giugno 8, 2004  Ostaggi liberati/ Il sondaggista Piepoli: Berlusconi e Forza Italia conquistano 300 mila votiAffari Italiani, 8 giugno 2004
Gli ostaggi italiani in Iraq liberati, un pericoloso terrorista islamico (coinvolto nella strage di Madrid) arrestato dalle forze di polizia del nostro Paese: Berlusconi, Pisanu, Frattini e Letta si mettono in prima fila per raccogliere un successo mediatico che può premiare il Governo in chiave elettorale. Le Europee ormai sono alle porte e gli ultimi eventi possono consentire al premier di guadagnare voti preziosi in zona Cesarini. Forza Italia, che secondo alcuni sondaggi sta perdendo consensi fra gli elettori, potrebbe spicarre il volo grazie a queste ultime notizie? Affari lo ha chiesto al sondaggista Nicola Piepoli. Che osserva: "Io vedrei un differenziale di un punto. Non è prendere il volo, ma sono trecentomila voti marginali in più". A questo punto è ipotizzabile che Forza Italia riesca addirittura a raggiungere la soglia fatidica del 25%? "Può essere. Io legherei questo fatto alla presenza alle urne. Se l'affluenza sarà alta Berlusconi vincerà le elezioni. Se fosse bassa le perderà...". Quindi, a questo punto, il premier dovrà sollecitare gli elettori ad andare alla urne? "Il suo è un lavoro di convincimento a votare". Lei diceva che queste svolte possono spostare trecentomila voti marginali verso Forza Italia. Ma An, Udc e Lega? "Esterne. Questa è una cosa che riguarda solo Berlusconi e il suo partito. Non le altre forze del centrodestra. Il problema, la sfida riguarda il premier, non glialtri. In questi casi il plauso o il biasimo vanno al capo del Governo. E se il premier è il capo del partito politico da lui creato, onori e oneri andranno a quel movimento...". E sull'altro fronte? Al di là delle mille contraddizioni della sinistra riformista, gli ultimi eventi potrebbero impattare su quella radicale? "Bertinotti è stabile. Ma il problema dei bertinottiani è un altro. Quegli elettori comunque andranno a votare, e se aumentranno le persone che si presenteranno alle urne Rifondazione scenderà un po'. Sono gli altri che devono essere convinti a votare, i rifondatori sono... già andati a votare". Iraq/ Il politologo Chiarini ad Affari: "Vittoria politica di Berlusconi, la Sinistra s'indebolisce"Affari Italiani, 8 giugno 2004
La Sinistra uscirà indebolita dalla buona notizia della liberazione degli ostaggi, della risoluzione Onu in Iraq e della cattura di uno dei due terroristi coinvolti nella strage di Madrid. Berlusconi, invece, portà giovarsene sul piano politico e di immagine, ma in termini elettorali è difficile dire quanto questo conti. Il politologo Roberto Chiarini, docente di Storia dei partiti e movimenti politici all'Università Statale di Milano, commenta ad Affari l'impatto che gli eventi di oggi potrebbero avere in termini politici ed elettorali. ECCO L'INTERVISTA Secondo gli ultimi sondaggi la liberazione degli ostaggi in Iraq potrebbe spostare l'elettorato indeciso verso Forza Italia con 300.000 voti e cioè circa l'1%. Cosa ne pensa ? "E' difficile quantificare gli effetti in termini elettorali di questa notizia. Naturalmente a livello d'immagine ci saranno dei risvolti positivi e questi vanno sommati ai ritorni vantaggiosi, sempre in termini elettorali, collegati alla visita di Bush e allo sblocco della controversia in Iraq. Con la fine dello stallo in Medio Oriente il primo ministro si è liberato di un elemento di grandissima debolezza che, voti alla mano, veniva pesantemente pagato anche da Forza Italia. Se alle Europee gli azzurri perderanno, allo stato attuale delle cose, la sconfitta sarà gestibile perché l'opposizione, anche in caso di vittoria, non potrà fare la voce grossa, essendo in grande difficoltà politica". Conferma, quindi, che questa notizia, come quella della cattura di uno dei due attentatori coinvolti nella strage di Madrid o quella della risoluzione che l'Onu sta per approvare, farà bene a Berlusconi? "Certo. In termini di risorsa politica questi eventi faranno molto bene a Berlusconi. Dal punto di vista elettorale, visto che siamo a quattro giorni dalle Europee, è difficile quantificare, come ho detto, l'effetto e dobbiamo attendere, per misurarlo, i prossimi eventi. Dal punto di vista politico è, senza ombra di dubbio, un grande risultato, perché, in relazione alla questione in Iraq nessuno è più contro in Occidente. Lo stesso Zapatero, adesso, avrà parecchie difficoltà a non inviare un contingente". Andiamo a fare i conti in tasca al Centro-Sinistra. Venti giorni fa è stato chiesto il ritiro senza condizioni delle truppe dall'Iraq mentre ora Rutelli ha detto: "Sì alla prosecuzione italiana con l'Onu", creando dei dissensi nel correntone. "Non solo, ma anche D'Alema e, quindi, anche parte dei Ds hanno manifestato il loro dissenso" Questo indebolirà, sempre in termini elettorali, la Sinistra riformista e rafforzerà, al contrario, la corrente radicale? "Sul piano politico, la Sinistra riformista ne uscirà sicuramente indebolita mentre sul piano è difficile dire in che misura e quanto. La corrente radicale, invece, si è già rafforzata perché si è avvalorata della grande ondata pacifista di cui per definizione è portabandiera e avanguardia. Era riuscita ad agglutinare sulle stesse posizioni il resto del Centro-Sinistra e persino la Margherita. Allo stato attuale delle cose, però, ha perso questa capacità, rimanendo isolata e lo stesso Bertinotti ha abbandonato il suo tono ecumenico e soddisfatto, per assumerne uno allarmato e difensivo. La posizione degli avversari di Berlusconi diventa ora, in definitiva, molto imbarazzante. Il culo di Berlusconi/ La liberazione degli ostaggi e gli arresti dei terroristi a Milano, due bombe in vista delle EuropeeAffati Italiani, 8 giugno 2004
Di Angelo Maria Perrino Il culo di Berlusconi. Come già Arrigo Sacchi, che alla guida del Milan e della Nazionale, nobilitò con i suoi successi rocamboleschi il suo mitico fondoschiena, ora il premier incassa gli influssi della buona sorte e, nell’ultima settimana e a pochi giorni dal voto europeo, infila una serie di eventi positivi talmente straordinaria da stimolare non solo i politologi ma anche qualche astrologo. Prima la visita di George W. Bush, con il suo pentimento filoeuropeista. Poi la riscoperta post- mortem di Ronald Reagan, cui il nostro premier ha spesso detto di volersi ispirare(per ora piu' a parole) in materia di politica economica e deregulation. Poi la nuova risoluzione Onu con la ricomposizione della rottura Usa-Europa, il ricompattamento dell’asse euratlantico e il recupero della Francia e della Germania. Ieri gli arresti a Milano dei terroristi islamici sospettati di essere coinvolti negli attentati di Madrid. E infine il coup de theatre, con la liberazione degli ostaggi, conclusasi con una splendida quanto rischiosa operazione di polizia. La sera del 2 giugno, nel ricevimento in Prefettura a Milano, Paolo Romani me lo aveva sussurrato: sappiamo dove sono gli ostaggi. La redazione di Affari Italiani aveva cercato nei giorni successivi l’esponente forzista per saperne di più. Ma il politico milanese si era schernito: preferisco di no, ne parliamo la settimana prossima, chiamatemi martedi. Avevamo capito, qui in redazione, che qualcosa bolliva in pentola. Ed ecco, oggi, la bomba. Certo, la liberazione degli ostaggi, avvenuta senza spargimento di sangue, è figlia della perizia degli operatori americani e della sagacia dei nostri diplomatici. Ma in queste operazioni ad alto rischio l'incidenza della buona stella non è meno importante. E' anche, insomma, questione di fortuna. Quella che finalmente sembra arridere al premier. Il quale spera di riequilibrare così, favorevolmente, un destino che, da quando è a Palazzo Chigi, gli è stato decisamente avverso. Dagli scontri del G8 a Genova fino agli attentati alle Twin Towers, passando per alluvioni, black out, epidemie, terremoti, scandali finanziari, una crisi economica paragonabile a quella del ’29...Una sequenza di rovesci che fece dire all'acido alto esponente diessino Luciano Violante: "Berlusconi porta sfiga". Ora il leader di Forza Italia, in volo verso gli Stati Uniti per la riunione del G8, smentisce i menagrami, rivendica il blitz e stappa lo champagne, come fosse un manager della Ferrari. La sua speranza, comprensibile, è che i successi internazionali di questo suo specialissimo made in Italy rilancino il suo appeal, in calo nelle ultime settimane. E gli consentano di superare senza danno le elezioni del prossimo week end. Gli ultimi sondaggi, prima del blitz, lo davano di qualche punto sotto quel 25 per cento delle ultime europee.Un risultato molto deludente, che il Cavaliere non si può permettere. Vorrebbe dire scatenare i suoi partner, (che egli teme più dei suoi concorrenti), in una guerra fratricida che potrebbe far implodere la Casa delle Libertà, con il rischio di un governo centrista (e tanti saluti al sistema maggioritario) o di elezioni anticipate. Ora il fattore "culo" potrebbe rivelarsi la variabile imprevista che spariglia e cambia tutti i giochi. In ritardo sull’economia e sulle riforme, il Cavaliere potrebbe recuperare così da quel versante internazionale, cui ha dedicato negli ultimi mesi grandi energie e risorse, quel che ha perso sul piano interno. In modo da porre le basi per una sua rilegittimazione a Palazzo Chigi che gli consenta di completare, negli ultimi due anni di legislatura, il programma promesso agli italiani, sul quale ha accumulato qualche ritardo ma che chiede di poter realizzare nell’arco del quinquennio, come da impegni assunti con gli elettori. Auguri a Berlusconi. E, da italiani, felicitazioni per un successo del governo che non esitiamo a definire in un solo e semplice modo:splendido. |