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giugno 3, 2004

Analisi: Il giudizio degli europei su Bush, USA e rapporti transatlantici


Rapporti UE-USA  

03/06/04 - Tra pochi giorni il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, sarà in Europa per commemorare il 60° anniversario della vittoria sulle forze nazifasciste. Ma quali sono i sentimenti dell'opinione pubblica europea verso gli USA e verso l'amministrazione Bush? Quale futuro auspicano gli europei nei rapporti tra UE e USA?

Il giudizio sugli USA

Il primo tema affrontato in questa analisi riguarda il giudizio degli europei sugli USA ed in particolare come questo sia mutato in seguito alla vicenda irachena. A questo scopo proponiamo i risultati dei sondaggi svolti nell'estate 2002 e nel marzo 2004 dal noto istituto di ricerca "Pew research center" in Gran Bretagna, Francia e Germania. Nei tre Paesi è evidente il crollo di consensi verso gli USA: i giudizi positivi sono scesi dal 75% al 58% in Gran Bretagna, dal 63% al 37% in Francia e dal 61% al 38% in Germania. Diversa l'opinione sugli americani, che risulta nel 2004 essere positiva per il 73% dei britannici, per il 68% dei tedeschi e per il 53% dei francesi. E' dunque evidente che la bocciatura degli europei riguarda in particolare le politiche unilateraliste attuate dagli USA negli ultimi anni e non il Paese in quanto tale.



Il giudizio su Geroge W. Bush

A conferma di quanto sostenuto in chiusura del precedente paragrafo, analizziamo ora il giudizio sul presidente degli Stati Uniti (fonte: Pew research center, marzo 2004). Come dimostra la tabella sottostante, tale giudizio si rivela essere negativo per la maggioranza assoluta degli europei ed in particolare per il 57% degli inglesi e per l'85% di francesi e tedeschi.



I rapporti tra Unione Europea e USA

Se dunque il giudizio degli europei sulle politiche degli USA è negativo, quale futuro viene auspicato per i rapporti tra UE e USA? Il sondaggio Pew indica che mentre per la maggioranza degli americani le relazioni transatlantiche devono restare strette come in passato, gli europei, inglesi inclusi, richiedono una maggiore indipendenza. Il 75% dei francesi, il 63% dei tedeschi e il 56% degli inglesi auspicano un'evoluzione in questo senso.



Coerente il responso alla domanda se un futuro della UE da superpotenza come gli USA sia o meno auspicabile: per il 90% dei francesi, il 70% dei tedeschi, il 50% degli inglesi questo sviluppo sarebbe positivo. Più esaustivo è però l'analogo sondaggio presentato dal German Marshall Fund nella relazione "Transatlantic Trends 2003". E' stato chiesto ad un campione rappresentativo di cittadini di Gran Bretagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, Italia, Polonia e Portogallo se in tema di affari internazionali sia preferibile che gli USA rimangano l'unica superpotenza o che la UE diventi una superpotenza. I risultati sono molto indicativi, così come il trend di crescita per la seconda ipotesi rispetto al 2002. In particolare anche la grande maggioranza degli italiani (80% contro il 5%) auspica un importante ruolo geopolitico per l'Unione Europea.

In tema di affari internazionali, quale di queste affermazioni è più vicina alla sua posizione?

La UE dovrebbe diventare una superpotenzaGli USA dovrebbero restare l'unica superpotenza
2003200220032002
Gran Bretagna52562220
Francia918953
Germania7048822
Paesi Bassi6559911
Italia807657
Polonia63631012
Portogallo80n.d.7n.d.
Europa71651014
USA37334252


Conclusione

Le divergenze tra America ed Europa sulla guerra in Iraq sono state acute ed aperte. Mentre i governi dei Paesi europei erano divisi, tutte le indagini indicavano che l'opinione pubblica era unita in tutto il continente nella forte opposizione alla guerra. Tra le popolazioni europee, così come abbiamo già dimostrato in una precedente analisi, non esiste alcuna linea di frattura: "Vecchia" Europa e "Nuova" Europa sono solo categorie della fantasia (o dei desideri) dell'amministrazione americana.

Mentre il giudizio sul popolo americano resta positivo, le scelte dell'amministrazione Bush hanno profondamente inciso sulle propensioni geopolitiche degli europei: è sempre più forte la consapevolezza della necessità di un futuro da superpotenza per l'Unione Europea. La Germania in particolare, che aveva sempre cercato di non dover scegliere tra Europa e USA, esprime ora una chiara preferenza per l'Europa.

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