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settembre 13, 2004


Il Professore piace più a sinistra, con Rutelli donne e giovanissimi

Gli ultimi giorni hanno visto l'acuirsi del confronto, spesso aspro, tra Prodi e Rutelli all'interno della Margherita e, di riflesso, in tutto il cento sinistra. Tutte le ricerche confermano come il Professore goda di maggiori consensi tra i votanti dell'opposizione e si confermi, da questo ed altri punti di vista, il leader di quest'ultima. Ma la sua popolarità è paradossalmente più elevata tra le forze politiche diverse dalla sua, in particolare tra i Ds. Viceversa, l'ex sindaco di Roma ottiene una più ragguardevole quantità di giudizi positivi proprio tra i votanti per la Margherita. Era forse inevitabile che questa situazione portasse ad una frizione - più o meno palese - tra i due. Non si tratta però di una semplice disputa sulla popolarità. Vi sono difformi visioni programmatiche e, specialmente, sono significativamente diverse le tipologie di elettorato che sostengono i due leader. Prodi raccoglie infatti - sia nell'ambito della Margherita che nel centrosinistra nel suo complesso - maggiori consensi da settori che potrebbero essere definiti più impegnati e partecipi. Con titolo di studio più elevato, di età (e, di conseguenza, posizione sociale) centrale, con una maggiore presenza di maschi, con un più acceso interesse la politica.
Rutelli gode di un consenso proveniente da elettori meno coinvolti politicamente, appartenenti alle classi di età più elevate, o (seppure con una differenziazione minore rispetto alla base di Prodi) giovanissimi. Con una prevalenza di pubblico femminile. E una fruizione assai maggiore delle trasmissioni televisive che, viceversa, sono seguite drasticamente meno da chi preferisce Prodi. Ma l'elemento forse più importante è costituito dalla diversa collocazione politica. Il Professore raccoglie più consensi tra chi si «sente» più decisamente di sinistra. L'ex sindaco appare relativamente più popolare al centro e, specialmente, tra chi non esprime una posizione definita ed è spesso indeciso se e cosa votare..
Sono «pubblici» differenti ma in larga misura complementari tra loro. Poiché, per affermarsi davvero alle prossime elezioni, l'opposizione ha necessità di coprire un campo ampio di cittadini, tentando di conquistare entrambe queste tipologie. Anche con argomenti e, perché no, personaggi di riferimento diversi.
E' dunque interesse del centrosinistra approfittare di questi diversi ambiti di popolarità, allargando la propria area di consenso. Ma, anziché ad una strategia integrata di comunicazione, si assiste sin qui ad uno scontro, che può finire perfino con l'allontanare quei segmenti che chiedono all'opposizione in primo luogo uno sforzo - e una conseguente immagine - di unità. Quello che è stato l'approccio di marketing politico che ha molto contribuito alla vittoria del centrodestra nel 2001, stenta oggi ad essere compreso e adottato dalle forze di opposizione.