febbraio 26, 2005 REGIONALI / A destra sorride solo Storace: Il Centrodestra teme i «terzi poli»Nel vertice, sui listini pochi passi avanti: resta il nodo candidati al NordI «terzi incomodi» | IN VENETO | Giorgio Panto, 63 anni, titolare di un piccolo impero nato con la produzione di serramenti e allargatosi alle tv locali, è il terzo incomodo tra il governatore dei Veneto uscente Giancarlo Galan e il candidato del Centro-sinistra Massimo Carraro. Sembrerebbe puntare ai voti legisti. I primi sondaggi lo danno tra il 6 e 1'8 per cento | IN ABRUZZO | Rocco Salini, senatore di Forza Italia, ha deciso nei giorni scorsi di presentare un terzo polo con l'obiettivo di sottrarre «voti moderati» sia al presidente ' uscente dell'Abruzzo Giovanni Pace (An) sia allo sfidante Ottaviano dei Turco (Sdí). Ex segretario regionale della Ds, alle regionali del 2000 Salini, con 13mila preferenze, fu uno dei più votati d'Italia | NEL LAZIO | La leader di Alternativa sociale Alessandra Mussolini ha abbandonato Alleanza nazionale dopo il viaggio di Gianfranco Fini in Israele, nel novembre 2003, e la sua pubblica abiura delle radici fasciste del partito. Particolarmente "insidiosa" in Campania e Lazio, nella Regione governata' dall'ex compagno di partito Francesco Storace è data attorno al 3 per cento |
ROMA - Le liste della Casa delle libertà rimarranno aperte ancora qualche giorno. L'ennesima riunione di maggioranza, convocata ieri mattina dal ministro, leghista delle Riforme Roberto Calderoli per chiudere la trattativa sulle regionali, si è infatti conclusa con un nulla di fatto. Oggi e domani si riuniranno i tavoli regionali, martedì nuovo vertice tra i leader. In ballo soprattutto la definizione dei "listini" dei governatori e la richiesta dell'Udc di veder riconosciuto il suo "peso sul territorio, Un incontro in serata tra Marco Follini e Silvio Berlusconi sembra aver dissolto qualche nube. Il nodo ancora da sciogliere riguarda il Nord, e in particolare - la richiesta dell'Udc di avere 14 posti nei "listini" di Lombardia, Piemonte e Veneto. Tutte incertezze che danno la misura della partita in gioco. «Non sarebbe un dramma se la CdI vincesse solo in quattro Regioni su quattordici», ha detto nei giorni scorsi il vice di An Ignazio La Russa in un'intervista a Radio 24. Tirandosi dietro le critiche indignate di An e Udc («noi giochiamo per vincere»). D'altra parte il premier avrebbe ricevuto in queste ore dei sondaggi che danno, il Centro-destra in sicuro Vantaggio appunto in quattro Regioni: Lombardia, Veneto, Lazio e Puglia. Mentre la partita sarebbe ancora aperta in Piemonte, Liguria e Abruzzo. Ma le Regioni sicure, `per il Centro-destra, sembrano essersi ridotte nelle ultime settimane. «Mai come questa volta la partita è tutta da giocare», dice il sondaggista Nando Pagnoncelli. Cinque, secondo il presidente dell'Ipsos, le Regioni incerte: Piemonte; Lazio, Puglia, Abruzzo e Calabria. Mentre la Liguria sembrerebbe più orientata verso il Centro-sinistra. «La Liguria è la Regione più, atipica - conferma Carlo Buttaroni, del'Unicab - II Centro-sinistra è in netto vantaggio. Ma il presidente uscente Sandro Biasotti ha un appeal personale che gli regala molti più consensi di quelli raccolti dai partiti della Cdl che lo sostengono» E nei casi in cui la differenza tra l'uno e l'altro candidato non supera il 2-3%, spiegano Pagnoncelli e Buttaroni, i cosiddetti terzi poli sono decisivi. Vedi Alessandra Mussolini nel Lazio, accreditata da tutti i sondaggi attorno al 3%, con una potenzialità che arriva addirittura al dieci. Oppure il recentissimo caso Rocco Salini in Abruzzo. Il senatore di Fi - nonostante i tentativi di dissuasione da parte dello stesso Berlusconi, piuttosto preoccupato dall'aumento di terzi poli ex-Cdl - ha dato vita domenica a una lista autonoma con l'obiettivo dichiarato di sottrarre «voti moderati» al presidente uscente Giovanni Pace (An) e allo sfidante Ottaviano del Turco (Sdi). Troppo recente per costituire oggetto di sondaggi ad hoc, la defezione di Salini ha certamente riportato l'ago della bilancia dalla parte del Centro-sinistra. Ex presidente della De abruzzese, alle regionali del 2000 Salini, con 13mila preferenze,. fu tra i più votati in Italia determinando la vittoria del Centro-destra (lo scarto fu di circa duemila voti). «Ma con le terze forze bisogna stare attenti - avverte Pagnoncelli -. A ridosso delle elezioni aumenta l'effetto "voto utile": e, alla fine, pur di non disperdere il proprio voto, moltii elettori finiscono per, abbandonare il partito prescelto votando la coalizione più affine». Certo è che, in situazioni come ìl Lazio e l'Abruzzo, i terzi poli possono essere decisivi. Così come, in una Regione in bilico come la Calabria, può contribuire a far pendere la bilancia dalla parte del Centro-sinistra una forza terza come quella nata ieri dall'accordo locale tra i repubblicani di La Malfa e Democrazia cristiana di Rotondi. Anche se, in questo caso, un accordo in extremis con la Cdl, osteggiato dai "cugini" dell'Udc, non è da escludere. È inoltre significativo delle difficoltà che attraversa la Casa delle libertà il fatto che terzi poli di disturbo siano nati anche in Regioni dove il risultato sembra già deciso. Come in Veneto, dove la lista messa su dall'imprenditore Giorgio Pento darà fastidio soprattutto alla Lega (si veda il servizio a fianco), Oppure nelle rosse Marche, che assisteranno alla corsa solitaria di Angelo Tiraboschi, ex deputato socialista e capo della segreteria politica di Bettino Craxi, inutilmente sconfessato dalla direzione nazionale del Nuovo Psi. Infine, un'ultima nota sul Lazio. Come se non bastasse la minaccia Mussolini, a infastidire Storace scende in campo anche la Lega. Ieri è stata presentata ufficìal mente «Alleanza federalista», nome datosi dal Carroccio al Centro Sud. «Per ora non abbiano intenzione di schierarci -,è la spiegazione zione anche perché vogliamo tastare il polso dei cittadini laziali». Il candidato leghista per il Lazio è Angelo Grecco, impiegato al ministero delle Finanze. EMILIA PATTA Il Sole 24 Ore 26-02-2005 |