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gennaio 12, 2005


Un trionfo per la legge «Sì all’addio alla sigaretta»

L’88 PER CENTO E’ FAVOREVOLE

di Nicola Piepoli

LA legge antifumo è entrata in vigore e l’88% degli italiani si dichiara favorevole: il dato, al di là delle polemiche, è sorprendente ed è un segnale del livello di civiltà dei cittadini, visto che, tra l’altro, il 28% degli intervistati si dichiara fumatore abituale.
Pochi pensano che nei luoghi di lavoro «si continuerà a fumare come prima». La maggioranza ritiene che «si andrà fuori» o che «si smetterà nell'orario di lavoro». E per quanto riguarda i locali pubblici, solo l'8% è pronto a cercare a tutti i costi «i locali attrezzati». Non pochi citano l'esempio dei cinema, dove un tempo la sigaretta era permessa e dove ora nessuno si stupisce più del divieto.
Alla fine, quando ci si interroga sulla propensione ad andare nei locali pubblici (bar, ristoranti, pizzerie), il dato è positivo: contro uno scarso 6% di irriducibili, che pensa che li frequenterà di meno, un 11% di clienti dichiara che li frequenterà di più. La legge antifumo, dunque, dovrebbe finire per favorire i locali e non solo: quasi un italiano su tre ritiene che le nuove regole avranno influssi positivi anche sulle forze di governo che l'hanno introdotta.
Tutto bene dunque? In apparenza sembra di sì: una larga fetta dell’opinione pubblica pensa di adeguarsi senza troppi problemi. I dati rivelano, però, che in 10 anni, nonostante i divieti via via introdotti, il consumo di tabacco è rimasto sostanzialmente invariato. Si fuma di meno in alcuni luoghi, ma nel complesso si tende a fumare come prima. Riuscirà la nuova legge a cambiare abitudini consolidate?