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febbraio 25, 2005

IPR / Piemonte: Quercia in vantaggio a Torino Forza Italia recupera gli incerti: Quercia e Forza Italia recuperano posizioni - Tra i sostenitori di Rutelli il più forte tasso di possibile voto disgiunto

 Il sondaggio Ipr-Repubblica sui flussi elettorali verso le urne di aprile

 ANTONIO NOTO*

Le elezioni regionali del Piemonte si caratterizzeranno anche per essere una competizione tra i partiti, oltre che tra gli aspiranti Presidenti. Infatti, al di là della scelta dei candidati, il confronto è anche all´interno delle due coalizioni. Nel centrosinistra, messa da parte la discussione sulla Lista Bresso, rimangono le competizioni interne, soprattutto tra Ds e Margherita per firmare la "paternità politica" di una eventuale vittoria del candidato de "L´Unione", mentre nella Cdl la caccia al voto alle liste sarà determinante per stabilire i nuovi assetti di forza all´interno della coalizione, indipendentemente dalla vittoria del candidato di bandiera. In questo scenario assume una aspetto di fondamentale importanza l´analisi dei target dei maggiori partiti, in maniera tale da individuarne il posizionamento, non solo in relazione al quoziente elettorale, ma soprattutto alla capacità di raccogliere consenso da nuovi target, dagli indecisi e dai "non fidelizzati".

In relazione alle scorse elezioni europee, i Democratici di Sinistra raccoglierebbero, oggi, circa i 2/3 dei voti che nello scorso giugno andarono ad "Uniti per l´Ulivo". Ma, al di là di questo naturale travaso di voti, il partito di Fassino risulta avere un effetto calamita anche nei confronti degli partiti della coalizione. Probabilmente la connotazione politica del candidato è elemento di attrazione anche verso i Ds, visto che sia il 12.4% degli allora votanti Rifondazione che il 9.2% dei Verdi, oggi esprimono intenzioni di voto a favore della Quercia. Se a tale tendenza si aggiunge che tra chi non andò a votare a giugno, oggi l´11% voterebbe Ds, si spiega le dinamiche dell´incremento del peso elettorale del partito registrato nei sondaggi svolti da IPR Marketing per «Repubblica». A livello di concentrazione geografica si riscontra al contempo sia un punto di forza che di debolezza. Se il target diessino è fortemente presente nella provincia di Torino (il 64% degli elettori Ds risiede nel territorio, mentre la provincia rappresenta il 51.3% dei votanti), il partito è scarsamente rappresentato nella rimanente parte della regione, segno di una debolezza che deve colmare. Anche rispetto al sesso ed all´età dei votanti si registrano differenze significative: il partito appare troppo sbilanciato nel voto maschile e debole in quello femminile e tra i giovani. Pertanto, sono questi i target in cui la strategia dei Ds si dovrà concentrare nel prossimo mese in vista di un incremento elettorale. Comunque sia, la maggior parte, il 58% pronostica la vittoria della Bresso, segno che c´è sì una convinzione nell´elettorato che il candidato del centrosinistra possa realmente vincere la sfida, ma non una elevata certezza. Infatti se si paragona questo valore con quello espresso dagli elettori dei partiti del centrodestra sul pronostico della vittoria di Ghigo, si nota che il popolo diessino è meno convinto degli elettori di Fi e An sul successo del proprio candidato di coalizione.
La Margherita, invece, eredita attualmente il 21,5% dei voti che alle Europee dello scorso anno andarono alla lista "Uniti nell´Ulivo". Inoltre, non è da sottovalutare che è intenzionato a votare il partito di Rutelli anche il 5% di chi nello scorso giugno scelse Forza Italia ed il 7.9% di chi non si recò alle urne.
L´elettore tipo della Margherita è distribuito in proporzione alla popolazione residente, in tutte le province del Piemonte, con punte ad Asti e a Verbania (in rapporto al numero dei residenti). Contrariamente all´elettorato diessino, il diellino è per la maggior parte donna. In pratica, tra i due partiti de "L´Unione" si registra un buon "equilibrio" in relazione ai target di riferimento, ovvero laddove un partito è debole, l´altro registra una forza. La differenza sostanziale tra Ds e Margherita risiede però nella convinzione dei propri votanti circa la vittoria del centrosinistra. Infatti il 39% dell´elettorato della Margherita pronostica che il vincitore delle prossime regionali sarà Ghigo, solo il 25% ritiene che vincerà la Bresso. E´ questa, dunque, una nota dolente per il candidato del centrosinistra, una barriera psicologica a cui deve fare fronte.
Nella Cdl, Forza Italia, oggi, congela il 72,3% dei consensi che ebbe alle scorse Europee, ma attira sia il 15% dei voti che allora andarono alla Lega che l´8,5% ad Alleanza nazionale. E´ da notare che circa 1/3 degli astenuti esprime una intenzione di voto a favore di Fi. L´elettore degli azzurri è distribuito su tutto il territorio regionale, con un´area di debolezza in provincia di Torino. Per quanto riguarda il pronostico, il 76% è certo della vittoria di Ghigo e solo l´11% pensa che Bresso possa vincere.
Alleanza Nazionale conferma di essere il partito più fedele in quanto ben l´86,7% dei votanti An alle europee confermerebbe oggi il consenso al partito di Fini. Il punto di debolezza risiede prevalentemente in una scarsa attrazione degli elettori degli altri partiti. E´ un elettorato composto da un maggior numero di donne ed unito da una elevata convinzione che Ghigo vincerà. Solo il 6% assegna la vittoria alla Bresso.
Altro partito con elevati livelli di fidelizzazione è la Lega. L´area di debolezza è concentrata nella provincia di Torino mentre è significativamente radicata nella rimanente parte della regione. Si differenzia rispetto agli altri partiti della Cdl per la peculiarità che riesce a raccogliere consenso nell´elettorato meno scolarizzato. Insomma, indipendentemente dalla naturale differenza di target elettorali tra i partiti delle due coalizione, la vera diversità risiede in una maggiore convinzione di vittoria che caratterizza l´immaginario dell´elettore di centrodestra, più che del centrosinistra. L´elemento psicologico è di primaria importanza in uno scontro elettorale che si vincerà per pochi voti.