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ottobre 13, 2004


Lotta al terrorismo, bocciati gli alleati di Bush

SONDAGGIO sulla guerra al terrore

Con la guerra più alti i rischi di attentati, sott accusa Blair e Berlusconi. Promossi Chirac, Zapatero e Schróder

Lo studio dell'istituto internazionale Ipsos per l'Associated Press in 9 Paesi: Usa, Canada, Messico, Australia, Francia Gran Bretagna, Italia, Spagna e Germania

Nove italiani su dieci temono che vi sarà un attacco terrorista nel loro Paese e solo uno su tre approva l'operato del governo

Bruno Marolo

WASHINGTON Gli alleati di George Bush hanno perso la fiducia dei loro popoli nella lotta al terrorismo. In Italia, nove persone su dieci temono che vi sarà un attacco nel loro paese e soltanto una su tre approva il modo in cui Silvio Berlusconi gestisce la guerra al terrore. I174 per cento ritiene che il rischio sia aumentato con l'invasione dell' Iraq.

A queste conclusioni è giunto un sondaggio svolto dall'istituto internazionale Ipsos per conto dell'Associated Press in nove paesi: Australia, Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania, Spagna, Canada, Messico e Stati Uniti. La maggioranza degli italiani e dei britannici è convinta che Silvio Berlusconi e Toni Blair abbiano sbagliato e messo le loro nazioni in pericolo quando hanno seguito George Bush nella guerra in Iraq. Il primo ministro australiano John Howard è anch'egli alle prese con una opinione pubblica profondamente insoddisfatta dell'alleanza con Bush, ma ha vinto egualmente le elezioni grazie a una forte ripresa dell'economia sotto la sua gestione. Dal sondaggio escono promossi soltanto i capi di governo che hanno rifiutato di mandare truppe in Iraq o le hanno ritirate: il francese Jacques Chirac, il tedesco Gerhard Schroeder, il messicano Vicente Fox, lo spagnolo Jose Zapatero.

«In Italia - commenta l'Associated Press - Berlusconi ha assistito a un forte aumento della paura dei terroristi. In febbraio, sette italiani su dieci erano preoccupati per la minaccia del terrorismo, mentre adesso nove su dieci hanno paura. Poco più di un terzo degli italiani approva il modo in cui il governo affronta il terrorismo».

Il sondaggio ha un margine di errore del tre per cento. Tra il 23 settembre e il 2 ottobre l'istituto Ipsos ha interpellato un campione di mille adulti in ognuno degli otto paesi stranieri presi in esame. Alla domanda «Approvate o disapprovate il modo in cui Silvio Berlusconi gestisce la lotta al terrorismo?» il 37 per cento ha risposto sì, il 50 per cento no e il 13 per cento si è dichiarato incerto. Un'altra domanda era: «L'azione militare in Iraq ha aumentato la minaccia del terrorismo, l'ha diminuita oppure non ha avuto alcun effetto?». Il 74 per cento degli italiani ha risposto che la minaccia è aumentata, i14 per cento che è diminuita, il 17 per cento che la guerra non ha avuto effetto, e il 5 per cento non è sicuro.

Spiega Nando Pagnoncelli, direttore dell'istituto Ipsos in Italia: «La preoccupazione è aumentata anche per effetto degli eventi in cui sono stati coinvolti gli italiani: l'uccisione del giornalista Enzo Baldoni in Iraq e il rapimento delle due Simone. Questi fatti hanno dato agli italiani l'impressione di essere in una battaglia senza alcuna regola, dove perfino i pacifisti sono diventati obiettivo di attacchi violenti». Alla domanda «quanto siete preoccupati per la minaccia del terrorismo nel vostro paese?» il 42 per cento degli italiani ha risposto di essere «molto preoccupato», il 44 per cento «piuttosto preoccupato», l' l 1 per cento «non troppo preoccupato» e il 3 per cento «per nulla preoccupato». Questi dati corrispondono pressappoco a quelli della Gran Bretagna, dove il primo ministro Tony Blair probabilmente affronterà il giudizio degli elettori nella prossima primavera. Alla domanda «approvate o disapprovate il modo in cui Tony Blair gestisce la guerra al terrorismo?» il 32 per cento per cento ha risposto che approva, il 62 per cento che disapprova e il 6 per cento non è sicuro. Negli Stati Uniti, George Bush si vanta di «fare le cose giuste, anche se sono impopolari in Europa». Questo atteggiamento ha una certa presa sull'elettorato americano ma gli alleati europei pagano un alto prezzo nel giudizio dei loro popoli. Gli statisti che tengono testa a Bush invece godono di una forte popolarità. In Spagna, alla domanda su Jose Zapatero e la guerra al terrorismo, il 60 per cento ha espresso approvazione per il primo ministro, il 21 per cento disapprovazione e il 19 per cento non è sicuro. In Germania, il 68 per cento approva Gerhard Schroeder, il 21 per cento disapprova e P l 1 per cento non è sicuro. In Francia, il 75 per cento approva Jacques Chirac, il 18 per cento disapprova e i17 per cento non è sicuro.

l'Unità 12/10/2004