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ottobre 18, 2004


Ulivo, i voti da conquistare sono al centro

 

L'«alleanza democratica» recupera l'astensionismo di sinistra. Potenziali elettori ds: il 21% è moderato

Tra gli indecisi chi è orientato a scegliere il centrosinistra ha posizioni più sfumate sul rientro dei soldati dall'Iraq Solo il 10% dei votanti intenzionato a puntare sull'attuale opposizione si dichiara di sinistra

 

I partiti del centrosinistra stanno organizzandosi per presentarsi più uniti possibile alle prossime elezioni politiche (previste tra poco meno di due anni) e, forse, a quelle Regionali (che si svolgeranno tra pochi mesi). Dopo un periodo di accese polemiche interne, sembra riemersa, sotto la spinta del leader designato Prodi, una volontà unitaria che ha portato le forze di opposizione a raggrupparsi nella cosiddetta Gad (Grande alleanza democratica).
Sin qui, questa non ha definito molti contenuti programmatici precisi. Essi dovranno essere discussi e messi a punto prossimamente, in quanto rappresentano, assieme alla immagine di unità, ma, forse, ancor più di quest'ultima, l'elemento capace di spostare simpatie elettorali verso il nuovo schieramento. Buona parte degli osservatori ha comunque rilevato come, proprio in occasione della formazione della Gad, Prodi abbia impresso una sorta di sterzata a sinistra alla proposta politica dell'opposizione.
Diversi si sono domandati se questa linea conviene elettoralmente. Naturalmente, nessuno può saperlo. Le consultazioni si svolgeranno tra molto tempo e il loro esito dipende da fattori e avvenimenti oggi imprevedibili. Ma è comunque possibile stimare il rendimento di questa scelta dell'opposizione sulla base delle intenzioni di voto espresse in questo momento, pur tenendo presente che non è detto che esse trovino conferma nel comportamento di domani.
La maggioranza relativa degli elettori dichiara già oggi l'intenzione di scegliere uno dei partiti della Gad. Possiamo, in prima approssimazione, considerare «certo» il loro voto, benché vi sia, come sempre, la minaccia dell'astensione. Ci sono poi i cittadini che optano per un partito del centrodestra: per l'opposizione è difficile conquistare il loro consenso, anche perché l'esperienza passata ha mostrato che i passaggi di voto da uno schieramento all'altro sono poco frequenti.
C'è, infine, una quota ampia di persone che si dichiara indecisa se e/o cosa votare. Circa la metà di costoro, tuttavia, afferma di «prendere in considerazione» un partito, pur non avendo ancora maturato una decisione definitiva in questo senso. E anche la maggioranza relativa di questi ultimi è orientata verso una forza del centrosinistra. E' questo, dunque, il «mercato» potenziale che la Gad potrebbe conquistare. Si tratta di elettori che, se persuasi, sceglieranno la nuova aggregazione o, in caso contrario, probabilmente si asterranno.
Trattandosi di indecisi, perlopiù scarsamente interessati alla politica, si sa poco dei loro orientamenti. Ma osservando le autocollocazioni sul continuum sinistradestra, si trova che i votanti potenziali della Gad sono assai più «centristi» dell'elettorato già acquisito dal centrosinistra. Ad esempio, tra i «certi», il 36% si autocolloca nella sinistra tout court, mentre tra i potenziali solo il 10% assume questa posizione. Viceversa, tra questi ultimi, il 28% si «sente» di centro, contro il 15% rilevabile tra i «certi». Il fenomeno è presente, con varia intensità, tra i votanti di tutti i partiti dell'opposizione, ma si manifesta in particolare nei Ds. Tra i «certi» del partito di Fassino solo il 6% si sente di centro, mentre tra i potenziali si giunge al 21%.
Peraltro, la differenza di orientamento è rilevabile anche dalle posizioni su un tema cruciale (e, per certi versi, simbolico) come l'eventuale ritiro delle truppe italiane dall'Iraq. I potenziali, pur essendo, al pari del complesso dei votanti per il centrosinistra, in larga maggioranza per il ritorno a casa dei soldati, esprimono questa posizione con minore intensità.
Insomma, sul piano strettamente elettorale, al mero fine della acquisizione di nuove fasce di votanti, alla Gad converrebbe di gran lunga guardare verso il centro. L'elettorato che si colloca a sinistra pare infatti in larga misura già «certo», con minor pericolo di astensione o «tradimento» rispetto alla fascia di centro. Ciò viene suggerito anche dagli esiti di tutte le analisi scientifiche, che hanno mostrato come il tanto evocato «astensionismo di sinistra» abbia assunto sin qui dimensioni trascurabili.
E' ragionevole supporre, dunque, che la «svolta» di Prodi sia destinata oggi più a creare e conservare l'unità tra le variegate forze che si collocano nell'opposizione che a conquistare nuovi consensi. Ma nei prossimi mesi al Professore toccherà gestire il difficile e talvolta contradditorio equilibrio tra il mantenimento della coesione interna nella Gad (che comporta inevitabilmente «cedimenti» a sinistra) e la proposta di contenuti attraenti per nuove fasce di elettorato potenziale (più numerose nell'area di centro).