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giugno 20, 2004

Un sms salvò ' Forza Italia - l'affluenza le ha dato il 2%

UN'ANALISI DEL VOTO RICHIESTA DA BERLUSCONI 

Due milioni di votanti in più alle urne evitarono il collasso sotto il venti

Il Riformista, 19 giugno 2004

«Inutile nasconderlo: la discesa è stata precipitosa. A parità di voti rispetto al 1999, le nostre mappe ci indicano Forza Italia a meno del 20%. Il partito è pervenuto al 21 % solo e soltanto perché i voti validi complessivi sono stati superiori al '99 di circa due milioni». Il virgolettato è parte di uno studio riservato del 15 giugno scorso che il Riformista ha letto e che è stato commissionato dal presidente del Consiglio all'Istituto Piepoli. Un testo che non va sottovalutato perché richiesto direttamente da Silvio Berlusconi con l'intento di comprendere la parabola elettorale e di porvi riparo.

Nello studio viene dunque sottolineato un particolare: il Cavaliere ha evitato una sconfitta ancora più clamorosa soltanto perché è salita l'affluenza alle urne. Ma perché la gente è andata a votare in massa? La risposta arriva da altri studi forniti a Palazzo Chigi, anch'essi riservati, condotti da Nando Pagnoncelli, Renato Mannheimer e lo stesso Piepoli. In pratica, i sondaggisti sostengono che Forza Italia è stata salvata dal pressante invito governativo a recarsi alle urne, grazie soprattutto agli sms inviati nei giorni immediatamente precedenti il voto. Sessantaquattro milioni di messaggini in quattordici ore (divisi in due giorni, e non di notte - come sostenuto da Alfonso Pecoraro Scanio - perché illegale) che avrebbero convinto almeno un 4% di elettori, di cui almeno la metà avrebbe votato Forza Italia. Non solo: anche i Ds se ne sarebbero giovati, sia nelle amministrative sia nella parte di voti finita al listone prodiano. Infinitesimali invece i vantaggi per Margherita e Alleanza nazionale, mentre l'alta affluenza sarebbe addirittura risultata controproducente per i partiti minori sotto il 10% (per la cronaca va aggiunto che secondo il decretoPisanu gli sms appartengono alla categoria degli annunci di comunicazione sociale. È quindi dubbio che le compagnie telefoniche possano chiedere di venire pagate come ipotizzato dall'opposizione).

Tornando a Piepoli, lo studio continua così: «Perché questa precipitosa discesa? Soprattutto perché Forza Italia non è radicata sul territorio. Occorre al vertice del partito un cervello organizzativo e animativo. Come è stato Marcello Dell'Utri in Publitalia. Basta fare un annunzio sul Corriere della sera o interpellare un head hunter» (Bruno Ermolli, come ripetiamo da tempo?) e lo si trova. Risultato: «In due anni il partito si territori~ Bocciato Sandro Bondi (almeno così sembrerebbe), l'esperto di flussi non esita a criticare anche il Cavaliere: «Nel sondaggio effettuato ieri c'era una precisa domanda: se lei fosse al posto di Berlusconi, come reagirebbe al risultato delle elezioni? Tolti i senza opinione, più del 60% dei rispondenti si è concentrato su questo item: cercherei di lavorare più per il paese. Tutto qui? Sì, tutto qui. La gente pensa infatti che Berlusconi finora abbia lavorato per sé. A questo punto si pone la sfida di lavorare di più per il paese».

In sintesi, lo studio non dà dunque per finito il premier e spiega il voto europeo come un avvertimento degli italiani, soprattutto dei sostenitori di Forza Italia. Alla domanda «cosa occorrerebbe fare per fare crescere il partito?», il 20% chiede più meritocrazia e un altro 20 la creazione di gruppi di lavoro. Ora tocca al Cavaliere riorganizzare governo e partito per riconquistare la fiducia degli italiani, poiché «i due milioni di voti di preferenze presi dal presidente del Consiglio indicano che il partito si identifica con Silvio Berlusconi».