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novembre 1, 2004


Governo, crescono i delusi di FI Nell'Ulivo Margherita scontenta

Entrambe le coalizioni che si fronteggiano nell'arena politica vivono un periodo problematico. La compagine di governo vede accrescersi la disunità interna, anche a seguito degli insuccessi elettorali, ciò che comporta, in una sorta di circolo vizioso, ulteriori difficoltà nel realizzare il programma, con conseguente ulteriore decremento nei consensi. L'opposizione, ora coalizzata nella Gad, può approfittare della crisi di consensi della Cdl, ma trova difficoltà ad esprimere unitariamente proposte proprie. Uno dei risultati di questa situazione è l'ulteriore accrescersi della disaffezione dei cittadini per la politica: oggi solo un italiano su quattro dichiara di interessarsene «almeno un po'».
Ma, anche tra chi segue le vicende del governo e dell'opposizione, si diffondono sempre più gli accenti critici. Le valutazioni dell'operato dell'esecutivo, vedono sempre un prevalere dei giudizi sfavorevoli con un incremento del 2% rispetto al mese scorso. Queste opinioni negative aggiuntive provengono da cittadini che si dichiaravano in precedenza indecisi e oggi esprimono pienamente la loro criticità. Molti appartengono all'elettorato della stessa coalizione di governo. In particolare, il mese scorso esprimeva un giudizio negativo nei confronti dell'esecutivo il 12% degli elettori di FI: oggi è il 17%. Significativo è anche il mutamento di opinione tra chi è indeciso su cosa votare, con un incremento dal 54% al 59% di valutazioni sfavorevoli.
Le cose non vanno però meglio per l'opposizione. Anche in questo caso, le opinioni negative (60%) prevalgono su quelle positive (19%). Con analogie con alcune tendenze relative ai giudizi sull'operato del governo. Infatti, sono perlopiù le risposte«"non so» di un mese fa a trasferirsi verso i giudizi negativi con un'accentuazione di criticità da parte di alcune componenti dell'opposizione stessa, in particolare tra gli elettori della Margherita.
Questa crescita delle valutazioni critiche da parte degli elettori di tutti i partiti comporta l'ampliamento di un segmento formato da quelli che potremmo genericamente definire «elettori scontenti». Potrebbe trattarsi di una nuova area di mercato elettorale potenziale conquistabile da leader o forze politiche in grado di trasmettere fiducia (se non entusiasmo) tra i cittadini.

 

Corriere della Sera - NAZIONALE
sezione: Politica data: 2004-11-01 - pag: 8
autore: di RENATO MANNHEIMER categoria: REDAZIONALE