febbraio 9, 2005 Allarme sondaggi: il Polo perde le RegionaliVERSO LE URNE / A MENO DI DUE MESI DAL VOTO I DATI PREOCCUPANO IL CAVALIERE CHE PERÒ SI PREPARA GIÀ ALLE POLITICHE 2006 Gli ultimi rilevamenti danno l`Ulivo in vantaggio in Lazio, Puglia, Liguria, Abruzzo e Calabria. E perfino il Piemonte è a rischio di MARIO PRIGNANO ROMA - Lo spettro del 2000, cinque anni dopo e a parti invertite. Che Silvio Berlusconi possa decidere di dimettersi in caso di sconfitta alle elezioni regionali, come fece Massimo D`Alema cinque anni fa, è ampiamente da escludere. Eppure, stando ai più recenti sondaggi commissionati dal centro destra, la situazione che rischia di prodursi è esattamente la stessa. Allora come oggi, la coalizione che governa il Paese rischia di perdere la Regione più importante d`Italia, la Regione Lazio. Se così sarà, parlare di non-sconfitta, per la Casa delle libertà, sara alquanto complicato. Il fatto è che, per la prima volta, i sondaggi che hanno in mano gli uomini del Cavaliere danno Francesco Storace distaccato di due punti dal rivale Piero Marrazzo: 46 a 44 per cento. La situazione potrebbe essere ribaltata solo grazie ad un`alleanza (ormai impensabile) della Cdl con Alessandra Mussolini, che da sola viene accreditata di un quattro per cento. Un po` la febbre alta che lo tiene a letto da tre giorni, un po` il distacco che ha sempre voluto marcare tra la propria immagine personale (in ascesa) e quella della coalizione, sta di fatto che Berlusconi non sembra dare il peso che forse ci si aspetterebbe a questo tipo di notizie. Tra i colonnelli di Forza Italia, non sono pochi quelli che hanno notato come, nei due discorsi-fiume tenuti al consiglio nazionale la scorsa settimana, Berlusconi non abbia mai citato le parole «elezioni Regionali». Il motivo? Tra i pochi che lo hanno sentito in questi ultimi giorni, c`è chi sostiene che da un`eventuale batosta elettorale il Cavaliere potrebbe addirittura trarre materia per sferzare gli alleati, costringendoli a ridurre appetiti e pretese in vista delle elezioni che davvero lo interessano, le Politiche, dove l`unico titolato a correre per vincere dovrà essere lui, Silvio Berlusconi. Eppure nell`immediato ci sarebbe da preoccuparsi, emolto. Accanto ai problemi del Lazio, in via del Plebiscito sanno di doverne fronteggiare ben altri in regioni che fino a qualche settimana fa si davano tranquillamente per acquisite al centro destra. Il Piemonte, secondo l`espressione di un influente parlamentare di quella regione, «è una moneta tirata in aria». Vero che il presidente uscente, Enzo Ghigo, viene dato cinque punti sopra la sfidante Mercedes Bresso, ma la coalizione di centro destra risulta avere solo uno 0,5 per cento in più di consensi rispetto alla coalizione di centro sinistra. "poi c`è la grossa incognita Fiat: più il governo si mostrerà insofferente all`idea di dovere intervenire a sostegno di casa Agnelli più aumenterà la possibilità che ì voti di Torino e provincia (il 52 per cento di tutto il Piemonte) finiscano per concentrarsi sulla Bresso, che oltretutto di quella provincia è stata pure presidente. Idem in Puglia. Un sondaggio che circolava ieri in ambienti forzisti, ma sulla cui attendibilità è- lecito avere qualche dubbio, dà Raffaele Fitto addirittura sette punti sotto il suo sfidante. Comunque sia, è certo che le bottiglie di spumante idealmente stappate dalla coalizione di centro destra al momento della vittoria di Nichi Vendola alle primarie della Gad sono state ritappate alla meno peggio e messe nuovamente in ghiaccia in attesa di tempi migliori, e soprattutto di notizie più certe. Lo schemino confezionato per il premier non riporta dati e cifre: semplicemente, vicino alla parola Puglia reca il segno uguale, come dire incertezza. Dove "centro sinistra è scritto a chiare lettere è invece a fianco delle seguenti Regioni, oggi a guida del centro destra: Abruzzo, Calabria e Liguria. In quest`ultima regione, Sandro Biasotti viene dato in affanno, per non dire decisamente al di sotto dello sfidante Claudio Burlando. Al momento, le speranze del centro destra sono tutte riposte nel fatto che Biasotti, pur sofferente, viene dato «in ripresa». L`Abruzzo sconta una situazione in cui a più riprese, e senza particolari riguardi verso il candidato e presidente uscente, Giovanni Pace, di Alleanza nazionale, si è parlato di una candidatura del commissario della Croce rossa Maurizio Scelli. Le smentite dell`interessato (e le rassicurazioni di Berlusconi a Pace circa la sua ricandidatura) non sono bastate a far risalire nei consensi il centro destra, che oggi viene considerato perdente. Resta la Calabria, l`unica regione governata dalla Cdl il cui presidente uscente, Giuseppe Chiaravalloti, non è stato ricandidato, per lo più a motivo delle accuse di «immobilismo» rivoltegli dai partiti della coalizione che lo ha sostenuto finora. Anche qui, come per la Puglia, un sondaggio la cui attendibilità è bene prendere con le molle (diverso da quello che risulta essere nelle mani del premier), accredita il candidato di centro sinistra Agazio Loiero addirittura di sedici punti sopra Sergio Abramo, campione della Cdl. Non saranno sedici punti, saranno forse di meno. Ma è certo che, qui come altrove, se il centro destra non saprà darsi un colpo di reni, la situazione sarà sempre più difficilmente recuperabile. Libero 09-02-2005 |