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settembre 26, 2004


Centrosinistra, è Prodi il preferito

Ma per la leadership del Polo testa a testa Berlusconi-Fini
Il sondaggio Demos-Eurisko Gli elettori chiedono più unità negli schieramenti. Il governo risale di qualche punto nei consensi

FABIO BORDIGNON 

 

dal Repubblica - 26 settembre 2004

 

Unità dentro gli schieramenti, dialogo tra gli schieramenti: a chiederlo sono gli elettori, sia di centrodestra che di centrosinistra. Atteggiamenti distinti emergono, invece, attorno al nodo della leadership: netto, a centrosinistra, il vantaggio di Prodi sui possibili contendenti; (inatteso) testa a testa, nella Casa delle libertà, tra Fini e Berlusconi. Intanto l´esecutivo, destinato a governare, nel giudizio dell´opinione pubblica, fino alla scadenza naturale del mandato, risale di qualche punto nella scala del consenso. A segnalarlo i risultati dell´ultimo sondaggio Demos-Eurisko per La Repubblica, che ha interpellato un campione di 1000 elettori.

 

Tre punti di crescita per il governo, qualcuno in più per il premier e i principali ministri. Una boccata d´aria per la squadra guidata da Berlusconi, che non basta, tuttavia, a mutare un clima caratterizzato da persistente insoddisfazione.

I giudizi positivi verso l´esecutivo si fermano al 39 per cento (+3), quelli verso il presidente del Consiglio al 37 per cento (+6). Frattini (49%) e Pisanu (52%), tra i ministri, sono gli unici ad avvicinare la soglia simbolica del 50%. Altri si fermano molto più in basso. E Siniscalco, nuovo ministro di Economia e Finanze (42%), supera di poco il suo predecessore, anche se la crescita appare ascrivibile più ad una tendenza generale che al fattore personale.

Anche in relazione ai provvedimenti adottati (o solamente ventilati) il grado di accordo rilevato dal sondaggio appare contenuto. Il numero di persone favorevoli supera la quota di un terzo solamente per le azioni adottate in materia di previdenza (34%), istruzione (35%), immigrazione (35%) e controllo dei prezzi (40%). Livelli molto bassi caratterizzano, peraltro, due misure al centro della discussione proprio in questi giorni: le leggi sulla devolution (27%) e sulla fecondazione assistita (22%).

Superata (nell´ultima settimana) la boa dei 1200 giorni (circa due terzi di legislatura), il secondo governo Berlusconi prosegue il suo percorso in una atmosfera non molto favorevole. Tuttavia, in pochi, arrivati a questo punto, immaginano una conclusione prematura dell´attuale esperienza di governo (per quasi sette persone su dieci, si protrarrà fino al 2006). E tale convinzione, sommata agli umori appena descritti, produce effetti evidenti nell´approccio dei cittadini all´attuale congiuntura politica.

Da un lato, gli elettori (indipendentemente dal colore politico) auspicano una maggiore intesa tra i due principali schieramenti, una collaborazione che abbracci un numero ampio di materie (52%) e consenta il raggiungimento di obiettivi condivisi

.

Allo stesso tempo, gli elettori iniziano a guardare all´interno delle rispettive coalizioni, a suggerire le strategie (e le persone) vincenti in vista delle prossime scadenze elettorali (cui, peraltro, sia da destra che da sinistra si guarda con una buona dose di ottimismo).

 

Da entrambi gli schieramenti emerge, in primo luogo, una forte domanda di unità e di semplificazione del quadro politico. Soprattutto al centrosinistra ben 6 elettori su 10 propongono di presentarsi con una sola lista e un solo candidato, sulla scia dell´esperienza già realizzata alle Europee.

Ma dello stesso avviso è anche la maggioranza (assoluta) degli elettori della Cdl (53%), tra i quali la spinta all´aggregazione proviene soprattutto dalla componente forzista (e incontra le resistenze maggiori tra i leghisti)

.

 

Sorprendono, infine, le preferenze sulla guida delle due coalizioni. Il centrosinistra, che dopo vivaci discussioni ha fissato per l´autunno 2005 le proprie consultazioni primarie, sembra già disporre di una leadership ben definita. Tra gli (attuali) elettori dello schieramento, infatti, il 37% vede in Romano Prodi il proprio candidato premier. Un valore non elevatissimo, si potrebbe obiettare, ma comunque significativo, considerato il distacco rispetto agli inseguitori, tra i quali si registra una elevata frammentazione e l´assenza di una chiara alternativa al Professore.
Significativo, soprattutto, alla luce di quanto si osserva sull´altro versante dello spazio politico. Nel dibattito sugli equilibri interni alla Casa delle Libertà, la leadership di Berlusconi non appare mai in discussione, la "successione" un tema da affrontare (semmai) in un futuro non vicino. Nelle opinioni dell´elettorato, tuttavia, il quadro si presenta, già oggi, altamente competitivo, e contrappone, in modo netto, l´attuale premier al proprio vice. Berlusconi, con il 38% delle preferenze, è ancora in prima posizione. Fini, tuttavia, lo incalza da vicino, con un solo punto di svantaggio.
Entrambi i leader godono di un ampio margine tra gli elettori del proprio partito, ma in "campo neutro" ? tra i simpatizzanti della Lega, dell´Udc e tra chi non si identifica in nessun partito - Fini supera ampiamente Berlusconi. Qui le primarie potrebbero offrire qualche emozione in più?