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febbraio 5, 2005

Alla Gad 6 a 4 ma è nel Lazio il match decisivo

Le previsioni dei sondaggi per le prossime elezioni. Partita ancora aperta per altre quattro presidenze


SARÀ il Lazio la regione-chiave nella competizione elettorale che vede 14 regioni al voto il prossimo 3 e 4 aprile. L’Istituto Piepoli ha presentato i risultati di un sondaggio secondo il quale quattro regioni rimarranno saldamente in mano al centrodestra, sei al centrosinistra, mentre la partita è ancora tutta aperta in quattro regioni: il Lazio, appunto, l’Abruzzo, la Liguria e la Calabria che potrebbero andare due alla Cdl e due al centrosinistra. Nel Lazio a scompaginare una sicura vittoria del presidente uscente, Francesco Storace, sarebbe stata, secondo il presidente dell’Istituto, Nicola Piepoli, Alessandra Mussolini, scesa recentemente in pista. «Ma proprio dal Lazio - ha chiarito Piepoli - dipenderà la vita o la morte del governo nella prossima legislatura e quindi la Cdl dovrebbe battersi fino all'ultimo per ottenere la vittoria in questa regione». La vittoria è sicura invece per Roberto Formigoni, in Lombardia, il quale supera il 56% delle preferenze e il cui differenziale non è colmabile dal centrosinistra; per Enzo Ghigo, attuale governatore del Piemonte; per Giancarlo Galan nel Veneto ed anche per Raffaele Fitto, in Puglia, che avrebbe la meglio su Niki Vendola il quale, sebbene sia un buon comunicatore, non riuscirebbe, per Piepoli, a convincere gli incerti. Sul fronte opposto, la vittoria per il centrosinistra è molto probabile in Toscana, in Basilicata, in Campania, nelle Marche, in Umbria e nell’Emilia Romagna, in alcuni casi perché si tratta di territori storicamente «rossi», in altri - in particolare in Basilicata - grazie al lavoro svolto dall’amministrazione regionale che è stato particolarmente apprezzato dai cittadini, in altri ancora, come in Campania, grazie anche alle grandi doti comunicative del presidente in carica e candidato alle prossime regionali, Antonio Bassolino. Piepoli è andato oltre, assegnando le quattro regioni incerte due al centrodestra e due al centrosinistra, secondo un puro calcolo probabilistico. In questo caso il totale va a otto a sei per il centrosinistra «ma, anche in questo caso - ha osservato Piepoli - non si avrebbe una vera sconfitta della destra poichè le grandi regioni del nord rimarrebbero in mano a quest’ultima». Infine, il voto dei Radicali: se questi stringono un patto con la destra, la competizione potrebbe finire 8 a 6 per la sinistra. Altrimenti, se si alleano con la sinistra, il risultato sarebbe dieci a quattro. «Ma - ha ribadito in conclusione Piepoli - i nostri calcoli sono solo probabili».


Il Tempo Sabato 5 Febbraio 2005