giugno 3, 2004 I sondaggi dicono (e non escludiamo sorprese)Il Riformista, 3.6.2004Tutti dicono che ormai solo il 4 giugno può cambiare le cose. Solo se - per usare un moderato titolo della moderata Europa - qualcuno «regala un morto al Viminale». Non c’è evidentemente nella società politica italiana un grande rispetto degli elettori se li si considera così emotivamente e granguignolescamente instabili. Del resto, non è un mistero che nelle segreterie politiche si discuta apertamente dell’effetto elettorale che il rilascio dei tre ostaggi italiani, o il suo contrario, potrebbe avere sul voto. E nelle moschee sospette d’Italia le microspie del Sismi fanno a gara con quelle del Sisde e di chissà chi altro nel registrare ogni movimento che possa far prevedere il più drammatico di tutti gli imprevisti elettorali, l’ormai tristemente celebre effetto Aznar. I sondaggi, dal canto loro, registrano l’ovvio, e non è affatto detto che non possano essere sorpresi anche loro. Basta poco, una affluenza alle urne più bassa del calcolato, o l’esplosione di un voto di protesta frammentato sulle liste piccole, per alterare l’equilibrio che disegnano. Senza contare che l’equilibrio che disegnano è già di per sé instabile. Se tutto va come si dice, accadrà più o meno questo: i due maggiori partiti raccoglieranno insieme poco più della metà dei voti, che non è davvero un buon viatico per il bipolarismo, se lo si confronta con la situazione che c’è in tutti i grandi paesi europei; il divario tra il partito di maggioranza nel governo e la lista maggiore dell’opposizione sarà intorno al 10% o forse più, dato che certo non milita per la stabilità del governo; la quasi totalità delle perdite del centrodestra saranno da ascrivere a Forza Italia, il che indebolisce il premier nel confronto con alleati che non aspettano altro, e potrebbe indurre l’impolitico e anti-politico Berlusconi a qualche scarto autoritario che peggiorerebbe solamente le cose. Insomma, niente lascia prevedere che gli anni successivi alle europee saranno quel periodo di fattivo ed efficace governo che al paese serve come l’acqua agli assetati. E questo se si escludono le sorprese; che, come avete capito, non ci sentiamo di escludere.
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