febbraio 28, 2005 ISPO: Lombardia, Un milanese su due non sa chi votare; vincono indecisi e disinformati A Formigoni il 27% dei consensi contro il 18% per Sarfatti - Le priorità sono sicurezza e ambienteSondaggio Corriere-Ispo a 50 giorni dalle elezioni regionali: vince l’indecisione. E anche la disinformazione non è messa male: a 50 giorni dal voto, più di 1 milanese su 2 non ha ancora deciso chi voterà alle prossime regionali e, a guardar bene, non ha neppure chiaro perché verrà chiamato alle urne. Questo il dato più eclatante del sondaggio Ispo-Corriere della Sera, coordinato dal professor Renato Mannheimer su un campione di 600 milanesi che rappresentano la città. Ponendo poi l’alternativa fra Roberto Formigoni e Riccardo Sarfatti, il Governatore può già oggi contare su un 27 per cento di consensi, rispetto al 18 per cento che sottoscrive il nome del candidato dell’Unione. E, mentre si chiedono ai candidati decisioni su sicurezza e ambiente, il voto medio che il presidente uscente strappa è la sufficienza: 6,2.La maggioranza dei milanesi non ha ancora deciso per chi votare alle prossime elezioni: anzi, la maggior parte della città non ha neppure le idee ben chiare su che cosa si deciderà il prossimo 3 aprile. Ponendo poi l’alternativa fra Roberto Formigoni e Riccardo Sarfatti, il governatore può contare su un 27 per cento di consensi, rispetto al 18 per cento che sottoscrive il nome del candidato dell’Unione. Ecco le emergenze su cui si chiede ai candidati di intervenire: il tema più gettonato è la lotta alla criminalità, posto dal 16 per cento degli intervistati, seguito a ruota da un 15 per cento che pensa ai proemi dell’ambiente, in particolare l’inquinamento, e dall’11 che chiede interventi sulla sanità. Interessante osservare che il problema della sicurezza è sentito soprattutto dagli over 65 anni, mentre le questioni ambientali vengono poste dalle fasce intermedie (19,4 di chi ha fra 45 e 54 anni e 15,9 di chi è tra i 35 e i 44 anni), probabilmente da molti genitori preoccupati soprattutto per la salute dei propri figli. Questi alcuni dei risultati del sondaggio condotto per il Corriere dall’Istituto Ispo di Renato Mannheimer: fra l’11 e il 16 febbraio scorsi sono stati intervistati 600 milanesi, che rappresentano un campione della popolazione per genere, età, professione, titolo di studio e zona di residenza. E a cinquanta giorni dal voto, il 55 per cento non sa che si verrà chiamati alle urne, oppure confonde le regionali con le amministrative o con il referendum. Dai dati emerge che i più disinformati sono i giovani fra i 18 e i 24 anni: il 19,5 per cento di loro è convinto che in aprile non siano previsti appuntamenti elettorali, mentre il 36,6 per cento non sa che cosa rispondere. Hanno invece le idee chiare i laureati (il 66,1 per cento sa che si dovrà scegliere il nuovo presidente della Regione) e, distribuendo il campione in base a come avevano votato alle europee del 2004, i più preparati sono gli elettori dell’Udc (il 75 per cento di loro sa per che cosa si vota), seguito dal 57,1 per cento di fedeli di An e dal 54,1 di simpatizzanti della lista dell’Ulivo. E dunque, se si dovesse votare la prossima settimana, il 36 per cento saprebbe già dove mettere la crocetta; il 43 per cento «prenderebbe in considerazione diversi candidati prima di decidere» e il 21 per cento restante non sa proprio come rispondere. E gli studenti, oltre che poco informati, paiono anche i più indecisi: solo il 12 per cento degli intervistati fra i 18 e i 24 anni sa già per quale candidato voterebbe. Quando poi il sondaggio pone l’alternativa fra Formigoni e Sarfatti, il 27 per cento si dice pronto a votare il governatore uscente: si tratta soprattutto di milanesi residenti nel centro storico (37,5 del totale intervistato), lavoratori in proprio (35 per cento), che alle ultime elezioni avevano votato per Forza Italia (56,8 per cento). Il 18 per cento che invece si dice propenso a sostenere Riccardo Sarfatti ha fra i 35 e i 44 anni (25,2 per cento), vive nella zona di Porta Venezia- Buenos Aires-Lambrate (25,2 per cento), aveva votato la lista unitaria dell’Ulivo (56,1 per cento): fedelissimi a Sarfatti anche i supporter di Rifondazione comunista (66,7 per cento), mentre il 16,7 per cento che alle europee aveva votato i Verdi dice di voler votare Formigoni. Per decidere chi votare, i milanesi pensano soprattutto al programma elettorale (43 per cento), e molto meno ai candidati (18 per cento) che condizionano praticamente quanto il partito (17 per cento); il leader della coalizione conta per l’11 per cento degli intervistati: in particolare, ha Silvio Berlusconi come punto di riferimento il 19,8 per cento del campione, mentre il 22 per cento di chi alle europee aveva votato la lista unitaria dell’Ulivo vota pensando al partito. Fra quanti dichiarano di voler votare Formigoni, il 25,3 lo fa pensando al candidato: dà la stessa risposta soltanto il 16,7 per cento di chi opzionerà Sarfatti. Il sondaggio del professor Mannheimer invita poi a tradurre con un voto il giudizio generale sull’operato del presidente Formigoni, che riceve un totale medio di 6,2. Il 25 per cento che dà l’insufficienza al governatore comprende anche chi alle europee aveva votato Udc (il 50 per cento). E la media, ripartita in base al voto dichiarato per le europee, sale al 7,4 fra quanti avevano votato An, precipita al 2 per gli elettori dei Comunisti italiani. Elisabetta Soglio dal Corriere - 28 febbraio 2005 |