novembre 9, 2004  L’Ulivo cresce ancora Il Lazio resta a Storace
Nel centrodestra giù Forza Italia e Lega, cresce l’Udc, stabile An Nell’Ulivo un punto in più per Lista Unitaria e Occhetto-Di Pietro Centrosinistra in testa in Calabria, sia se candida Minniti che Loiero
 L’«effetto-Bush» ancora non si fa sentire. Anzi, in Italia il partito dell’alleato dell’appena riconfernato presidente Usa, Forza Italia, scende addirittura di un punto nell’ultimo mese, attestandosi al 20,5%. E anche per questo la coalizione di centrodestra che governa l’Italia, nel sondaggio di ottobre, cala di un mezzo punto, dal 46,5 al 46%. Anche dall’altra parte dello scacchiere movimenti non rilevanti, ma in tendenza opposta: la Lista unitaria di Romano Prodi sale dal 33 al 34%, e così in totale il centrosinistra può vantare un 48% tondo. Le due coalizione dunque sono divise da un paio di punti, a vantaggio dell’attuale opposizione. Le oscillazioni all’interno dei due poli sono assai contenute e non «sforano» oltre quello che è il normale margine di errore. LE REGIONALI. Il test, in questo sondaggio, riguardava due regioni dove si voterà nel prossimo aprile: Lazio e Calabria. Entrambe sono ora governate dal centrodestra, il test elettorale potrebbe finire 1-1: lazio al Polo, Calabria all’Ulivo. I MINISTRI. Stabile nel complesso, nel mese di ottobre, la top ten dei ministri con più alto livello di fiducia tra gli elettori italiani. Si registra però un «cambio di staffetta» fra leghisti: esce Roberto Maroni ed entra il Guardasigilli Roberto Castelli. GLI «EVENTI DEL MESE». In questo mese gli eventi negativi sono stati controbilanciati da altrettanti fatti positivi. Ottobre si è infatti aperto all’insegna di avvenimenti che hanno visto come protagoniste giovani donne italiane in Iraq e nel Mar Rosso: prima la liberazione delle due Simone da parte dei terroristi iracheni, che ha prodotto un istantaneo sentimento di gioia che attraversò tutto il Paese (e che regalò consensi non marginali alla compagine governativa e al premier in particolare), anche se immediatamente seguito da una scia di polemiche. Subito dopo un evento doloroso come la morte delle due giovani turiste italiane nell’attentato sul Mar Rosso: una morte priva di ragioni, insensata, che ha colpito quasi il 60% degli Italiani. Sono seguite due settimane con eventi di non grande rilevanza, e non a caso in questo periodo di apparente «bonaccia» ha acquistato così rilievo un episodio secondario come quello degli studenti del liceo Parini di Milano che hanno allagato la scuola per sfuggire ad un compito in classe di greco. BUSH-KERRY. Il mese si è chiuso invece con un grande evento mediatico che ha molto colpito l’attenzione dell’opinione pubblica italiana: le elezioni presidenziali in America, con la conferma del presidente in carica George W Bush, sul quale - in verità - pochi italiani puntavano solo un mese fa. Bush, non solo nel suo Paese dunque, è stato protagonista di un autentico ribaltone nei consensi.
La Stampa 07 Novembre 2004 |