giugno 12, 2004 Effetto Iraq anche in Olanda Crolla il governo moderatoLibero, 12 giugno 2004 MILANO - [a.c.] Iniziano ad arrivare i dati sulle elezioni europee. E non mancano le sorprese. In Olanda è testa a testa fra opposizione socialdemocratica e conservatori al governo. Stando agli exit poll -diffusi nonostante il monito dell'Ue a non rendere noto i risultati per non influenzare il voto europeo- il partito socialdemocratico (PvdA) ha ottenuto il 23,7% dei voti, incalzando i cristiano democratici (Cda) del premier olandese Jan Peter Balkenende, che si attesta sul 24,4%, ma perde consensi rispetto alla precedente tornata elettorale del 1999. All'Europarlamento centrodestra e sinistra si aggiudicano lo stesso numero di seggi, sette. Sul voto olandese, come su quello inglese che ha decretato la sconfitta di Blair, ha certamente pesato la decisione del premier conservatore Balkenende di inviare truppe in Iraq (e di mantenerle anche dopo il 30 giugno). Decisione non gradita all'elettorato dei Paesi Bassi. Ieri è toccato anche all'Irlanda. I seggi sono stati chiusi in serata, ma lo spoglio delle schede comincerà solo domenica. Gli elettori irlandesi hanno deposto nell'urna non solo la scheda per l'elezione di 13 eurodeputati, ma anche quella per il referendum che propone di restringere la legge sulla concessione della nazionalità, fino ad ora molto liberale. La chiamata alle urne ha lasciato, nella parte Nord del Paese da sempre teatro di tensioni fra maggioranza protestante e minoranza cattolica, uno strascico di violenze. Scontri fra manifestanti cattolici e poliziotti sono esplosi durante la notte a Londonderry, subito dopo la chiusura dei seggi elettorali. Ma ciò che peserà di più su questa tornata elettorale europea sarà il voto dei Paesi dell'Est. Il via l'ha dato ieri la Repubblica ceca, dove le urne resteranno aperte anche oggi. Seguiranno gli altri Stati dell'Europa centro-orientale, quelli che fino alla caduta del Muro erano sotto il controllo sovietico - dai Baltici alla Slovenia ed all'Ungheria, attraverso Polonia e Slovacchia. Gli analisti prevedono un'infornata di deputati (ex) comunisti e populisti di destra, capace di mutare radicalmente lo scenario politico del Vecchio continente. La novità maggiore nel futuro Parlamento europeo saranno proprio gli ex comunisti, cioé i rappresentanti dei Pc di ortodossia sovietica, che quasi ovunque sono all'opposizione ma dispongono sempre di un elettorato fedele e disciplinato. Dall'altra parte, le capitali dell'Europa a est di Praga scaricheranno sul nuovo Parlamento europeo una folta pattuglia di esponenti conservatori, un blocco di "populisti di destra" guidato dal polacco Andrzej Lepper (i sondaggi lo danno al 25%). Insomma, nella nuova Europa allargata all'Est ne vedremo delle belle. |