luglio 19, 2004  Crollo della leadership di Berlusconi
Un intervistato su due: nella maggioranza rimarrà il clima di incertezza « Il nuovo ministro del Tesoro è come Tremonti » . Cala l’effetto premier di RENATO MANNHEIMER « Il governo? Cambierà poco » Gli italiani temono l’instabilità Domenico Siniscalco « fotocopia » di Giulio Tremonti? E' - seppure in termini molto meno drastici - la percezione della maggioranza degli italiani. Il 55% afferma che « Siniscalco porterà avanti la politica di Tremonti, senza apportare grandi novità » . Si tratta di una opinione condivisa dagli elettori di tutti i partiti, a destra come a sinistra, benché, ovviamente, risulti presente in misura assai più accentuata tra i votanti per le forze di opposizione. Per la verità, la notizia della designazione del nuovo responsabile per l'economia non è nota a tutti. Anzi: secondo il nostro sondaggio, condotto tra sabato e domenica, solo poco meno di metà della popolazione era in grado di indicare il nome del neo- ministro. Occorre tenere presente però che la notizia è stata diffusa durante il weekend, quando molti sono meno attenti alle vicende politiche ed economiche, e, specialmente, che la disinformazione si concentra, come di consueto, nelle « solite » categorie: i giovani sotto i 25 anni e coloro che si interessano poco di politica. In entrambe ( spesso coincidono, tanto che nelle nuove generazioni si riscontrano i maggiori tassi di astensionismo) la maggioranza ritiene che il ministro in carica sia ancora Tremonti. Ma, al riguardo, è significativo il fatto che proprio tra chi si interessa maggiormente di politica e si dimostra di conseguenza subito al corrente della novità nella composizione del governo ( gli altri sono stati informati nel corso dell'intervista) la convinzione di una sostanziale continuità tra le politiche di Tremonti e Siniscalco è espressa con enfasi ancora maggiore. E' probabilmente per questo motivo che la maggioranza relativa della popolazione ( ancora, sia tra gli elettori di centrodestra, sia tra quelli di centrosinistra, ma con una accentuazione tra questi ultimi) intravede pochi mutamenti nelle prospettive economiche del nostro Paese. Va però notata, anche in questa occasione, la prevalenza quantitativa degli « ottimisti » ( che prevedono un miglioramento dell'economia) sui « pessimisti » ( che preconizzano un peggioramento). E' un altro segnale della recente crescita in positivo del sentiment della fiducia, già rilevata da altre ricerche. Si tratta, come sempre, di un atteggiamento più diffuso tra gli elettori del centrodestra, ma presente in misura ancora più marcata tra chi esprime maggiore stima per lo stesso Siniscalco. Tuttavia, il relativo ottimismo riguarda solo la sfera economica. Sul piano politico, invece, il clima di opinione rimane negativo, specie in relazione alle sorti del governo attualmente in carica. Riguardo al quale, la maggioranza relativa della popolazione ( tra cui oltre un terzo degli elettori del centrodestra) prevede la prosecuzione - se non l'inasprimento - dell'instabilità e delle difficoltà emerse nelle ultime settimane. I risultati del sondaggio sottolineano indirettamente anche il vero motivo di questa situazione: la erosione della leadership di Silvio Berlusconi. Sino a qualche mese fa, il suo carisma e la sua conseguente popolarità « tenevano assieme » una coalizione in cui le varie componenti avevano, com'è naturale, visioni politiche e programmatiche anche molto diverse. La capacità del Cavaliere di raccogliere consensi popolari era - specie in assenza di un effettivo partito organizzato e radicato sul territorio - il vero ' asset' che gli permetteva di tentare di imprimere un orientamento unitario all'esecutivo. Il risultato delle recenti elezioni europee e provinciali ha viceversa messo in luce la progressiva accentuazione - peraltro già rilevata da tutte le ricerche condotte nei mesi precedenti - della crisi di consensi verso Forza Italia e, specialmente, il senso di delusione espresso da molti elettori del centrodestra nei confronti del Cavaliere. E' un trend confermato anche da questo sondaggio, tanto che il ' voto' dato oggi a Berlusconi dalla popolazione è tra i più bassi registrabili tra tutti i leader di partito, di governo e non. Insomma, è proprio la graduale riduzione del seguito popolare del Cavaliere a rendergli più difficile la gestione del governo e, specialmente, la messa in opera delle riforme promesse a suo tempo. Ma solo la realizzazione di queste ultime potrebbe a sua volta fargli riguadagnare consensi. E' una sorta di circolo vizioso dal quale è assai complesso uscire. E la nomina di un nuovo ministro, pur assai valido e tra i più preparati, non sembra aiutare ad attenuare la crisi dei rapporti tra il presidente del Consiglio e l'opinione pubblica. 
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