
Da La Repubblica del 15 dicembre 2004
Da dieci mesi l’istituto di ricerche SWG rileva le previsioni degli elettori Il duello è cominciato. I due avversari, dopo essersi osservati per mesi, sono in pista. La gara si concluderà nella primavera del 2006. Chi vincerà? Per ora, secondo un sondaggio SWG, Romani Prodi gode dei favori del pronostico stacca: di quattro punti Silvio Berlusconi, che però appare in recupero. La rilevazione dell’SWG è in corso da febbraio e misura mensilmente le previsioni degli elettori su chi vincerà le prossime elezioni politiche. Agli intervistati viene cioè chiesto di indicare il candidato ritenuto favorito, e non – come avviene nella maggior parte dei sondaggi – di dichiarare la propria personale preferenza. È una tecnica domoscopica che cerca di cogliere il “sentiment” che, in una fase successiva, può trasformarsi in decisione elettorale. Sulla base di interviste svolte a fine novembre, il candidato del centro-sinistra viene dato vincente con il 52%. Berlusconi si ferma al 48%. A fine agosto, lo scarto tra i due era ben maggiore: addirittura 14 punti. Prodi era al 57%, il presidente del Consiglio non superava il 43%, In autunno, dunque, Berlusconi ha recuperato. «Grazie ad alcune mosse azzeccate, gli elettori hanno avuto la sensazione che il premier sia in grado di farcela di nuovo» spiega Maurizio Pessato di SWG. Tre i fattori che hanno dato la spinta al premier: la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta, la conclusione del rimpasto, il taglio delle tasse. Anche tra gli elettori che si dichiarano schierati con l’Ulivo le “azioni” di Berlusconi appaiono in ripresa. «Nel centro-sinistra – sostiene Pessato – è cresciuta la paura per la capacità di ripresa del leader della Cdl». Nel suo campo, invece, Berlusconi ha sofferto soprattutto tra settembre e ottobre, «a causa delle continue incertezze sull’abbassamentto delle tasse». Il premier si vede attribuito un pizzico di probabilità di vittoria in più (49 contro 48) tra gli uomini rispetto alle donne. Quanto alla geografia, è un testa-a-testa al Nord e al Centro, mentre Prodi è nettamente in vantaggio (53 a 47) nel Sud. Ma c’è anche da dire che al Sud, tra luglio e settembre, il divario era enorme (59 contro 41 a favore di Prodi). E ora? «Molto dipenderà dalla reazione di Prodi alle iniziative del premier – risponde Maurizio Pessato – e dalla sua forza nel rilanciare la leadership dell’Ulivo, con un occhio alle prossime regionali, che vedono ancora il centro-sinistra favorito». Nei “futures” le intenzioni nascoste Si chiamano “opinion futures”. L’espressione è mutuata dal linguaggio finanziario. Indica i pronostici su eventi futuri. In questo caso, l’evento futuro sono le elezioni 2006. In pratica si chiede agli elettori quante probabilità assegnano a Prodi e Berlusconi. È un approccio predittivo basato su previsioni e non su intenzioni. Si tratta di una tecnica di sondaggio lanciata in Usa, dall’Università dell’Iowa, circa dieci anni fa. È stata usata anche in Irlanda. Gli americani hanno dimostrato come le previsioni siano, spesso, anticipatrici delle intenzioni di voto. Non solo: nei futures gli elettori si sentono più liberi di esprimersi (non gli si chiede infatti per chi voteranno) e riportano le percezioni raccolte nel loro “habitat” sociale. E questo è il “quid” in più dei futures. |
Nota metodologica Soggetto realizzatore e committente: istituto di ricerche SWG Periodo di rilevazione: febbraio-novembre 2004 Oggetto della rilevazione: SWG Opinion Futures (Future Premier 2006) Tipo di rilevazione: 12.500 interviste (10.000 telefoniche e 2.500 online) con 74.282 sostituzioni per rifiuto. Universo di riferiment maggiorenni residenti in Italia (su un totale 47.753.212) Il documento completo è disponibile sul sito www.sondaggipoliticoelettorali.it |