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febbraio 10, 2005

IL TEMPO / Lazio, Storace due punti e mezzo di vantaggio

Sondaggio de «Il Tempo» sulle elezioni regionali nel Lazio a cinquanta giorni dal voto. Ancora un elettore su cinque è indeciso

Il presidente uscente sale al 49,5%, Marrazzo al 47. Nonostante la Mussolini che ha il 3,5%

di GIANNI DI CAPUA

FRANCESCO Storace e in testa. Nella corsa per la conquista della Regione Lazio, il presidente uscente guida la classifica stando all'ultimo sondaggio utile. Si tratta di una rilevazione fatta dal Cur, il Centro Universitario Ricerche tra il 24 gennaio scorso e l'8 febbraio (5000 interviste, per metodologia vedere grafico). Storace è al 49,5%, il suo sfidante Piero Marrazzo è fermo al 47,5%,. Sono dunque due i punti di vantaggio del candidato della Casa delle Libertà sul suo avversario di centrosinistra

Storace, inoltre, riesce a aumentare la testa della corsa nonostante nelle inchieste telefoniche il suo «pericolo a destra» sia sempre molto forte. Nell'indagine sulle intenzioni di voto, infatti, Alessandra Mussolini è accreditata ancora di un 3,5%. Non c'è da stupirsi, il voto di protesta infatti appare sempre molto elevato quando il rush finale è ancora molto distante; poi via via che si avvicina la data delle elezioni, la «preferenza contro» qualcuno tende a essere riassorbita. Dunque, Storace gode di un trend favorevole che potrebbe farlo ancora crescere.

La vera incognita sembra essere ancora la quota di indecisi molto alta: circa 18,39%. Non è poco visto che i due principali sfidanti appaiono sostanzialmente vicini.

La situazione è analoga anche nel raffronto tra i partiti. La coalizione della Casa delle Libertà è a quota 47.5%, mentre quella del centrosinistra tre punti e mezzo sotto, al 4%. Gli altri partiti (non solo Alternativa sociale della Mussolini) sono al 7,5%. Gli indecisi, in questo caso, sono di più che nel match tra i presidenti: 20,4%.

Nel confronto presidenti-coalizioni, Storace è sopra il centrodestra di due punti, mentre Marrazzo ha tre punti in più del raggruppamento che lo sorregge.

La sfida appare dunque ben diversa rispetto a quanto raccontato da alcuni giornali nella giornata di ieri. Eppure tanto era bastato per far gonfiare il petto a Marrazzo: «Anche i sondaggi che sono stati commissionati dalla Cdl mi danno in vantaggio sul mio avversario alle regionali Francesco Storace». Il candidato del centrodestra si era lanciato anche in un'analisi: «tutto ciò è frutto di due fattori: il primo, dovuto ai cittadini, che hanno tanta voglia di cambiare e che vedono in me evidentemente la persona giusta per farlo. Il secondo, è dovuto alla cattiva amministrazione della Regione in questi cinque anni in cui i problemi della sanità, del lavoro, della mobilità sono sotto gli occhi di tutti. Io continuerò ad incontrare i cittadini di ogni paese del Lazio e ad occuparmi personalmente delle loro necessità e dei loro problemi».

Netta la replica di Storace: `Per me Marrazzo è un disco rotto, i sondaggi stanno solo nella sua testa. Stamattina ho letto un articoIo di un giornale in cui non si citavano neppure le fonti. Ho ricevuto anche una lunga telefonata dal presidente del Consiglio Berlusconi che mi ha detto di andare avanti perché questa partita si vince». E poi aveva aggiunto: «Se Marrazzo pensa che i sondaggi siano così determinanti fa bene a fidarsi come si era fidato cinque anni fa Badaloni - ha continuato Storace - Penso che la sfida vera è sui contenuti e ad aprile i cittadini voteranno su un governo regionale o su un'alternativa. Ognuno la una campagna elettorale nel modo migliore in cui crede. Io credo che noi abbiamo messo in campo tante energie e neppure l'articolo di un giornale mi turberà. Ieri (l'altra sera, ndr) all'Hilton c'e stato tanto entusiasmo, tanta carica, e sono felice che anche importanti personalità si avvicinino al centrodestra. Sono però dispiaciuto per l'attacco fatto dal centrosinistra alla candidatura di D'Ascenzo. Se si fosse schierato con la sinistra si sarebbe data conferma al fatto che la cultura privilegia la libertà siccome però D'Ascenzo sta con noi diventa idea di cambiamento».

IL TEMPO 10-02-2005