home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS

luglio 19, 2004

Corriere della Sera: leadership Prodi in difficoltà - Crolla ancora FI

Popolarità di Prodi passata dal 57 al 50%, superato da Veltroni e Rutelli.

FI al 19,9%, DS al 19,5%, Margherita al 13,2%, AN al 13,5%, lega al 5,5%, UDC al 5,1%.

Corriere, 19.07.04

Sondaggio allarma l’Ulivo Prodi leader in difficoltà

Tra maggio e giugno il Professore scavalcato da Veltroni e Rutelli


ROMA - I primi sintomi si erano manifestati già l’anno scorso e le recenti convulsioni hanno confermato la diagnosi: il Polo di oggi somiglia sempre più all’Ulivo di ieri. I rapporti si sono logorati al punto da apparire irrimediabilmente compromessi, segnali preoccupanti non solo di una possibile crisi di governo, ma anche di una prossima sconfitta elettorale. Eppure ci sarà un motivo se - in procinto di partire per Strasburgo - Pierluigi Bersani ha salutato senza sorrisi i suoi colleghi di Montecitorio: «Loro sono a pezzi, noi però siamo nei guai». Il fatto è che l’opposizione di oggi non somiglia affatto all’opposizione di ieri, quella che all’ombra di un Ulivo in rotta seppe costruire un’alleanza capace di vincere nel 2001. Allora il leader venne incoronato «monarca» dagli elettori alle Europee e seppe costruire un progetto che coinvolse Umberto Bossi e convinse l’opinione pubblica. Lo stato maggiore del centrosinistra è consapevole di non trovarsi nelle stesse condizioni del Polo di tre anni fa e il «pareggio elettorale» alle Europee non ha aiutato a far partire il piano di rivincita. Perfino il vertice pre-estivo del Triciclo pare ancora in dubbio, a dimostrazione delle distanze che separano i maggiori partiti del Listone. E dietro lo scontro tra Ds e Margherita prende sempre più corpo la crisi del primato di Romano Prodi, plasticamente rappresentata da un sondaggio riservato giunto sulle scrivanie dei capi dell’Ulivo la scorsa settimana.
Si tratta di uno studio svolto da un istituto di ricerca, che ogni mese monitora il rapporto di fiducia tra i leader del centrosinistra e l’elettorato. I dati sono clamorosi, perchè l’indice del Professore è in caduta libera. Già ad aprile il presidente dell’Ue era stato scavalcato da Walter Veltroni, anche se solo di un punto. Ma il crollo si è verificato tra maggio e giugno, cioè nei mesi di maggiore esposizione, quando è sceso in campo per sostenere il Triciclo in vista delle elezioni: in sessanta giorni Prodi è passato dal 57% al 50% ed è ora a sei punti di distanza dal sindaco di Roma, il più accreditato tra i suoi possibili successori nella corsa per Palazzo Chigi.
Ma c’è di più. A giugno anche Rutelli ha sopravanzato il Professore, toccando quota 52%, che rappresenta il picco per il presidente della Margherita. Dietro Prodi sono rimasti solo Piero Fassino e Massimo D’Alema, appaiati a quota 46%, alle prese con una sfida tutta interna ai Ds che finora aveva visto sempre il presidente della Quercia sopravanzare il segretario. Non è più così. E i dati tendenziali sembrano far prevedere il sorpasso di Fassino su D’Alema. «Il vero problema è che i dati tendenziali fanno intuire una progressiva crisi della leadership di Romano» sospira un autorevole dirigente dell’Ulivo, che con un gesto della mano disegna una curva discendente per Prodi.
Le sue difficoltà sono speculari a quelle del premier. Nei giorni scorsi la Doxa ha reso pubblico un sondaggio che evidenzia come Berlusconi sia ormai stato distanziato da Gianfranco Fini e superato da Pier Ferdinando Casini. Ma ci sono altri numeri che - come racconta un ministro forzista - «l’hanno addolorato molto»: «Alle Europee quasi la metà degli elettori di Forza Italia non ha votato per Silvio». Si tratterebbe di un dato più allarmante dei quattro milioni di consensi persi, perchè il crollo delle preferenze dimostrerebbe il crescente distacco tra gli elettori azzurri e il loro leader. E nei sondaggi, di cui l’Ulivo è in possesso, Forza Italia continua a calare. L’ultimo rilevamento è del 5 luglio, tre giorni dopo le dimissioni di Giulio Tremonti dal governo. Il partito di Berlusconi è sotto la soglia psicologica del 20% (19,9), tallonato ora dai Ds, al 19,5%.
Ma i dirigenti del centrosinistra non si sono rallegrati leggendo quelle cifre. Perchè è vero che anche la Margherità è in ascesa (13,2%), però lo è altrettanto che il centrodestra continua a tener testa all’opposizione. I punti persi da Forza Italia vengono intercettati da An (al 13,5%) e dalla Lega (al 5,5%), mentre l’Udc scende al 5,1%. Insomma, malgrado la crisi politica del Polo, l’Ulivo non riesce a drenare quei consensi, mentre il suo candidato premier crolla negli indici di fiducia. «Finora la crisi di leadership di Prodi era solo un’opinione di Palazzo» sussurra un dirigente del Triciclo: «Ora c’è un segnale che viene dal Paese. E, se si accostano i dati di Berlusconi, è evidente la richiesta di un ricambio negli schieramenti».
Nel centrosinistra ai problemi di leadership si aggiungono i problemi programmatici con Rifondazione, che non sono stati ancora affrontati. Il sogno di Prodi di poter fare a meno di Fausto Bertinotti pare infrangersi sugli scogli dei sondaggi. Il Prc è salito al 6,7%, dunque l’Ulivo dovrà allearsi se vuol battere il Polo. Ma sulla politica economica e su quella estera le distanze sono aumentate invece di ridursi. Bertinotti continua a invocare una «costituente programmatica» conscio che «l’intesa è l’elettorato che la chiede». Ma sulle richieste è altrettanto fermo: «Il centrosinistra sappia che non potrà più battere le vecchie strade e che bisognerà esplorarne di nuove, anche se al momento sconosciute». Il Polo di oggi somiglia sempre più all’Ulivo di ieri, ma, senza una leadership condivisa e senza un progetto alternativo, l’Ulivo di oggi fatica a diventare il Polo di ieri.

Francesco Verderami