dicembre 20, 2004 EURISPES / Italiani eurocritici ed eurodelusi Ue
Italiani eurocritici ed eurodelusi La Costituzione: pochi la conoscono e chi la conosce ne diffida. I risultati del sondaggio Eurispes di Nicoletta Cottone e Roberto Giuliante Italiani ancora euroscettici. L’opinione pubblica italiana appare consapevole e matura nei confronti dei temi riguardanti l’integrazione economica e sociale a livello comunitario, ma molti cittadini ritengono che l’Italia abbia un ruolo poco rilevante nell’Europa. E’ il risultato di un’indagine, su un campione di mille unità, condotta dall’Eurispes fra il 25 novembre e il 2 dicembre 2004 dal titolo: “L’Europa questa sconosciuta: italiani fra attese e scetticismo”. “Sono presenti sentimenti di critica e di delusione - sottolinea Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes – soprattutto per la paura che l’Italia non possa avere un peso sufficientemente rilevante all’interno dello scacchiare europeo, ma anche per l’influenza negativa prodotta dal periodo economico particolarmente sfavorevole che sta attraversando il Vecchio Continente”. Criticità nei confronti della Costituzione europea a causa della percezione di un’Unione condizionata da lobby economiche e burocrazia. Poco meno di due terzi della popolazione è a conoscenza dell’approvazione della Costituzione europea, percentuale che scende al di sotto del 50% tra i giovani. Solo uno su tre, però, conosce il numero esatto degli attuali Paesi membri. Il 74,4% degli intervistati ritiene, comunque, che la Carta costituzionale porterà benefici a tutti i Paesi dell’Unione.
È’ al corrente che nel giugno 2004 è stata approvata la “Costituzione Europea”? Per classe d’età
| | È al corrente che nel giugno 2004 è stata approvata la “Costituzione Europea”? | Classe d’età | | 18-24 anni | 25-34 anni | 35-44 anni | 45-64 anni | 65 anni e oltre | | Si | 50,0 | 59,1 | 72,1 | 73,0 | 48,5 | | No | 50,0 | 40,9 | 27,9 | 27,0 | 51,5 | | Totale | 100,0 | 100,0 | 100,0 | 100,0 | 100,0 | | | Fonte: Eurispes |
Tre intervistati su quattro sono ottimisti e fiduciosi nei confronti del processo di unificazione, ma la positività maggiore si registra al Sud e nelle isole: al Nord solo il 15,2% si mostra favorevole. Operai e disoccupati hanno minor fiducia, mentre impiegati, imprenditori, studenti e dirigenti sono più positivi. L’ottimismo cresce anche in relazione a un più elevato titolo di studio posseduto. Il 56,5% degli imprenditori ritiene, comunque, che gli interessi italiani si difendono meglio agendo all’interno dell’Unione (solo il 24,5% degli studenti , il 34,6% dei pensionati e il 13,2% degli operai condivide questa affermazione). | Quale delle seguenti affermazioni descrive meglio la sua opinione sul rapporto tra l’Italia e l’Unione europea? Per professione | | Professione | Quale delle seguenti affermazioni descrive meglio la sua opinione sul rapporto tra l’Italia e l’Unione Europea? | | Gli interessi italiani si difendono al meglio agendo in comune attraverso l’Unione europea | Un buon legame con l’Unione europea è necessario ma poco vantaggioso | L’Unione europea ormai sta creando più problemi che vantaggi | Nessuna di queste | Totale | | Dirigente, direttivo, quadro | 42,6 | 21,3 | 10,6 | 25,5 | 100,0 | | Insegnante, impiegato | 40,8 | 29,1 | 10,3 | 19,9 | 100,0 | | Operaio | 13,2 | 40,8 | 32,9 | 13,2 | 100,0 | | Imprenditore | 56,5 | 8,7 | 4,3 | 30,4 | 100,0 | | Libero professionista/ Commerciante/ Lavoratore autonomo | 43,8 | 10,0 | 21,3 | 25,0 | 100,0 | | Casalinga | 38,2 | 23,6 | 20,2 | 18,0 | 100,0 | | Studente | 24,5 | 38,8 | 12,2 | 24,5 | 100,0 | | Pensionato | 34,6 | 24,1 | 17,1 | 24,1 | 100,0 | | Non occupato | 48,4 | 6,5 | 12,9 | 32,3 | 100,0 | | Altro | 14,3 | 28,6 | 0,0 | 57,1 | 100,0 | | | Fonte: Eurispes |
Rispetto all’ingresso di Turchia nell’Unione c’è una notevole indifferenza (37,3%) e il 34,2% di pareri positivi, percentuale che sale al 42,5% per l’ingresso della Russia (qui il 37,2% è indifferente). Sul fronte dell’euro il nuovo conio è entrato stabilmente nella quotidianità e, secondo gli italiani, garantisce una moneta più stabile e forte, spinge le imprese a essere più competitive e rende l’Europa una forza economica al pari degli Stati Uniti. 20 dicembre 2004 |