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marzo 3, 2005

ISTITUTO PIEPOLI / RADICALI, MOLTO RUMORE PER NULLA: Posizione indebolita dopo la trattativa con i Poli sulle Regionali

GLI italiani seguono con apprensione e partecipazione il decorso della malattia di Giovanni Paolo II: questa settimana l'evento che ha colpito di più l'attenzione dell'Opinione pubblica è stato il secondo ricovero del Papa e l’operazione di tracheotomia che ha subìto. Non è la prima volta in questo mese che la salute di Wojtyla occupa i primi posti degli eventi più citati dagli intervistati. Ci sono altri avvenimenti che hanno attirato l'attenzione: i nuovi appelli per la liberazione di Giuliana Sgrena (15%), seguiti alla grande manifestazione di sabato scorso; la strage dei giovani in Israele davanti ad una discoteca (14%), che ha colpito al cuore la pace auspicata dai leader israeliano e palestinese. Ma anche la morte di Don Giussani ha colpito l'opinione: ben 4 milioni di italiani hanno provato emozione per la scomparsa del fondatore di Comunione e Liberazione. Infine è da segnalare l'attenzione (9%) rivolta all'esito finale del processo alla banda delle cosiddette «bestie di Satana», terminato con condanne che hanno suscitato aspre polemiche.
Per quanto riguarda gli scenari politici, nell'ultima settimana è terminata con un nulla di fatto la serie di incontri tra Pannella e i rappresentanti dei due Poli per stringere un’eventuale alleanza elettorale. Presentandosi da soli alle Regionali, i Radicali possono ottenere circa il 2% dei voti.
Ma nel sondaggio è stato chiesto agli intervistati cosa sarebbe successo in caso di scelta per l’uno o l’altro schieramento. Si tratta di scenari «ucronici»: viene definita ucronia un evento che avrebbe potuto capitare in alternativa a quello che realmente si è verificato.
Se i Radicali si fossero alleati con il centrosinistra avrebbero nettamente aumentato il numero dei loro voti: da un minimo del 50% ad un massimo del 100% dei consensi attuali. Nel caso di un patto di Pannella e Bonino con il centrodestra, avrebbero conservato la percentuale auttuale. Perché questo differenziale? Si può spiegare interpretare che chi è orientato a votare centrosinistra avrebbero trovato nei Radicali uno spazio di protesta. Viceversa l’elettorato di centrodestra trova ampio spazio di protesta nella Lega, mentre un voto di netto dissenso potrebbe riversarsi nel partito di Alessandra Mussolini.
Se le trattative hanno dato maggiore visibilità ai Radicali, non hanno giovato alla loro immagine: il 48% degli italiani pensa che li abbia resi più deboli.

Nicola Piepoli

La Stampa 04-03-2005