direttore Antonio Noto) per Repubblica il 28 febbraio e 1 marzo 2005 con interviste telefoniche (con l´ausilio del sistema C.A.T.I.) su un campione di mille cittadini residenti nella regione, disaggregati per sesso, età e area di residenza. La percentuale di rispondenti è stata del 95 per cento. Il sondaggio sarà da oggi disponibile sul sito www.sondaggielettorali.it

 
L´ANALISI
 

Nella pre-campagna persa un´occasione: le forze politiche sono rimaste ferme

 

Ma dietro Ghigo e Bresso pesa il silenzio dei partiti

 

Dentro il centrosinistra tempi esagerati per le liti interne e nella trattativa con i radicali

Nella Casa delle libertà si è puntato tutto sull´immagine del presidente uscente

 
ANTONIO NOTO*

A 24 ore dall´inizio ufficiale della campagna elettorale, in Piemonte i due schieramenti partono sostanzialmente alla pari, anche se dall´analisi delle intenzioni di voto ai partiti L´Unione supera di un punto la CDL. Comunque sia, è bene ricordare che nei sondaggi una differenza minore del 2-3% non è statisticamente significativa per far stimare la vittoria di una o dell´altra coalizione. In questo periodo di pre-campagna, in cui i candidati si sono fronteggiati solo sui manifesti e non attraverso dibattiti pubblici di contenuto, si è registrata una forte rimonta della candidata Bresso che è stata in grado di recuperare il notevole deficit di conoscenza che aveva in partenza nei confronti del presidente uscente, passando dal 51% di dicembre al 66% attuale. Sebbene rimanga ancora indietro alla visibilità di Ghigo, il trend della candidata del centrosinistra appare in costante crescita. Questa tendenza fa ritenere che nei prossimi 30 giorni il gap potrebbe essere colmato e quindi la Bresso possa conseguire un potenziale incremento elettorale.

Cosa diversa è invece per Ghigo che, partendo con indici già elevati, potrebbe invece beneficiare ben poco nel corso della campagna elettorale di nuovo consenso proveniente dagli elettori che attualmente non lo conoscono. L´interpretazione dei risultati del sondaggio che IPR Marketing ha condotto per Repubblica aiuta a delineare quelli che oggi sono i punti di forza e di debolezza dei candidati in fase di partenza, al di là del voto "certo", così come appare dallo schema dello scenario competitivo. La campagna elettorale ufficiale si svolge in un periodo molto breve per poter conquistare un gran numero di consensi, ecco dunque la ragione per cui il periodo di pre-campagna, cioè quello appena trascorso, è strategicamente importante per catalizzare l´elettorato. In Piemonte entrambi gli schieramenti hanno perso questa ghiotta occasione in quanto, sia L´Unione che la Cdl, confermano il risultato dello scorso dicembre, con una lieve ridistribuzione dei voti ai singoli partiti, ma un sostanziale congelamento dei voti di coalizione. Effettivamente i partiti non hanno finora effettuato comunicazione politica di contenuti e quindi non si è determinata quella spinta propulsiva che avrebbe potuto garantire ad uno dei due candidati di "allungare il passo" e presentarsi al fischio di inizio della campagna elettorale con un vantaggio di 2-3 punti rispetto al concorrente. La sensazione è che in questo periodo che doveva essere considerato strategico per la formazione del consenso, i partiti di entrambe le coalizioni non abbiano sviluppato, parallelamente ai candidati, azioni di comunicazione, di progetti e programmi di supporto alla credibilità dei propri candidati di bandiera. Questo atteggiamento ha determinato una scarsa aggregazione di nuovo consenso sia a destra che a sinistra. Nella coalizione de "L´Unione" ci si è troppo concentrati più sulle problematiche interne che non nella ricerca di aggregazione elettorale. Prima la discussione sul beneficio della Lista Bresso, poi la "caccia ai radicali", hanno distolto i partiti e determinato un periodo di vacatio di comunicazione politica. Anche nel centrodestra si è registrato uno scenario simile demandando alle sole capacità comunicative di Ghigo la ricerca di nuovo consenso, mentre le strategie dei partiti della coalizione si sono eccessivamente concentrate nella ricerca ossessiva di nuove piccole liste, nella speranza che possano dare valore aggiunto alla Cdl. Questa fase di "congelamento" del consenso, in linea teorica, andrebbe maggiormente a vantaggio del centrodestra che, partendo alla pari ad inizio di campagna elettorale, potrebbe allungare il passo proprio nei prossimi 30 giorni, sempre che riesca a sfruttare, in misura maggiore del centrosinistra, tutti i canali di comunicazione mediatica.
* direttore Ipr Marketing