febbraio 27, 2005 SISTEMA ELETTORALE / Ecco perché il Nespolum non piace più al premier: maggiore dispersione e alleanze difficiliDI ROBERTO D'ALIMONTE Finalmente abbiamo un testo della riforma elettorale del Centro destra. In questi giorni sono stati depositati alla Camera due progetti di legge firmati dal deputato di An Nespoli che riguardano rispettivamente l'elezione dei deputati e dei senatori, Ma la situazione resta confusa, perché pare che Berlusconì e la Cdl non siano più così convinti che questa riforma elettorale possa avere effetti favorevoli al Centro-destra.
Come abbiamo già scritto l'idea della riforma nasce da un dato di fatto che penalizza la Cdl. Questa, a differenza dell'Ulivo, ottiene alla Camera più voti proporzionali che voti maggioritari. Una delle ragioni sta nel voto disgiunto: una parte dei suoi elettori vota i partiti della Cdl nella scheda proporzionale ma poi con la scheda maggioritaria, invece di votare il candidato comune della Cdl, vota altri candidati nei collegi_ 11 modello Nespoli risolve il problema eliminando la doppia scheda e il doppio voto. Scheda e voto diventano unici. Si vota un partito e questo voto viene trasferito automaticamente al candidato di collegio collegato a questo partto, il quale a sua volta è parte di una coalizione. In questo modo il voto disgiunto è impossibile. Ma il rischio per la Cdl è che questa riforma non le serva affatto e che anzi sia controproducente. Infatti il suo vero problema è il numero dei candidati nei collegi uninominali: più è alto questo numero meno voti la Cdl prende, proprio perché una parte dei suoi elettori si disperde. Il voto disgiunto è lo strumento che rende possibile la diaspora. Ma non è la causa del problema. La causa è la frammentazione delle candidature. Il modello Nespoli non risolve il problema. Anzi potrebbe aggravarlo perché oggi ci sono 'partitini" e liste locali, che cercano visibilità nella arena elettorale presentando i propri candidati nella parte proporzionale senza farlo nei collegi. Questo è uno dei motivi per cui il numero medio di candidati nei collegi del Senato (dove come noto non esiste una arena proporzionale separata) è quasi il doppio di quello della Camera. Il modello Nespoli, cancellando questa possibilità, offre un incentivo a presentare candidati nei collegi anche a chi non vorrebbe farlo perché questo diventa l'unico modo per concorrere, a differenza di quanto avviene ora. La conseguenza possibile è quella di un aumento del numero medio di candidati-nei collegi uninominali. Proprio il risultato che la Cdl dovrebbe evitare per ridurre il rischio legato alla infedeltà di una parte del suo elettorato. Perciò questa riforma, oltre a creare forti tensioni politiche, non sarebbe nemmeno vantaggiosa a chi la propone. Forse questo è il motivo per cui Berlusconi pare che esiti. A questo aggiungiamo un altro problema. Infatti, il modello Nespoli rende più difficili i patti di desistenza tra partiti. Oggi questi patti funzionano così. Prendiamo ner esempio Alternativa sociale della Mussolini: con l'attuale sistema elettorale potrebbe presentarsi alla Camera nel 2006 con il proprio simbolo e i suoi candidati nella parte proporzionale, mentre nei collegi uninominali potrebbe fare un accorcio tattico con la Cdl. In cambio della rinuncia della Mussolini a presentare i suoi candidati a tappeto, la Cdl non presenta il proprio candidato in un certo numero di collegi. In questi collegi i suoi elettori saranno invece chiamati a votare il candidato di Alternativa sociale: Patto non facile da digerire per An e Udc ma pur sempre possibile in quanto limitato ad alcuni collegi e vantaggioso per tutti. Con il modello Nespoli è tutto diverso. Mancando una scheda proporzionale separata, solo due tipi di accordo sono possibili. Primo: la Mussolini fa una alleanza a tutto campo con la Cdl, per cui in tutti i collegi uninominali, accanto ai simboli di Fi, An, Udc e altri, c'è anche quello di Alternativa sociale. Ma questo è un accordo difficile da digerire per An e Udc, perché è un'alleanza a tutto campo. Il secondo tipo di accordo è ancora più problematico, ma questa volta per Alternativa sociale. Si tratterebbe di fare un accordo limitato a quei pochi collegi "ceduti` dalla Cdl. In questi pochi collegi, dove ci sarebbero i candidati di Alternativa sociale, ci sarebbe ovviamente il simbolo del partito, ma in tutti gli altri Alternativa, sociale non si' vedrebbe affatto. Tra l'altro, questo vorrebbe dire la rinuncia da parte del' partito della Mussolini" a concorrere all'assegnazione dei seggi proporzionali. Quindi, fatti bene i conti, con iI modello Nespoli l'unica alternativa praticabile è la prima, cioè un'alleanza a tutto campo. Ma è veramente praticabile? Lo stesso Berlusconi comincia ad avere dei dubbi. Meglio così.. Non è il modello Nespoli la strada giusta per semplificate" l'attuale sistema elettorale. Il Sole 24 Ore 27-02-2005 |