febbraio 6, 2005 ISTITUTO PIEPOLI / Pannella sempre più ago della bilanciaI due schieramenti continuano ad essere in perfetto equilibrio nelle intenzioni di voto. La differenza la faranno i radicali se ci sarà un accordo elettorale. Regionali, quattro regioni incerte
Nicola Piepoli Il sondaggio del mese di gennaio sulle intenzioni di voto degli italiani riporta i due schieramenti in assoluta parità (47%). A dicembre il centrodestra era andato in testa, anche se solo di mezzo punto, grazie al taglio delle tesse. Il monitoraggio, iniziato sette mesi fa, mette oggi in evidenza come più che di un vero e proprio trend si debba parlare di un’oscillazione altalenante attorno ad un motivo di fondo: una sostanziale equipollenza dei due schieramenti. Un dato nel complesso non significativo perché il «margine di errore» può modificare, a favore di uno qualsiasi degli schieramenti, il risultato. Certo in un quadro del genere la confluenza dei Radicali nel centrodestra o nel centrosinistra potrebbe risultare decisiva ad assegnare la vittoria. Nell’ambito dei due schieramenti c’è però un trend che si può segnalare con una maggior evidenza, e cioè quello di un tendenziale rafforzamento dei partiti maggiori: rispetto alle europee da un lato Forza Italia e AN e dall’altro la lista Uniti nell’Ulivo sembrano in fase tonica, anche se è difficile ipotizzare come quest’ultima si presenterà agli elettori nelle politiche del 2006 (come Gad o Uniti nell’Ulivo).
GLI EVENTI DEL MESE. Nella settimana dal 3 al 10 gennaio il maremoto in Asia continuava a colpire di più l’attenzione degli italiani, seguito dalla notizia della bambina di 18 mesi morta per denutrizione e maltrattamenti. Dal 10 al 17 gennaio oltre al numero di dispersi italiani per lo Tsunami, l’attenzione si spostava sulla donna rumena di 67 anni che ha partorito due gemelle, subito seguita dalla notizia del suicidio di una donna che aveva perso tutto al lotto. Dal 17 al 24 gennaio la notizia che ha monopolizzato l’attenzione è stata quella della morte in Iraq del maresciallo colpito mentre era a bordo di un elicottero con il 52%. A seguire le stragi, sempre in Iraq, per fermare il voto. Nell’ultima settimana di del mese scorso l’evento che ha colpito di più gli italiani è stata la giornata della memoria dello sterminio degli ebresi (28%), subito seguita dall’odissea degli automobilisti bloccati sulla Salerno-Reggio Calabria per colpa del maltempo (23 per cento).
TOP TEN MINISTRI. Questa volta c’è un cambiamento di rilievo ai vertici della classifica del livello di fiducia: per la prima volta Fini è appaiato al primo posto da un altro ministro, Sirchia, con lo stesso alto livello di fiducia: 57%. Rispetto al mese precedente, Sirchia ha guadagnato ben 4 punti percentuali, grazie all’entrata in vigore della legge antifumo, che evidentemente è nel complesso giudicata assai positivamente dagli Italiani. Al terzo posto resta saldamente Pisanu. 
|