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giugno 11, 2004

Elezioni/ Il sondaggista Giorgio Calò ad Affari: Forza Italia sotto il 25%. Triciclo in difficoltà. I numeri

Affari Italiani 11 giugno 2004

Silvio Berlusconi in crescita di popolarità, con Forza Italia che recupera in chiave elettorale, dopo gli ultimi avvenimenti - dagli incontri con Bush alla liberazione degli ostaggi in Iraq -, ed è pronta a confermarsi atttorno al 25% alle Europee? Affari lo ha chiesto al sondaggista Giorgio Calò (foto), candidato nelle liste dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

Uno degli esponenti di spicco di Forza Italia, Paolo Romani, in un'intervista ad Affari, ha spiegato che l'obiettivo è di confermare il risultato delle precedenti Europee. Anche alla luce degli ultimi successi mediatici di Berlusconi, è possibile che gli azzurri ci riescano?
"Direi che da tutte le analisi che si fanno, Forza Italia, anche se è stata favorita da certe dichiarazioni di Bush e da altri eventi di queste ore, certamente non arriverà al 25%. Rischiavano di scendere addirittura sotto il 20%, o di attestarsi su quei livelli. Ora, con quest'operazione potrebbero collocarsi sul 22. Massimo 23%".

Quindi Berlusconi non dovrebbe recuperare tutto il suo elettorato?
"Dovrebbe recuperarne solo una parte...".

Perché?
"Il gap precedente era enorme. La delusione è trasversale, ma colpisce pesantemente l'elettorato di Forza Italia, perché Berlusconi si era allargato un po'troppo in promesse. Per tutta una serie di circostanze non è riuscito a mantenere - se non in minima parte - ciò che aveva promesso. E, quindi, si è innescato un forte processo di delusione. Grazie alla comunicazione è riuscito a tenere, ma il clima che si respirava un mese e mezzo fa era disastroso".

Quali temi lo penalizzano?
"Sono certamente quelli economici. La situazione dei ceti medi. Per pudore certe frange non dicono che hanno problemi di far quadrare il bilancio, ma in realtà ce l'hanno. E, quindi, c'è una fascia importante di delusione".

An e Lega sembrano essere state escluse da questa liberazione degli ostaggi in Iraq. Si è detto che dal punto di vista mediatico era una battaglia di Berlusconi: Bossi e Fini non avranno grandi benefici...
"Secondo me influirà relativamente poco. Ma la liberazione degli ostaggi è un fatto tecnico-militare, non politico. Non è Berlusconi che ha detto: partite...".

An comunque è accreditata da molti osservatori di poter salire sopra la soglia del 12%...
"Se raggiungono il 12-12,5% devono ritenersi soddisfatti. Ci sono quattro partiti che si fanno concorrenza: la Mussolini, l'ex Msi e il gruppetto di Rauti che ha perso il congresso e si è scisso. Oltre alla stessa An".

Si dice che la Mussolini stia andando bene e che potrebbe pesare anche un 2%. E' possibile?
"Sì".

La Lega nelle settimane scorse veniva data ben sopra i suoi ultimi risultati, oltre il 5%. Qualche osservatore, però, ultimamente ha descritto il Carroccio in leggera ritirata...
"Penso che otterranno un risultato molto vicino al 4%. E se arrivano al 4,5% possono considerarsi contenti...".

E i centristi come stanno?
"L'Udc sta meglio di Mastella e può anche superare il 4%, magari arrivare al 4,5%. Per Mastella la situazione è più difficile, non lo vedo così bene. Anche se grazie al Sud può avere buoni risultati: 1,5%. Se ottiene il 2% va già bene...".

Bersani ad Affari ha fatto sapere che l'obiettivo della sinistra moderata è quello di raggiungere il 33%, riuscendo a surclassare Forza Italia...
"Forza Italia corre da sola, nel Triciclo ci sono diversi partiti. Che ce la facciano a raggiungere queste percentuali è... un gioco aperto. Dipenderà molto da queste ultime ore. Penso che difficilmente arriveranno al 33%. Poi magari sarò smentito... ma la lista 'Uniti per l'Ulivo' dovrebbe attestarsi intorno al 32%".

Folena, in un'intervista ad Affari, ha spiegato che certe dichiarazioni di Rutelli sull'Iraq rischiano di far perdere voti al Triciclo. Contemporaneamente, secondo molti osservatori, la sinistra riformista è sembrata un po' in difficoltà sui temi come l'Iraq...
"Può aver spostato qualche voto. Infatti, tutta l'area che è a sinistra del Triciclo sembra andare bene. Però, d'altra parte, la strategia di Rutelli potrebbe anche aver fatto recuperare qualche voto moderato, degli indecisi. Non è da escludere questa possibilità: un po' di emorragia a sinistra e un recupero sul Centrodestra".

Quanto pesa in questo momento Bertinotti?
"Attorno al 6%, anche se potrebbe prendere qualcosa in più".

All'interno del Triciclo sono convinti che serva un'ancora forte a sinistra per contrastare Forza Italia...
"La penso in maniera diametralmente opposta. Il Centrosinistra è fatto di tante specificità. Per battere Berlusconi occorre una federazione, con un leader comune e un programma coeso e condiviso. Non è creando un nocciolo duro che si può vincere. Anzi, si creano le premesse di un'ulteriore sconfitta...".

Secondo lei, come stanno Di Pietro e Occhetto?
"Per scaramanzia preferirei non parlare... è una lista nuova che sta crescendo, si sta facendo conoscere. A che livello ci collocheremo... è difficile dirlo. Speriamo di avere un risultato superiore a quello delle politiche, quando ci fermammo pochissimi voti sotto il 4%. Perché se così non fosse vorrebbe dire aver fatto un accordo elettorale che non ha portato benefici. Penso che, però, i risultati ci saranno".