"Tra gli elettori di Forza Italia c'è un po' di delusione. A torto o a ragione, provano questo sentimento per la non riuscita del progetto di egemonia, di differenziazione col passato... e via dicendo. Invece, gli elettori della CdL esterni agli azzurri pensano ai loro partiti. Hanno ragione quelli che parlano di un ritorno alla Prima Repubblica...". Il sondaggista Renato Mannheimer, intervistato da Affari, spiega le tendenze elettorali che stanno condizionando gli equilibri interni al Centrodestra.
Secondo lei, quindi, questa aggressività dell'Udc viene percepita positivamente dagli elettori del partito di Follini?
"Certamente. E così anche da altri elettori di centro".
Lei parlava di delusione degli elettori di Forza Italia. Ma questo Berlusconi accerchiato dagli alleati non potrebbe risultare più simpatico?
"No. Gli elettori di Forza Italia amano il vincente. E hanno votato un partito in cambio di certe promesse. A torto o a ragione, sempre di più pensano che queste non siano realizzate. E sono delusi per questo. Poi, la figura personale di Berlusconi, paradossalmente, non ha mai contato troppo. Così come il conflitto di interessi".
In che senso?
"Il premier è molto bravo a comunciare le promesse. Ha contato la sua capacità di comunicatore. Ma ciò che valgono sono i contenuti. Non è vero che fosse la persona".
An è partita da posizioni più aggressive e poi è sembrata ammorbidirsi molto...
"Avranno avuto quello che chiedevano... ma delle logiche romane non mi interesso".
E dal punto di vista elettorale?
"Gli elettori seguono poco queste cose. Vanno al bar e dicono 'c'è un gran casino'. Però non stanno bene a vedere...".
E la Lega. Bossi è ancora malato, tante notizie arrivano in queste ore sullo stato di salute del Senatur...
"Questo è un disastro, perché è un colpo gravissimo alla leadership del Carroccio. Lui è ritenuto la fonte originale della verità. Infatti, in fondo, la Lega è lui. Il partito come si comporterà adesso con il dibattito sul federalismo che è la riforma più importante? E poi c'è l'assenza di Tremonti. La Lega è in un momento difficile".
E la fedeltà della Lega all'alleato Berlusconi come viene percepita dall'elettorato 'padano'?
"Bene, perché il premier ha promesso e strapromesso quello che loro chiedono, il passaggio della riforma federalista. Se non gliela desse... si arrabbiebbero".
A livello di coalizioni questa CdL spaccata non rischia di perdere a vantaggio dell'Ulivo?
"A vantaggio del Centrosinistra forse no. Perché gli elettori delusi della CdL non vanno al Centrosinistra, ma si astengono. Fino ad oggi è andata così. Domani non so... gli elettori della Casa delle Libertà non vedono nell'Ulivo una proposta interessante".