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giugno 20, 2004

Elezioni europee 2004 - I FLUSSI ELETTORALI

Forza Italia quasi dimezzata nelle Isole
Listone, l’erosione maggiore al Centro



I FLUSSI ELETTORALI

di RENATO MANNHEIMER


I due principali risultati che emergono dalle consultazioni europee di sabato e domenica sono da un verso la frammentazione del consenso elettorale tra i vari partiti; dall’altro, la conseguente erosione delle due forze maggiori. La diminuzione più rilevante ha colpito Forza Italia, mentre il calo è più modesto — se confrontato ai risultati precedenti delle sue componenti — della Lista Uniti per l’Ulivo. Ma l’esito di entrambi, sia Forza Italia sia Ulivo, appare molto articolato territorialmente, con grandi e significative differenziazioni tra l’una e l’altra circoscrizione e, al loro interno, tra l’una e l’altra regione. Le defezioni maggiori per Forza Italia si rilevano al Sud. Ad esempio, in Campania, il partito di Berlusconi passa dal 33,8% del 2001 al 19,5% del 2004. Ancora, in Puglia la perdita è di dimensioni analoghe. Ma, nelle isole, in Sicilia e in Sardegna, l’erosione risulta ancora maggiore.
IL CASO SICILIA — E’ il caso più emblematico. Si tratta, come si ricorderà, della regione in cui il partito di Berlusconi ottenne alle ultime elezioni politiche del 2001, la percentuale massima di voti, superiore a tutte le altre regioni, perfino alla Lombardia. Si parlò allora di una sorta di « rivoluzione » : intere città e paesi siciliani mutarono improvvisamente e decisamente orientamento per votare il partito del Cavaliere. Oggi il calo di Forza Italia in Sicilia è, rispetto al 2001, di oltre 15 punti. Ed è di più di 7 punti rispetto alle europee del ’ 99. In realtà, l’esistenza di una notevole fluidità elettorale tra i cittadini meridionali costituisce un fenomeno noto da tempo. Anche nelle passate elezioni, gli spostamenti dall’una all’altra forza politica sono stati massicci e il tasso di mobilità è stato assai più elevato che altrove. Nella gran parte dei casi, si è trattato di flussi di voti rivolti contro i partiti più « rappresentativi » del governo in carica. Sembrerebbe che la protesta verso chi è al potere faccia in qualche modo parte del Dna di molti elettori del Sud e delle isole.
VOTI AI CONCORRENTI — Naturalmente,
anche nelle altre zone la diminuzione di voti di Forza Italia è stata notevole, benché, rispetto al ’ 99, relativamente più contenuta. Com’è noto, i voti persi da Forza Italia si sono diretti in buona parte verso le astensioni. Ma molti hanno preso la direzione di svariate altre forze politiche concorrenti. Nelle isole, a esempio, tra quanti avevano scelto Forza Italia nel 2001 e si sono comunque recati alle urne anche in occasione delle Europee di quest’anno, solo poco più di metà ha confermato la sua fiducia al partito del Cavaliere. La percentuale risulta un po’ maggiore altrove, ma solo nel Nord essa riesce a superare il 70%. Tra le diverse forze politiche, è Alleanza nazionale ad aver approfittato in misura maggiore di questa erosione di voti, specie, ancora una volta, nelle isole.
Ma, date le perdite assai più rilevanti di Forza Italia, qui anche l’Unione dei Democratici Cristiani e perfino l’Ulivo ( in misura ancora maggiore di Alleanza nazionale) sono riusciti a sottrarre consensi al Cavaliere.
Nelle regioni del Nord, specie nell’area del Nord- Est, oltre alla solita Alleanza nazionale, molti voti già di Forza Italia sono migrati in direzione della Lega di Umberto Bossi.
LE TANTE FACCE DELLA SINISTRA — Anche il risultato dell’altro protagonista di queste consultazioni europee, la Lista Uniti per l’Ulivo, è differenziato territorialmente in modo significativo. Rispetto alle politiche precedenti, la percentuale di voti per la coalizione del centrosinistra è nel Sud grossomodo la stessa, malgrado si registri, qui più che altrove, un forte calo rispetto al 1999. Ciò dipende dal fatto che, per i motivi già accennati, i partiti del centrosinistra subirono già in occasione delle ultime elezioni politiche una forte contrazione di consensi rispetto alle precedenti europee del 1999. E questo calo si verificò, data la mobilità particolarmente accentuata di queste aree territoriali, in maggior misura proprio nel Meridione e nelle isole. Naturalmente, in valore assoluto, i partiti coalizzati nella Lista per l’Ulivo perdono consensi anche nelle isole e nel Sud, a causa della generale minore partecipazione al voto. Ma, paradossalmente, l’erosione maggiore per il centrosinistra, sia in termini percentuali che in valore assoluto, si manifesta nella zona dove nelle Politiche del 2001 aveva preso più voti: l’area del Centro. Qui il calo supera il 3%, vale a dire più di mezzo milione di voti. Rispetto alle Europee del 1999, però, l’erosione risulta inferiore: ciò suggerisce che essa possa essere imputata in buona misura alla diminuzione generalizzata della partecipazione elettorale. I principali destinatari dei consensi fuoriusciti dalle liste che oggi compongono l’Ulivo sono stati, oltre all’astensione fisiologica, le forze politiche collocate alla sua sinistra e, nel sud, l’Udeur.
IL FATTORE MERIDIONE — Nel complesso, l’analisi territoriale mostra che, anche in occasione delle Europee di sabato e domenica, come peraltro è accaduto sempre più spesso in passato, buona parte del risultato delle elezioni e, specialmente, dei mutamenti rispetto ai comportamenti passati dipendono dalle scelte degli elettori del Sud e delle isole. Le decisioni dei cittadini meridionali risultano sempre più rilevanti per gli equilibri politici dell’intera nazione.