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luglio 31, 2004


Nostalgia Dc per quattro italiani su 10

LA POLITICA DELLA MALINCONIA

Nostalgia Dc per quattro italiani su 10

Il leader è Casini: batte Follini e Prodi

Il Giornale, 30.7.04

 

Nostalgia della vecchia Democrazia cristiana?  È  il fantasma che ha animato il dibattito politico delle ultime settimane. Ne parlano i giornali, la si invoca come panacea per i mali della vita politica, è il sottile filo rosso che anima voci e smentite su alleanze e assi privilegiati tra leader di schieramenti opposti. La Dc, morta dieci anni fa insieme alla Prima Repubblica, sembra, in realtà, viva e vegeta, non più come forza politica, ma come prospettiva, tentazione o nostalgico rifugio dai guai dell'attuale bipolarismo. E anche gli italiani sembrano rivolerla.

Per più di quattro su dieci una nuova, grande Dc sarebbe auspicabile: addirittura molto opportuna per il 13%, abbastanza opportuna per il 28%. Ma non manca una robusta opposizione: il 47% non ne vuole sentire più parlare (per il 21% è poco opportuno ricostruirla, mentre un consistente 26% considera «per nulla» conveniente una sua rinascita) oltre al 12% di indecisi. Sono alcuni dei risultati del sondaggio commissionato da Apcom a Ipsos e realizzato con 959 interviste telefoniche dalle quali emerge l'orientamento degli italiani sulla possibilità di un ritorno sulla scena della «balena bianca».

Fra quanti si dichiarano maggiormente attratti dalla prospettiva di una nuova Dc ci sono soprattutto i cattolici praticanti e i residenti nel meridione e nelle isole, soprattutto se elettori del centrodestra. I meno sensibili alla nostalgia sono invece laureati, imprenditori e professionisti, dirigenti e residenti nel Nord Ovest.

La  voglia di centro è maggiore tra gli elettori del centrodestra che nel 48% dei casi sarebbero a favore della discesa in campo di un partito di centro stile Dc, mentre tra chi vota per il centrosinistra (inteso Ulivo e Rifondazione comunista) la percentuale resta molto inferiore, arrivando appena al 40%. Il 52% degli elettori dell'attuale opposizione della vecchia Dc non rimpiange niente, E in generale sono gli uomini e le persone tra i 46 e 160 anni ad essere più critici.

Un leader per una nuova, ipotetica, Dc? Secondo il sondaggio l'uomo che potrebbe diventare l'erede di De Gasperi ha un nome preciso: Pier Ferdinando Casini. L'attuale presidente della Camera viene scelto dal 26% degli intervistati (40% fra i laureati, 37% tra gli studenti) battendo di ben quattro punti Romano Prodi, scelto dal 22%, e ottenendo consensi più che doppi rispetto a Marco Follini e al premier, entrambi fermi all'11%. Solo il 2%, al segretario della Cisl Savino Pezzotta. II 28 per cento appartiene all'area del dubbio: o esclude i candidati citati nel sondaggio o non sa rispondere.

Casini leader di una «Balena bianca» nuova versione piace al 28% degli elettori di centrodestra e, dato non trascurabile, al 30% di quelli di centrosinistra. Prodi guadagna il primo posto tra gli elettori del centrosinistra raggiungendo quota 37%, ma nel campo di chi vota per la Cdl il preferito resta Casini e Berlusconi è scelto «solo» dal 23% (Follini resta al 15%). Nel gioco di un possibile ritorno della Dc non può mancare una stima sul suo appeal elettorale. Insomma, chi la voterebbe? Il 17% degli intervistati dichiara che, se si presentasse alle elezioni, sarebbe disposto a prendere in considerazione questo partito. 1l 27% sostiene che «forse» potrebbe inserire la Dc tra le proprie opzioni di voto. Il 32% esclude di votarla senza esitazioni. Elevato l'appeal elettorale su donne e, in particolare, casalinghe. Un voto alla nuova Dc sarebbe altamente improbabile fra quanti non hanno alcuna pratica religiosa, fra i laureati e i ceti professionali elevati (imprenditori, professionisti, dirigenti), fra i residenti nel Nord Ovest e, soprattutto se uomini, nelle regioni rosse del Centro Nord. Ma tra i partiti di oggi quale rappresenta meglio la Democrazia cristiana del passato? Secondo il sondaggio gli eredi della tradizione democristiana sono diversi, ma due in particolare hanno le carte in regola: l'Udc di Marco Follini, scelta dal 23% degli intervistati e, staccata di pochissimo, la Margherita, considerata il naturale proseguimento dell'esperienza centrista dal 22%. Forza Italia ottiene una percentuale del 16% e l'Udeur di Clemente Mastella si ferma al 5%. Da notare che oltre un intervistato su tre (34%) non indica alcun partito. In particolare tra gli elettori della Casa delle Libertà l'Udc risulta l'erede preferito per il 30%, ma è Forza Italia ad aver raccolto, con il record del 32%, la tradizione moderata. In linea ai frequenti appelli del premier Silvio Berlusconi al suo partito come erede della tradizione di De Gasperi.

Tra gli elettori del centrosinistra non c'è corsa ed è la Margherita a prevalere per il 39% degli intervistati, riducendo al 25% la scelta per l'Udc di Follini. Mastella? Tra chi vota Ulivo e Rifondazione conquista come rappresentante della vecchia Dc una percentuale del 7%.