dicembre 13, 2004  POLI, E' CACCIA AI GIOVANI IL 50% NON SA CHI VOTARE
Entrambi i poli hanno preso iniziative volte a mobilitare i giovani in vista della prossima, lunga, campagna elettorale. Una delle conseguenze è stata la polemica sulle diverse modalità di reclutamento delle nuove generazioni. Al di là dei giudizi su di esse, non c’è dubbio che un maggior coinvolgimento dei giovani nella vita politica del Paese appare sempre più necessario. Da molto tempo, infatti, le generazioni che si affacciano all’età di voto sono caratterizzate dal rifiuto della politica o, meglio, da un sostanziale disinteresse. Anche nella popolazione nel suo complesso, solo una quota limitata, pari a meno del 25%, afferma di occuparsi di politica. Ma tra i giovani sotto i 30 anni la percentuale è sensibilmente inferiore e raggiunge a malapena il 16%. Il distacco dalla politica è confermato dalle reazioni che suscita tra i più giovani. Rispetto all’elettorato nel suo insieme, infatti, sono assai meno frequenti le opinioni «attive», positive o negative (come rabbia, disgusto o interesse, impegno) e si rilevano in misura molto maggiore le manifestazioni di lontananza come «indifferenza», «noia», «diffidenza» o, addirittura, «non so». Passando dai sentimenti ai comportamenti, emerge il medesimo quadro: tra chi non ha ancora compiuto i 30 anni è significativamente meno elevato il numero di quanti «discutono di politica con gli amici» o «leggono di politica sui giornali». Si ha una conferma di questo atteggiamento anche esaminando le intenzioni di voto. Queste vedono una più accentuata simpatia dei più giovani verso An, anche se, come per le altre classi di età, rimane prevalente l’orientamento, per ora solo virtuale, per il centrosinistra, malgrado il recente recupero del centrodestra. Ma il dato prevalente tra gli under 30 è la assai minore espressione di intenzioni di voto di qualunque natura. L’attitudine predominante è l’indecisione tanto che più del 50% dichiara di non sapere cosa scegliere in caso di nuove elezioni, a fronte del 30-40% riscontrabile nel resto della popolazione. Ciò che, anche nelle ultime consultazioni, si è poi tradotto in una quota assai maggiore di astensioni «vere»: i giovanissimi costituiscono la coorte che si è recata alla urne in misura minore di tutte le altre. Tutto ciò suggerisce come sia opportuno e, forse, urgente attrarre le nuove generazioni alle scelte politiche.
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