febbraio 10, 2005 Quei sondaggi al Sud tutti contro il centro-destra In Puglia Fitto si dichiara indisponibile ad ogni trattativa con Radicali e Mussolini. Vendola organizza un consenso trasversale ed insidioso per la Cdl I pronostici sempre più sfavorevoli perAn e FI anche nelle regioni considerate sicure Bassolino gode di un consenso bulgaro mentre la Cdl è minata dalle polemiche continue In Campania spuntano due idee: recuperare Bocchino o fare una grande lista civica con il Dc Gianfranco Rotondi presidente. In Calabria il Pri minaccia di correre da solo di Ruggiero Capone Gli ultimi sondaggi sul futuro esito delle regionali assegnano al centro-destra solo due regioni, Lombardia e Veneto. I dati, forse manipolati, parlano della Puglia con il 57 per cento di consensi per Niki Vendola (candidato presidente di Rifondazione Comunista), la Calabria ad Agazio Loiero con il 55 per cento (candidato della Margherita), la Campania con il 70 per cento al diessino Bassolino, ed anche Basilicata e Lazio andrebbero alla Gad con percentuali di poco superiori al 50 per cento. In molti dicono che in Puglia sarebbe definitivamente sfumato l'appoggio dei voti radicali a Raffaele Fitto, che avrebbe contro anche gli esponenti di An passati con Alessandra Mussolini. Fitto non aveva minimamente previsto di dover fronteggiare un così massiccio numero di nemici: s'era cullato sulla presunzione che il voto moderato avrebbe dovuto promuoverlo, per scongiurare il pericolo della presidenza comunista Vendola. "Il presidente della Regione Puglia sta tentando di correre ai ripari in tutti i modi - spiegano nell'Ente - ha già firmato due decreti con cui ha approvato la nuova legge regionale. Entrambi sono stati trasmessi a prefetti, sindaci, presidenti delle Corti d'appello e dei tribunali pugliesi". Intanto i sondaggi sono stati tempestivamente commentati da Paolo Bonaiuti, che ha subito tagliato corto: "non è affatto vero che siamo indietro". "Non c'è tempo da perdere" gli ha risposto il vicepresidente vicario di An, Ignazio La Russa, rammentando il vuoto di candidature in Campania: il partito di Via della Scrofa ha ritirato due giorni fa la candidatura di Italo Bocchino durante un vertice della Cdl. Ed in moti parlano di sanare questa lacuna campana con una lista civica appoggiata dalla Cdl, e con Gianfranco Rotondi candidato presidente. "Per ora abbiamo messo in campo solo la mia candidatura in Campania - ha detto Gianfranco Rotondi (segretario nazionale della Democrazia cristiana) -. Resto tuttavia fiducioso del fatto che il leader della coalizione possa fermare il suicidio collettivo della. Cdl alle elezioni regionali; praticamente la Cdl dice di no a tutti i contributi che si profilano dalla Mussolini ai Radicali e persino alla Dc. E' tutto il contrario della linea espansiva che fu avviata da Pinuccio Tatarella e mirabilmente riassunta dal successo del 2001. Berlusconi deve ritrovare lo spirito del 2001, accogliendo il contributo di tutti quanti con lui vogliono cambiare l'Italia, e respingendo la tentazione di fare della Cdl un fortino assediato. Verso la Dc inoltre si consuma un gesto incomprensibile: siamo parlamentari del centro-destra, vogliamo concorrere al successo del centro-destra con nostre liste, non avanziamo nessuna pretesa e, ciononostante, - conclude Rotondi - veniamo messi alla porta". "E' Gianfranco Rotondi il candidato giusto alla presidenza della Regione Campania per la Cdl", si mormora in ambienti forzisti e di An napoletani, che aggiungono "dopo la rinuncia di Antonio Amato ed Italo Bocchino, la Casa della Libertà si ritrova nel caos totale, il presidente Berlusconi potrebbe a questo punto, molto astutamente, trasformare la candidatura del segretario nazionale della Democrazia Cristiana alla presidenza della Campania, quale candidatura ufficiale di tutta la Cdl, oltre ovviamente a stabilire un accordo con la Dc in tutte le regioni". Ma su Rotondi c'è il veto dell'Udc, ricordano i vertici di Fi. Intanto fioccano i ripensamenti di Bocchino. "Potrei ripensarci solo se scende in campo con me tutto il governo, da Sirchia a Lunardi dice il coordinatore di An Italo Bocchino -sarei così disposto a ritornare ad essere il candidato della Cdl in Campania". E mentre An minimizza sugli effetti della discesa in campo di Alessandra Mussolini, gli azzurri rimangono sulle posizioni di sempre: "la Mussolini andava recuperata, la sua influenza si sentirà eccome - dice il deputato di Fi Marco Cicala -anche se andrà a pescare voti di un elettorato più di destra che moderato; insisto con il dire che la Mussolini sarebbe stata un buon candidato ". Sulla stessa linea il capogruppo regionale di Forza Italia, Franco Bianco: "Sarebbe da ipocriti dire che la candidatura autonoma della Mussolini non danneggi la Cdl. Sono sulle posizioni di Berlusconi: per le politiche va recuperata". Intanto i grattacapi per la Cdl si fanno sentire anche in Calabria, dove il Pri ha detto che non partecipa all'incontro dei segretari regionali della Casa delle libertà, previsto per oggi a Vibo Valentia. Lo rendenoto un comunicato del Pri. "Il partito dell'Edera - recita lo scritto - non ha partecipato all'ultima riunione dei segretari regionali della Casa delle Libertà nella scorsa fine settimana, in quanto i suoi esponenti erano impegnati al 44esimo Congresso nazionale di Fiuggi. Mentre la decisione di non partecipare ai lavori in programma nella giornata di oggi è stata presa Jopo un'attenta riflessione". [1 segretario regionale del Pri, Pino Vita, spiega che "se non saranno risolte da Berlusconi le questioni preliminari programmatiche e politiche che (Nucara ha posto nell'incontro avuto con il presidente del consiglio, dopo l'approvazione da parte della Cdl della Calabria dello sbarramento del 4%, sarà impossibile per il Pri fare parte alle prossime elezioni regionali di quella coalizione. Non si tratta di una minaccia - spiega Vita - ma di una scelta ponderata da parte di una forza che in Calabria non ha fatto parte della squadra del governo uscente, ed ha avuto con la stessa maggioranza rapporti discontinui e spesso polemici". E, ciliegina sulla torta, la Mussolini lancia anche la candidatura alla presidenza della Calabria di Fortunato Aloi, già sottosegretario alla Funzione pubblica del primo governo Berlusconi. L'opinione 10-02-2005 |