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ottobre 12, 2004


Rush finale per John Kerry



Un elettore segue in tv il confronto tra il presidente americano George W. Bush e il senatore democratico John Kerry

Gli ultimi sondaggi della Gallup parlano di sostanziale parità tra il candidato democratico e Bush. Ma il presidente in carica è considerato meno credibile sulle questioni economiche. E anche sull'Iraq...


 
Alla vigilia del terzo e ultimo dibattito televisivo fra George Bush e lo sfidante John Kerry, che si terrà all'Arizona State university, a Tempe, la sera di mercoledì 13 ottobre, il sondaggio più affidabile dell'America, quello della Gallup, rivela che le cose si stanno mettendo male per il presidente in carica. Non tanto per i numeri che registrano a livello nazionale la sfida diretta con il senatore democratico (qui Kerry è in vantaggio 49 a 48, il che statisticamente equivale a un pari netto), quanto per il trend che si annuncia.

Secondo il campione di americani intervistato, il candidato del partito democratico ha vinto i primi due dibattiti e ha dimostrato, quanto meno, di avere una statura presidenziale, pari, se non superiore a quella di Bush. Quello che è preoccupante per il presidente, alla ricerca del secondo mandato, è il tasso di approvazione, sceso al 47 per cento, il punto più basso da luglio. «Qualsiasi cifra sotto il 50 per cento è un forte campanello d'allarme per il presidente in carica» sostiene Frank Newport, nella sua newsletter settimanale che ho appena ricevuto.

PREOCCUPAZIONI: IRAQ E ECONOMIA
Ancora più pesanti, per Bush, sono gli altri indicatori emersi dal sondaggio settimanale della Gallup. La maggioranza degli americani è convinta che l'economia stia andando male e anzi andrà sempre peggio nei prossimi mesi. Solo un mese fa, la maggioranza aveva detto invece che le prospettive erano ottimistiche. Anche il mood verso l'Iraq tende al brutto, così come succedeva nel mese di maggio, il punto più basso precedente, quello cioè immediatamente successivo alle foto delle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib. La stessa fiducia sul fatto che l'America stia vincendo la guerra contro il terrorismo è in calo, anche se la maggioranza esprime soddisfazione su come vadano le cose.

KERRY MEGLIO IN POLITICA INTERNA
Sempre la Gallup conferma che Kerry è preferito come presidente in grado di affrontare le questioni di politica interna, con un vantaggio di ben 29 punti sull'ambiente, 19 sul sistema sanitario e 13 punti sul deficit del bilancio federale. L'unica eccezione: le tasse.
Quanto a Bush, continua a mantenere una superiorità di 17 punti sulla gestione del terrorismo e di 7 punti sull'Iraq.

SEMPRE MENO INDECISI
Il dibattito del 13 sera sarà tutto dedicato all'economia, un tema dove Kerry è considerato più credibile del suo sfidante. I pronostici della vigilia sono per questo motivo quasi tutti favorevoli al candidato democratico anche se Bush appare -almeno televisivamente - in netto miglioramento rispetto alla disastrosa performance del primo dibattito televisivo.In quell'occasione il presidente ha perso ben sei punti percentuali nei favori popolari consentendo al senatore democratico di recuperare e prendere ora la testa della corsa verso la Casa Bianca. Quanto ai voti del collegio elettorale, anche qui Kerry sembra vincente, seppure di stretta misura. Newport scrive nella sua newsletter settimanale, riservata agli abbonati del suo servizio, che, a questo punto della campagna elettorale, gli indecisi, quelli che letteralmente non esprimono alcuna preferenza quando viene chiesto loro se hanno intenzione di scegliere un candidato o l'altro, sono quasi del tutto scomparsi, mentre rimane una bella fetta (10 per cento) di elettori uncommitted, vale a dire coloro che sono più propensi a votare un candidato, ma potrebbero anche cambiare idea, prima del 2 novembre, e votare l'avversario.

 

di  Pino Buongiorno


Panorama, 12/10/2004