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giugno 10, 2004

Ostaggi, si pesa l'effetto sul voto europeo, con circospezione

di Paolo Biondi

ROMA (Reuters) - I tifosi di numeri e sondaggi sono stati serviti stamani di cifre fresche dall'Auditel: numeri che hanno parzialmente ribaltato i sondaggisti di ieri sera.

Il Porta a porta di RaiUno in prima serata sulla liberazione degli ostaggi, andato in onda ieri sera con tanto di collegamento in diretta con Silvio Berlusconi dagli States e particolari sul blitz delle forze Usa e polacche, ha avuto un'audience di meno del 13%, surclassato dalla partita della nazionale italiana under 21 di Gilardino con il 32%.

"E' il segno che la vicenda ostaggi non tira e non potrà essere sfruttata più di tanto", dice a Reuters uno dei protagonisti della campagna elettorale del centro sinistra.

Eppure, elettoralmente parlando, i sondaggi apparsi oggi su tutti i principali giornali - in barba alla legge che li vorrebbe vietati alla vigilia del voto - parlano di uno spostamento dall'1 al 3% in favore del centrodestra berlusconiano, grazie al ritorno a casa di Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana, ricevuti questa mattina da mezzo governo schierato in pompa magna sulla pista di Ciampino.

Tiene banco una domanda: "Elettoralmente parlando, quanto vale il colpo mediatico della liberazione [...]? Sarà cinico, ma se lo chiedono tutti" scrive oggi il Riformista e aggiunge: "Il sondaggista Piepoli dice l'1%.

Almeno il 3%, rispondono esagerando un po' dal quartier generale di Forza Italia, molto irritati dall'atteggiamento di Gianfranco Fini in particolare, corso a mettere il cappello mediatico a casa degli Stefio".

Insomma: il tutto potrebbe risolversi in un derby interno al centrodestra, sembra lasciare intendere il quotidiano di centrosinistra.

I maggiori quotidiani italiani hanno messo in guardia dall'utilizzare la vicenda a fini elettorali: per il Corriere della sera viviamo "ore tanto gravi da consigliare a governo e opposizione di celebrare insieme lo scampato pericolo, resistendo alla tentazione di arruolare i tre connazionali nella propaganda elettorale, come purtroppo qualcuno ha subito voluto fare". E Repubblica ha ammonito: "In un Paese civile la vita e la morte non si riducono a propaganda televisiva".

Ma le tifoserie non hanno resistito a esibire le bandiere o a soppesare gli effetti. Se ieri sera, a una manifestazione elettorale del capolista di Uniti per l'Ulivo per il Centro Lilli Gruber, si commentava che "la vicenda avrà effetti marginali solo sull'elettorato indeciso del centrodestra", Giuliano Ferrara oggi sul Foglio celebra "il D-Day del Cav.", dove Cav. sta per Silvio Berlusconi.

"Quando si è seri [...] arrivano con la Virtù questi risultati che maghi e politologi chiamano Fortuna" scrive l'elefantino dilungandosi sul "senso dello Stato del Cav." speculare "all'opposizione che ne perdeva la pur minima nozione".

Ma quanto pesa questa fortuna? Il più benevolo è Alessandro Amadori, di Coesis Research ed ex Datamedia: "Possiamo parlare di un incremento fra 250 e 500 mila voti", per il centrodestra.

L'ostaggio liberato è ormai entrato in maniera dirompente nelle ultime ore di campagna elettorale.

E se per il segretario Ds Piero Fassino ieri a Berlusconi in tv "mancava solo la mimetica del generale (Usa Ricardo) Sanchez", il ministro leghista Roberto Maroni risponde con "tanta gioia perché la posizione del governo era giusta".

La guerra - questa volta solo elettorale per fortuna - continua.