febbraio 16, 2005 SWG / Regionali Veneto, Carraro col fiato sul collo di Galan: a Swg misura solo tre punti di vantaggio del centrodestra sul centrosinistra 
VENEZIA. Abbiamo il primo sondaggio. E’ talmente strong nel risultato che anche l’autore lo presenta con una certa circospezione: «I sondaggi sono un’approssimazione, fotografano il momento in cui vengono fatti» dice. La fotografia del momento è presto detta: Massimo Carraro è in formidabile recupero e ha il fiato sul collo di Giancarlo Galan: 44% a 47%. Giorgio Panto viene dato al 4,5% ed è escluso che si tratti di una ondata animalista dopo che i suoi cani l’hanno azzannato ad un gluteo sabato scorso. L’incidente fa ridere ma non è per nulla simpatico, temiamo anzi che sia molto doloroso: auguri di rapida guarigione Herr Georg (la seconda lingua di Panto è il tedesco). In ogni caso la morsicata galeotta è successiva al sondaggio. L’autore di questa rilevazione, che non escludiamo possa avere nei confronti di Galan un effetto “cane di Panto”, è il professor Maurizio Pessato, un signore compìto, amabile divulgatore, amministratore delegato della Swg di Trieste. La Swg - gli chiediamo - non sarà per caso la stessa che dava vincente Massimo Cacciari nel 2000 contro Giancarlo Galan? Quell’istituto che Galan sbeffeggia ogni volta che parla di sondaggi? «Sì e siamo talmente masochisti - rilancia Pessato - che siamo tornati per ripetere l’errore». Spiritosaggini a parte, la spiegazione a quell’“errore” è la seguente: «Furono gli exit poll a far crescere la forbice per Cacciari a scapito di Galan, non i sondaggi. L’elezione diretta aveva portato a sopravvalutare il fattore personale sui partiti. Del resto la personalizzazione è corso dal ’92. Ma fatto l’errore si è capito come rimediare». Abbiamo liquidato il passato. Eccoci al presente. Swg sta interpellando sistematicamente un campione di 800 persone. Il margine d’errore è del 3,5% in più o in meno. I risultati. Sono raccolti in 7 gruppi: 1) le priorità per il Veneto, 2) giudizio sull’operato dell’amministrazione regionale, 3) notorietà di Carraro, 4) notorietà di Galan, 4) gradimento dei candidati, 5) intenzioni di voto ai candidati, 6) voto ai partiti. Un settima tabella mette a confronto nel tempo la fiducia. In questa pagina ne riportiamo alcune. Chi cambia idea? Molti, secondo la Swg. Gli elettori cambiano idea soprattutto perché sta cambiando il contesto, in particolare quello economico: c’è molta più preoccupazione rispetto a un anno e mezzo fa. E’ soprattutto il centrodestra a denunciare uno sbandamento: i suoi elettori nell’incertezza tolgono il voto ai partiti. I candidati. La notorietà di Galan è in crescita (da 62 a 72 nel periodo settembre-febbraio) ma quella di Carraro è in esplosione (da 24 a 57). Nelle intenzioni di voto Galan retrocede (da 40% a 39%) mentre Carraro sale (da 35% a 36%). Lo stacco dunque è di 3 punti soltanto. I partiti. Nella flessione di affidabilità del centrodestra, lo sbandamento più evidente si registra in Forza Italia. Ma la notizia vera del sondaggio è il trend di crescita del centrosinistra sul centrodestra: 8 punti di stacco in settembre, 3 oggi. «Qui sta la radice della mia fiducia - dice Carraro -. E’ una tendenza che viene da lontano, per questo sono convinto che durerà». Giudizio sulla Regione. Questa serie di risposte stupisce più della pagella di Pinocchio: su 11 domande poste agli intervistati (vedi tabella) non ce n’è una dove la giunta Galan non esca con le ossa rotte. Che è ancora dir poco: la prognosi più benevola è minimo la frattura del femore. Su tutte le questioni poste, ci sono sempre due contrari per uno favorevole. Fiducia. La domanda era diretta ed è stata posta a scadenze ravvicinate, cominciando da agosto 2004: lei ha molta, poca o nessuna fiducia in Carraro? E in Galan? Il risultato è stato un trend di crescia a favore di Carraro (55%) su Galan (41%). Naturalmente vale anche l’inverso: poca o nessuna fiducia in Galan 59%, in Carraro 45%. Lo sfidante. «I dati sulla fiducia - dice Carraro, parlando curiosamente di sè in terza persona - vanno letti assieme al giudizio sull’operato della Regione e sono nettamente favorevoli allo sfidante. Se fossimo in una corsa ciclistica, si direbbe che l’inseguitore vede la maglia dell’uomo in fuga e sente moltiplicare le sue forze mentre chi sta davanti si fa prendere dal nervosismo. Cosa che in realtà sta succedendo da tempo». Panto. Il tycoon delle tv venete (ne ha ben 4) incide sia sui forzisti che sulla Lega: la sua forza elettorale in questo momento è valutata 4,5%. Per un sondaggio commissionato da un suo rivale, non è male. Ogni 4 voti guadagnati, Herr Georg ne toglie 3 al centrodestra e uno al centrosinistra. E’ forte a Belluno e naturalmente a Treviso, dove potrà creare problemi seri al centrodestra. Il resto è da valutare. Bisogna tener presente che la campagna elettorale “vera” non è ancora cominciata. Altri. L’eventuale lista di Alessandra Mussolini deve considerare il successo alle suplettive di Rovigo (5,04%) come un fuoco di paglia: in questo momento viene gratificata di uno 0,7%. C’è da sgobbare per tornare in quota. Gli indecisi. Sono una quota che varia dall’11% al 14% a seconda che vengano richiesti direttamente sul voto ai partiti o interrogati sulle soluzioni ai problemi. O’ consulente. Marco Marturano, già consigliere elettorale a Padova di Giustina Destro (quando non perse) e di Flavio Zanonato (quando vinse) è oggi consulente per la campagna elettorale di Carraro. Cadrà sempre in piedi: 2 vittorie su 3 non gliele toglie nessuno. Lui naturalmente legge il pronostico all’incontrario e più di lui Carraro. Ma più interessante della cabala sono alcune osservazioni di Marturano: «Dieci anni di governo con la stessa coalizione e la stessa persona non sono gratis. Il processo di logoramento è arrivato o al capolinea o alla verifica. Se ne rende conto anche il centrodestra, tanto che Galan non fa la campagna elettorale con Forza Italia ma da solo». Corriere delle Alpi MERCOLEDÌ, 16 FEBBRAIO 2005 |