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settembre 11, 2004


Gli italiani ora hanno paura dell'Islam

il Giornale 11-09-2004

Il 48 per cento è convinto che sia in atto un conflitto tra Occidente e mondo musulmano

ALESSANDRO M. CAPRETTINI

da Roma

Chi ha paura dell'arabo cattivo? In Italia sono in tanti. Dichiaratamente la metà dei nostri concittadini. Indirettamente molti di più. O, meglio, i due terzi degli interpellati dall'Ipsos, agenzia demoscopica, su incarico dell'Apcom giusto a tre anni dal l'allucinante attentato alle Torri gemelle di New York e a pochi giorni dai nuovi fatti di sangue e di terrore di cui si sono resi protagonisti terroristi islamici.

Più di 3000 i contatti effettuati, un migliaio le risposte ottenute. Ma quello che salta all'occhio fin dall'inizio è che nella penisola sono quasi esattamente due terzi ad aver risposto «sì» all'interrogativo sull'ipotesi che la religione islamica sia più fanatica rispetto alle altre. Per il 66% dei nostri connazionali in effetti chi è musulmano rischia tendenzialmente di essere più pericoloso. E solo il 18% degli interrogati ha detto di no, di non ritenere che le cose stiano così. In buona sostanza, se l' italiano su 2 confessa di avere timore dell'Islam, 2 su 3 ritengono che la religione musulmana offra troppe sponde all'integralismo che, come si è visto anche recentemente in Irak, in Ossezia, a Giacarta (le interviste sono dell'8 settembre) si trasforma apertamente in un crimine. E anche nei meandri di questa prima risposta ci sono cose che fanno pensare: se si poteva dare per scontato che la stragrande maggioranza degli elettori del centro-destra ritenesse quella islamica una fede in cui il fanatismo prende maggiormente piede, fa meraviglia che lo pensi anche un buon 68% di intervistati dichiaratisi elettori del centro-sinistra. E non è tutto. Se infatti una buona percentuale di chi teme i musulmani abita del Nord-Est, ed è una maggioranza di donne e anziani, la percentuale dei giovani e degli studenti non è' molto diversa dal dato nazionale. Il 61% dei giovani (18-30 anni) la pensa analogamente: l'Islam è una religione fanatica, più delle altre. Mentre tra gli studenti di secondarie e superiori la percentuale sale addirittura di un punto, attestandosi al 62 per cento.

Naturalmente in molti sanno perfettamente che all'interno del mondo islamico convivono integralisti e moderati. Quasi la metà degli intervistati (49%) riconosce che esiste una differenza, che non tutti i musulmani sono necessariamente dei fanatici. Una percentuale che - come accade spesso in questo tipo d'indagine demoscopica - sale tra le persone con gradi: d'istruzione più elevato. Gli im. prenditori (81%) sembrane quelli che maggiormente cono. scono e riconoscono una divari. cazíone tra musulmani modera. ti ed estremisti. Tra chi vota cen tro-sinistra è il 57% a sostenere come occorra separare chi è integralista e chi non lo è. Percentuale che cala tra chi vota centro-destra, ma non poi di mol to, visto che quasi la metà d loro (47%) prende per buon-, questa diversità. C'è però da se gnalare che una quota abba stanza elevata di interrogat (31%) non ha voluto o saputi rispondere al quesito. Segnali questo che deve fare interpreta re con una certa prudenza il riconoscimento dei più che 1'Islam può anche essere moderato.

Del resto, alla domanda-chiave dell'Ipsos («Lei personalmente ha paura dell'islam?») le risposte positive sono state tante: ben il 48% degli interpellati ha confessato di avere paura, mentre solo il 46% ha sostenuto di non avere timori. Fra chi ha ammesso di temere l'islamismo, la maggioranza è composta di donne, ma c'è anche una larga maggioranza di cittadini' italiana tra i 31' ed i 45 anni (il 57%), di chi appartiene a ceti operai e di chi vive nel NordEst. Tra chi invece ha risposto di non avere paura ci sono laureati e diplomati (56%), professionisti e dirigenti (66%) e residenti nel Nord-Ovest (55%).

Interessante infine anche il risultato del quesito finale sul perché dello scontro in atto in tanti Paesi tra i fedeli dell'Islam e il resto dell'umanità (nella domanda si faceva riferimento ai rapimenti e agli attentati in Irak, al massacro dei bambini nella scuola di Beslan, ad attentati sugli aerei e a quello della stazione madrilena dì Atocha). Quasi un italiano su due (il 48%) accredita la tesi del conflitto tra civiltà. Solo il 25% invece (ma in questa fetta chi vota centro-sinistra arriva al 30%) ritiene che si tratti di un «conflitto tra Paesi poveri e Paesi ricchi», mentre il 5% ritiene che non si possa collocare lo scontro in questo schema e il restante 22% preferisce non esprimere una opinione.