giugno 10, 2004 Berlusconi recupera voti prosciugando l'astensioneil Riformista. 10 giugno 2004 I guru dicono che gli ostaggi servono, ma non danneggiano Prodi Può volgere a favore dei premier la partita interna al centrodestraSe il giorno delle elezioni c'è il sole ed è una bella giornata, questo può produrre una spostamento di voti in extremis. Lo diceva, in un film di qualche anno fa, l'esperto in sondaggi Nicola Piepoli. A quarantott'ore dall'inizio del vota per europee e amministrative, un'altra è la domanda che sta turbando i leader politici, soprattutto nel centrosinistra. Il ritorno a casa dei tre ostaggi italiani in Iraq, liberati da un blitz americano e, come ha detto Berlusconi, grazie ad una «strategia che ha premiato le scelte del governo», comporterà uno spostamento di voti? La stessa Forza Italia, che ha messo le proprie firme e le proprie facce su questo successo, riuscirà a recuperare su un risultato che, fino a poco più di un mese fa, non lasciava che pochi dubbi sulla vittoria della lista Prodi e sulla sostanziale bocciatura del centrodestra La maggioranza dei sondaggisti, seppur con qualche distinguo e qualche sfumatura, sembra d'accordo. «La soluzione senza spargimento di sangue del "caso ostaggi" crea sicura mente un giovamento per la Cdl e, in particolare, per Forza Italia». E' l'opinione di Roberto Weber, presidente di Swg. Che aggiunge: «Non si tratta d un recupero di voti sullo schieramento del centrosinistra. Lì c'è una qualche perdita, ma non è irreversibile. Si tratterebbe (condizionale d'obbligo) di un recupero sulle astensioni, sugli elettori di centrodestra che avevano deciso di non andare a votare». Weber, che non manca di sottolineare la possibilità che «il partito di Berlusconi possa riprendere qualche preferenza tra i suoi elettori moderati che sembravano spostarsi, anche se sempre all'interno del centrodestra» (leggasi, verso An e Udc), registra un dato importante: «Che ci sia una ripresa per Berlusconi lo si vede tra gli indici di conferma degli elettori di Forza Italia: un mese fa erano attorno alla metà, oggi sono molti di più. Un dato quasi impressionante». Sembra dunque funzionare la strategia degli uomini del premier di appropriarsi del successo (con An che sta correndo mediaticamente ai ripari). Ne è convinto anche Nicola Piepoli: «Il mio teorema è: la liberazione dei tre italiani porterà più gente a votare. Di conseguenza, visto che abbiamo calcolato che poco meno della metà dei possibili astenuti sono elettori di Forza Italia, nella medesima proporzione l'inversione di tendenza porterà a Berlusconi voti marginali in più». Anche se, precisa Piepoli, «si tratta per ora di un teorema che, come tale, va dimostrato». Un teorema che, al di là delle cifre, registra una tendenza da più parti condivisa. Anche per Nando Pagnoncelli, «maggiore sarà l'affluenza, maggiori saranno le preferenze per la Cdl». «Va specificato», prosegue Pagnoncelli, «che il ritorno a casa degli ostaggi, pur essendo un fatto importante, si aggiunge ad altre novità degli ultimi giorni, risoluzione dell'Onu in primis». Anche se, ammonisce Pagnoncelli, «dobbiamo tenere bene a mente che la stragrande maggioranza degli elettori italiani, che ha un livello d'istruzione molto basso e non legge i giornali, non è in grado di tradurre in chiave politica eventi come la liberazione degli ostaggi. E la politica non è più al centro dei loro interessi». L'unico a sostenere che non ci saranno variazioni in zona Cesarini, è Klaus Davi: «A mio avviso, gli italiani sono rimasti insensibili alla liberazione degli ostaggi. L'immagine pubblica di Aglíana, Stefio e Cupertino è quella di tre ragazzi che facevano un lavoro rischioso e, per questo, guadagnavano bene. Per cui il clamore che il governo ha voluto suscitare è senz'altro leggittimo, ma non cambierà nulla». |