febbraio 4, 2005 IPR Marketing / Lombardia, Formigoni in vantaggio, la Gad tre punti sopra le EuropeeSondaggio Repubblica Ipr Marketing: oltre un terzo di elettori non ha ancora deciso per chi votare il 3 e 4 aprile Sarfatti poco conosciuto ma già più avanti di Martinazzoli
PAOLO BERIZZI PRIMO dato: se si vota oggi, vince Formigoni. Secondo dato: Formigoni vince, ma perde consensi. Nel senso che raccoglie meno voti rispetto al 2000. Dal due al sei per cento in meno. Cinque anni fa finì così: Formigoni 62%, Martinazzoli 31,5%; oggi finirebbe Formigoni 56-60%, Sarfatti 38-42%. Terzo dato: è vero che Sarfatti adesso è molto meno conosciuto del governatore, ma proprio per questo la probabilità dell'incremento è maggiore verso il candidato del centrosinistra che non del centrodestra. In soldoni: essendo già fortemente conosciuto (dal 100% degli intervistati) Formigoni ha già realizzato il suo consenso, e in campagna elettorale più che conquistare nuovi voti farà di tutto per non perderne; Sarfatti invece, che attualmente è popolare solo tra il 18% dei lombardi, potrebbe accaparrarsi una fetta di elettorato che oggi non lo conosce ancora, ma che lo conoscerà mano a mano che ci si avvicina al voto del 3-4 aprile. L'orientamento degli elettori, oggi, lo penalizza sia rispetto al voto disgiunto, sia al voto "personale" di simpatia espresso in relazione al valore mediatico del candidato. Ma come base di partenza, quella dell' "uomo nuovo", Sarfatti non è affatto male: a due mesi dal voto può contare sul 4 per cento di voti in più rispetto a quelli ottenuti da Mino Martinazzoli, candidato del centrosinistra alle ultime Regionali. E, se riuscirà a irrobustire la sua notorietà, potrebbe accorciare la distanza che lo separa da Formigoni. Il 56-60% degli intervistati sceglie il governatore; il 38-42% l'imprenditore messo in campo dalla Gad. Sono i risultati emersi dal sondaggio sulle prossime elezioni regionali commissionato da "Repubblica" all'istituto IPR Marketing. Il 30 per cento dell'elettorato che ha risposto al sondaggio si autocolloca nel centrosinistra, il 33 nel centrodestra, il restante 37 non si identifica in alcuna area politica. E qui che si gioca la partita: in questa fetta di cittadini, il cui orientamento dipenderà dalle strategie messe in campo dai due candidati per intercettare i loro bisogni. Ma c'è un altro dato interessante. Viene fuori dall'analisi del voto disgiunto tra gli elettori del centrosinistra. Un buon 15% di elettori che per il consiglio regionale farebbero una croce sul simbolo "Uniti per l'Ulivo" (in crescita di 3 punti percentuali rispetto alle Europee del 2004), dichiara oggi di voler votare Formigoni. Viene spontaneo attribuire queste preferenze ai cosiddetti terzisti, a quei soggetti cioè che pur identificandosi con il centrosinistra scelgono "Formigoni presidente". Un voto alla Piero Bassetti, per intenderci. Altri elementi da tenere in considerazione: uno, il consistente decremento di alcuni partiti della coalizione di centrodestra rispetto ai risultati delle scorse Regionali (è il caso di Forza Italia, che nel sondaggio è al di sotto di quasi 7 punti sul dato delle Regionali 2000); due, il peso specifico esercitato dai "radicali". I sostenitori lombardi di Pannella, con il loro 2%, più che sulla vittoria di Formigoni potrebbero pesare sul successo personale del governatore, che è poi il vero obiettivo della sua corsa in queste elezioni. Azzoppato dalla bocciatura della lista personale, l'attuale presidente della Regione accrescerà se stesso, se abbatterà in modo netto il 62,5% ottenuto nel 2000. Ma dovrà fare i conti con la rincorsa di Sarfatti. In coda, gli altri due candidati: l'ex portiere Stefano Tacconi (Nuovo Msi-destra nazionale, conosciuto dall'84% degli intervistati ma votato dallo 0-1%), e Gianmario Invernizzi (Alternativa sociale, conosciuto dall'11% e votato dall' 1-2%). L' ANALISI Caccia al 37% di lombardi ancora indecisi Appare difficile per il presidente uscente fare meglio di cinque a fa Il candidato della Gad, per ora poco conosciuto, può ricuperare diversi puntiANTONIO NOTO * La lettura dei dati del sondaggio si presta a una doppia interpretazione. Una di ordine statistico, l'altra politica. Se nel primo caso la distanza tra i due candidati è significativamente ampia da poter far presagire, a oggi, una vittoria quasi certa di Formigoni, da un punto di vista dell'analisi politica, derivante dai risultati del sondaggio IPR Marketing, emerge che il successo del presidente uscente, non si delinea, per adesso, come una forte vittoria personale con un largo valore aggiunto, rispetto alla propria coalizione, tanto da far superare quel 62,4% che fu il consenso al governatore nel 2000. E da notare, comunque, che un sondaggio può "fotografare" la situazione esistente e che quindi, almeno sulla carta, Formigoni potrebbe avere la possibilità di aumentare il consenso in campagna elettorale. Anche se, a ben leggere i risultati, la probabilità dell'incremento è maggiore verso il candidato del centrosinistra che non verso quello del centrodestra. Infatti, l'interpretazione di alcuni indici avvalora questa ipotesi. Generalmente, qualsiasi presidente uscente in campagna elettorale "perde" consenso in quanto parte con una sovraesposizione mediatica e con livelli di conoscenza maggiore rispetto al suo concorrente. Questa situazione di "start up" è anche il caso del confronto Formigoni Sarfatti. La strategia principale dei presidenti uscenti è di mettere in pratica azioni che possono "arginare l'erosione" più che conquistare nuovo consenso. Il governatore, infatti, parte con livelli di notorietà già estremamente alti (è conosciuto dalla totalità degli elettori) mentre Sarfatti registra livelli di notorietà eccessivamente bassi (è conosciuto solo dal 18% dei lombardi). Tenendo presente che, tendenzialmente, nel giorno del voto la conoscenza del candidato del centrosinistra supererà il 90%, appare dunque evidente che la propensione di incremento di notorietà di Sarfatti in questi mesi dovrebbe essere maggiore rispetto a quella di Formigoni, già conosciuto da tutti. Pertanto la maggiore spinta di notorietà verso il candidato del centrosinistra potrebbe incidere sulla formazione del consenso che oggi lo punisce sia rispetto alla pratica del voto disgiunto che del voto "personale" di simpatia, espresso esclusivamente in relazione al valore mediatico del candidato. Questo vuol dire che nei confronti di Formigoni, essendo già fortemente conosciuto, la formazione del consenso si è già realizzata, mentre Sarfattipotrebbe ricevere, in linea puramente teorica, consenso da una fetta di elettorato che oggi non lo conosce ancora, ma che lo conoscerà in campagna elettorale. Inoltre, m relazione alla "autocollocazione" politica deilombardi, sebbene la quota di elettori che si dichiara politicamente "vicino" al centrodestra superi di 3 punti quella dei "fidelizzati" al centrosinistra (33 %7o contro 3 0%) , benil37% degli elettori nonsi dichiara "vicino" ad alcuno schieramento e che quindi, potrebbe votare indipendentemente dal valore puramente ideologico del candidato. E questo, dunque, il target che più di ogni altro potrà segnare il successo del candidato, che sarà in grado di mettere in azione le strategie più idonee a intercettare bisogni e attese di questi elettori. Inoltre, a favore del presidente uscente potranno incidere altri fattori, come una maggiore probabilità di aggregare il consenso verso alcuni partiti della coalizione che oggi risultano in significativo decremento rispetto ai risultati delle scorse Regionali. É il caso di Forza Italia che in questo momento è al di sotto di quasi 7 punti sul dato delle Regionali 2000. Infine, la questione "radicali" rappresenta, così come emerge dal sondaggio, un ulteriore elemento critico che il governatore dovrà affrontare in termini di costi e benefici. Sebbene "molto distanti" da un punto di vista ideologico, oggi in Lombardia i radicali rappresentano circa il 2% e quindi potrebbero essere influenti, non sulla vittoria di Formigoni ma sul successo personale del governatore che potrà avvenire, dopo la bocciatura della lista del presidente, solo in presenza di unvalore elettorale che superi in maniera consistente quel 62,4% delle scorse Regionali. *direttore IPR Marketing La Repubblica ed. Milano 04-02-2005 |