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novembre 17, 2004

Parola ai sondaggi/ Soltanto un dato è certo: salgono gli indecisi. Soprattutto tra gli elettori del premier. Regionali, la CdL ha in cassaforte solo la Lombardia...


Affari Italiani 16 novembre 2004


Il gioco "ma quanto avrà perso il Governo con le tasse" è un gioco inutile. Più interessante è il gioco "come convincere gli indecisi a votare per la Casa delle Libertà il prossimo 10 aprile". Proviamo dunque a giocare.

I sondaggi che si alternano sui tavoli della Gad hanno un che di trionfale. Buon ultimo si aggiunge quello pubblicato oggi da Repubblica. Autore un noto sondaggista napoletano (Ipr Marketing), ex collaboratore di Piepoli e da questa mattina amatissimo da Romano Prodi. Secondo i ricercatori campani, infatti, la distanza tra Gad e CdL è di 6,5 punti percentuali. Si potrebbe addirittura evitare la campagna elettorale. Non si intravedono i motivi di tale ottimismo.

Il "Barometro politico" (www.brunik.altervista.org), equilibrato ma non tenerissimo nei confronti del premier, pubblica una sorta di media ponderata tra i risultati di Ispo, SWG e Piepoli. Ebbene, il vantaggio della sinistra sulla destra al proporzionale è di meno di due punti (1,8). Gli istituti che invece lavorano per Palazzo Chigi indicano, in maniera riservata, un sostanziale pareggio tra le due coalizioni, affidando a Silvio Berlusconi la responsabilità di effettuare nuovamente il sorpasso. Tradotto: deve pensarci lui a battere Prodi.

Su una cosa tutti concordano - tranne i napoletani di Ipr che evidentemente non hanno mai dubbi - e cioè che gli indecisi salgono. Tra il 27 il 30% (lo affermano sia Ispo sia Euromedia), indubitabilmente il primo partito. Saranno loro le vere vittime (fisiche o solo psicologiche) del mancato taglio delle tasse? Nessuno lo sa, neppure i maghi del marketing politico, perché appunto in quanto indecisi non si esprimono. Non lasciano aperte speranze alle coalizioni che vogliono conquistarli. Saranno più di destra o di sinistra, costoro? I politologi si dividono in due schieramenti: quelli che dicono che occorre pescare sempre e solo al centro e quelli che invece invitano a insistere sulle estreme. Una sola cosa è fuor di discussione e cioè che tra gli indecisi sono parcheggiati molti di coloro che nel maggio 2001 hanno votato Forza Italia, che all'epoca, è bene ricordarlo, superò il 29% dei consensi. Oggi i sondaggisti danno il partito del premier tra il 19,5 e il 24%.

A questo punto la questione se e come la coalizione di Governo recupererà i "non ancora inesorabilmente persi" è di secondaria importanza. Prima del duello Berlusconi-Prodi, occorre pensare alle Regionali (dato prevista 10 aprile). La conquista degli indecisi parte da qui. Parte dalla necessità, per Forza Italia e i suoi alleati, di confermare Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio e Puglia (magari lasciando sul campo la Calabria; incertissima, per ora, la battaglia Biasutti-Burlando in Liguria). La sola vittoria certa è in Lombardia. Per il resto, i sondaggi regionali che appaiono sul Barometro Politico sono altalenanti. Anche e soprattutto perché non ci sono ancora tutti i candidati ufficiali del Centrosinistra da schierare contro i vari Formigoni, Ghigo, Galan, Fitto e Storace. E' comunque questo il primo, concreto e significativo banco di prova. Per adesso pochi cittadini hanno segnato in agenda il voto di aprile, ma entro fine novembre - inizio dicembre ci saranno nomi, cognomi e liste e decollerà ufficialmente la campagna elettorale (tranne che nel Lazio, dove Storace è già abbondantemente partito e dove ancora una volta, dopo Ischia, giocherà un ruolo strategico Alessandra Mussolini).

Andrea Marini