ottobre 14, 2004  Tutte le notizie passano in secondo piano davanti alla morte delle due sorelle
13 Ottobre 2004 di Nicola Piepoli

ANCHE la settimana appena passata ha lasciato nell'animo degli italiani ricordi poco piacevoli. Più della metà dell'opinione pubblica identifica infatti nella morte delle due giovani turiste di Dronero l'evento-clou di questi giorni. Per altri dieci milioni di italiani il fatto principale è stata invece la decapitazione dell'ostaggio italo-iracheno e dell’ingegnere britannico. Lo spazio per gli eventi positivi risulta quindi piuttosto ristretto. Sale il «polo di attrazione» rappresentato dalla campagna elettorale negli Stati Uniti. Su questa mi soffermerò però la prossima settimana, una volta concluso anche l’ultimo duello televisivo tra i candidati, anche perché con il passare del tempo la polarizzazione tra i fautori di Bush e quelli di Kerry sta animando frazioni notevoli della popolazione italiana. Oggi mi soffermo invece sul ministro italiano Rocco Buttiglione, che l’11 ottobre è finito sotto le luci della ribalta europea. I fatti sono questi: la Commissione Libertà e Giustizia dell'Ue ha detto «no» per un solo voto alla sua candidatura a Commissario Europeo per la Giustizia. Probabilmente questa decisione è la conseguenza di una serie di affermazioni del ministro italiano sull'omosessualità, la famiglia e l'immigrazione. Su questo fatto - avvenuto nel pomeriggio di lunedì - il sondaggio settimanale da noi effettuato la sera dello stesso giorno ha messo in rilievo due cose. La prima è una tendenzialmente scarsa rilevanza dell'evento per l’opinione pubblica italiana, in quanto le persone informate erano, nel corso della serata, meno della metà: 22 milioni che si dichiarano informati sono un segnale di relativo disinteresse nei confronti dell'episodio. La seconda informazione è che il «no» a Rocco Buttiglione non riguarderebbe solo lui personalmente ma coinvolgerebbe l'intero governo italiano. Questo coinvolgimento è ipotizzato sia da chi vota centro sinistra, sia da chi vota centro destra. Gli italiani infatti si sentono piuttosto integrati nelle istituzioni europee, come dimostra un nostro sondaggio effettuato in questi giorni: la fiducia degli italiani in tali istituzioni è piuttosto alta, risultando nettamente superiore alla fiducia nella magistratura, nei sindacati e nel parlamento italiano. Alcuni decenni di europeismo da parte dei governi che si sono succeduti in Italia influenzano questo senso di integrazione nell'Europa e determinano il sentimento che il governo, in qualche maniera, debba reagire con vigore a un episodio che potrebbe essere lesivo della nostra integrazione nell'Unione Europea. |